<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287</id><updated>2012-02-06T20:40:14.777+01:00</updated><category term='armeria'/><category term='civiltà'/><category term='Novità in arrivo'/><category term='Scorrettezza politica'/><category term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><category term='Il mestiere di scrivere'/><category term='Delle donne il catalogo è questo.'/><category term='Sogni e chimere'/><category term='Trash e sublime'/><category term='AAA: Dichiarazione programmatica'/><category term='Eroi del nostro tempo'/><category term='commercial'/><title type='text'>giulio leoni</title><subtitle type='html'>pagine di riflessioni e divagazioni varie sul giallo, il mistero, l'avventura, l'horror e altre mirabilia. 

www.giulioleoni.it</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>69</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-3640159259409273316</id><published>2012-01-30T16:59:00.009+01:00</published><updated>2012-02-06T20:40:14.782+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Anharra</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-FZki3AzF2TA/TybGANLqhHI/AAAAAAAAAMU/mTG30BO7Em8/s1600/maschere.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 253px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5703463684952196210" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-FZki3AzF2TA/TybGANLqhHI/AAAAAAAAAMU/mTG30BO7Em8/s320/maschere.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signori, giù la maschera! In Urania Millemondi del febbraio 2012 (sotto il titolo riassuntivo di &lt;em&gt;Due mondi oltre la soglia&lt;/em&gt;) è finalmente apparsa la terza parte del ciclo "I Canti di Anharra", opera di un certo J.P. Rylan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si intitola &lt;em&gt;L'eredità di sangue&lt;/em&gt;, e segue nell'ordine &lt;em&gt;Il trono della follia&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Il santuario delle tenebre&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ora, essendo J.P. Rylan null'altro che un &lt;em&gt;nom de plume&lt;/em&gt; del vostro affezionato scrittore, ed avendo questa operina vissuto innumerevoli vicissitudini editoriali prima di giungere a compimento, mi sembra giusto spenderci qualche parola esplicativa. Si tratta infatti di un racconto per certi aspetti abbastanza diverso dal resto, un qualcosa che potrebbe essere definito genericamente un &lt;em&gt;fantasy&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma prima di addentrarmi in un minimo di illustrazione della cosa, due parole sul perché dello pseudonimo. Non è che ci sia dietro un gran mistero: la prima parte uscì in un anno in cui per motivi del tutto fortuiti erano apparsi altri due titoli a mia firma. E poiché il troppo stroppia anche in romanzeria, con l'editore si convenne di affidare questa a un sobrio anonimato. Anonimato che però durò soltanto lo spazio di un mattino, visto che subito &lt;em&gt;Il trono della follia&lt;/em&gt; venne debitamente rubricato nell'Archivio delle Fantascienza del compianto Vegetti con tanto di attribuzione esatta. A questo punto mi sembrava inutile continuare nel gioco, ma tant'è, J.P. Rylan ormai viveva di vita propria e bisogna tenerselo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo invece alla sostanza: dicevo delle vicissitudini editoriali. La storia di Anharra è infatti stata sballottata qui e là editorialmente peggio di una nave da crociera, passando dalla collana Omnibus a Epyx e poi a Urania Epyx e infine a Urania Millemondi. Poiché La storia fa perno su un'antichissima maledizione, viene da pensare che in qualche modo i personaggi si siano vendicati del cumulo di orrendi comportamenti che mi sono divertito ad attribuire loro. Ma pazienza, &lt;em&gt;habent sua fata libelli&lt;/em&gt;. Se c'è qualche lettore che per caso o per ostinazione è riuscito a seguirne fin qui le vicende, magari un'idea del suo senso generale se la sarà fatta. Per tutti gli altri, e comunque a futura memoria (perché si sa, l'orizzonte dello scrittore è quello dei secoli venturi) ecco qui di cosa si tratta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;I canti di Anharra&lt;/em&gt; sono una specie di poema in prosa. Sì, proprio quel nobile e desueto genere letterario che piaceva ancora ai nostri nonni. Tanto che in prima istanza pensai di scriverlo addirittura in versi, o almeno in prosa ritmica. Idea presto abbandonata per semplice viltà d'autore: a proporre oggi una cosa del genere c'è da passare per matti, e forse giustamente. Ma poiché quello che volevo era raccontare una storia che, sotto il velo di un'avventura mitica e tenebrosa, parlasse come al solito di tutt'altro. non potendo scrivere versi ho pensato al &lt;em&gt;fantasy&lt;/em&gt;, altra forma abbastanza improbabile. Non perché io sia un grande ammiratore del genere, né per quello che si potrebbe pensare, ossia le possibilità che apre a una narrazione sconfinata. Anzi, i suoi aspetti più “imaginifici”, draghi, incanti, pietre magiche ecc. tutto sommato sono proprio i suoi elementi a mio avviso più deboli, quelli in cui è più facile cadere nella ripetitività.&lt;br /&gt;È però un valido strumento di riflessione, e narrazione, su quell’altro che ci portiamo dentro, un modo per trovare risposte fantastiche a domande perfettamente razionali. Il ciclo di Anharra è nato per rispondere proprio a una domanda che mi affascina da sempre, le origini di quella sorta di eredità oscura che segna la nostra specie. Un’eredità che ci spinge a comportamenti schizofrenici, per i quali praticamente negli stessi anni viene inventata la penicillina e la bomba atomica, si costruiscono motori a reazione e campi di sterminio, uno stesso popolo regala al mondo la democrazia e costruisce un impero coloniale.&lt;br /&gt;È l’eredità di Caino, si dice. Ma se nel nostro sangue ci fosse qualcosa di ancora più antico? Qualcosa che affonda in un’epoca talmente remota da precedere tutte le tradizioni, i miti, le religioni nate in epoca storica? Già Lovecraft ha tentato di dare una risposta, Lovecraft che non è solo un mio maestro ma probabilmente uno dei maestri di tutti gli scrittori di genere. Non a caso &lt;em&gt;La regola delle ombre&lt;/em&gt;, uno dei miei romanzi, ha per titolo una voluta citazione e omaggio allo scrittore di Providence. In Anharra ho cercato di dare la mia versione dei fatti, scavando un’altra volta in questa eredità ancestrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma Anharra è un testo che invita a più livelli di lettura. In prima battuta è un onesto &lt;em&gt;heroic fantasy &lt;/em&gt;con forti venature horror. In un imprecisato ma remoto passato è sorta una civiltà di tipo vagamente minoico-egizio-atlantideo. Al suo interno circola la leggenda dell’esistenza di una misteriosa città celata nel cuore del deserto, Anharra. Attirati dalle ricchezze e dai segreti che vi si celano, un gruppo di avventurieri riesce a raggiungerla, liberando però le forze infernali che vi erano state confinate da un antico esorcismo. Ne segue un conflitto devastante, che distrugge completamente l’Impero. Sopravvive solo uno sparuto gruppo di superstiti, che si avvia in cerca di una nuova terra dove ricostruire una qualche forma di civiltà: portando però inconsapevolmente con sé il seme della follia e della ferocia di Anharra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto questo primo livello, in realtà il ciclo è appunto una sorta di poema in prosa a tradimento, ispirato al “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche, che affronta in termini allegorici il tema della migrazione indoeuropea in Europa, e suggerisce una spiegazione fantasiosa alle sue cause (un’improvvisa mutazione climatica dovuta allo spostarsi dell’asse terrestre per l’arrivo di una cometa, secondo le teorie eretiche di Velikovsky). E proprio dal buon Federico viene l'idea centrale su cui piroetta l'intera vicenda: l'Eterno Ritorno. Anharra più che una città è un gorgo che ettira generazione dopo generazione gruppi di incauti avventurosi, costringendoli a ripetere sempre le stesse riprovevoli azioni. La narrazione si sviluppa su due piani temporali, distinti graficamente dal tondo e dal corsivo. Da un lato la vicenda mitica, in cui i fatti vengono letti in chiave magico-misteriosa dai protagonisti di allora, dall’altra la rilettura fatta da un gruppo di contemporanei che si imbattono casualmente nelle tracce dell’antico disastro. I quali si sforzano di ricondurre ciò che scoprono a un quadro razionale, cercando di inserirlo in un’idea dello sviluppo storico coerente. Ma dovendosi alla fine arrendere al fatto che c’è effettivamente qualcosa di non spiegabile nella nostra natura, che sembra davvero risalire ai demoni di Anharra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poiché il librone alla fine conta più di ottocento pagine, è ovvio che c'è finito dentro anche altro. Vedete un po' voi, se qualcuno ha coraggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-3640159259409273316?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/3640159259409273316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=3640159259409273316' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3640159259409273316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3640159259409273316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2012/01/anharra.html' title='Anharra'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-FZki3AzF2TA/TybGANLqhHI/AAAAAAAAAMU/mTG30BO7Em8/s72-c/maschere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-4460728038091878078</id><published>2011-12-07T12:18:00.002+01:00</published><updated>2011-12-08T17:30:37.832+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Declino e caduta della variante.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-wsQssMaBzyQ/TuDlk4F1KtI/AAAAAAAAAMI/2SvLpFdOCEY/s1600/card-sezione8-5-g.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 206px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683795151436458706" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-wsQssMaBzyQ/TuDlk4F1KtI/AAAAAAAAAMI/2SvLpFdOCEY/s320/card-sezione8-5-g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tra le innumerevoli innovazioni al mestiere di scrivere apportate dalla crescente diffusione dei computer (tra cui più importante tra tutte la progressiva espansione torrentizia degli scrittori stessi) ce n'è una sulla quale non mi sembra si sia riflettuto abbastanza. O almeno è quella su cui io non mi ero interrogato fino a questo momento, fino a quando cioè non mi sono trovato a seguire una tesi di laurea sulle tecniche di editing.&lt;br /&gt;Una volenterosa studentessa era incaricata di analizzare le motivazioni estetiche delle modifiche apportate in sede di editing al manoscritto dei romanzi &lt;em&gt;X&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Y&lt;/em&gt;, di noti scrittori contemporanei: salvo scoprire che i manoscritti in questione semplicemente non esistono.&lt;br /&gt;O meglio, sono senz'altro esistiti in qualche momento del processo creativo, ma poiché l'azione di editing avviene ormai direttamente sulla pagina elettronica, ogni variazione sia essa suggerita concordata o imposta non lascia traccia di sé. Né esiste più memoria del faticoso processo di revisione che lo scrittore impone al proprio stesso testo durante la sua elaborazione.&lt;br /&gt;In una parola, l'analisi delle varianti, resa celebre da illustri critici come Contini, non è più possibile. E, cosa ancor più singolare, la stessa mano dello scrittore tende a farsi incerta: esistono casi, ben noti agli addetti ai lavori, di celebrati romanzi che sono stati praticamente riscritti quasi nella loro totalità in casa editrice, al punto di meritare forse la sigla &lt;em&gt;AA.VV.&lt;/em&gt; in copertina.&lt;br /&gt;Ma di tutto questo non resta traccia evidente, né pare più possibile un qualsiasi &lt;em&gt;Fondo Manoscritti &lt;/em&gt;della contemporaneità. &lt;em&gt;Sic transit gloria mundi&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-4460728038091878078?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/4460728038091878078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=4460728038091878078' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/4460728038091878078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/4460728038091878078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/12/declino-e-caduta-della-variante.html' title='Declino e caduta della variante.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-wsQssMaBzyQ/TuDlk4F1KtI/AAAAAAAAAMI/2SvLpFdOCEY/s72-c/card-sezione8-5-g.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-3256714276809138564</id><published>2011-10-18T12:07:00.002+02:00</published><updated>2011-10-18T12:10:16.215+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Ancora sul genere</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-YkxTK1v3R8U/Tp1QVLNJT8I/AAAAAAAAAL0/iA6poPu_m6Y/s1600/0203Ffm4804.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 236px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-YkxTK1v3R8U/Tp1QVLNJT8I/AAAAAAAAAL0/iA6poPu_m6Y/s320/0203Ffm4804.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664772231017353154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se uno torna a pensare per un attimo al problema dei generi, è facile che giunga alla mia stessa conclusione: per quanto sottile e accurata possa essere una classificazione, si finisce sempre per dover ammettere che essa non dà mai un conto esatto di tutti i testi esistenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto a ben vedere è un problema antico, che risale addirittura alla polemica tra Platone e Antistene sulle essenze universali. Parafrasando l'affermazione del secondo si potrebbe dire, parlando per esempio di narrativa poliziesca: vedo il giallo, ma non la giallosità. Ossia, ancora una volta, quali sono i confini del genere giallo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi viene voglia di abbandonare l'annosa questione, e proporre invece una soluzione più drastica, così tanto per giocare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non escluderei che sia stata già suggerita da qualcuno, vista l'irresistibile tendenza degli uomini a pensare prima o poi le stesse cose, nel tempo. Se è avvenuto mi scuso per la violazione di copyright, ma poiché non mi è capitato ancora di trovarla da qualche parte, provo a (ri)enunciarla qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra che alla fine i libri si dividano in due soli generi fondamentali: quelli che si leggono una volta sola e quelli che si rileggono. Due, tre, anche cento volte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due categorie non sono separate da una barriera qualitativa: in altri termini non sono assolutamente le caratteristiche letterarie, stilistiche che determinano l'appartenenza all'una o all'altra schiera. Ci sono capolavori immortali della letteratura che finiscono subito a impolverarsi tristemente nello scaffale più alto della nostra libreria, e di contro libretti molto più corrivi che, per qualche insondabile motivo legato alle oscurtità della nostra psiche, si infliggono nella memoria e continuano per anni a ripresentarsi come ospiti graditi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi libri &lt;em&gt;revenants&lt;/em&gt; sono i nostri veri classici, i classici della mente, che magari ci vergogneremmo a esibire in pubblico ma che coltiviamo nel segreto delle nostre fantasticherie. Sarebbe interessante scambiarsi qualche confidenza in merito, tra amici: sono sicuro che ne scopriremmo delle belle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-3256714276809138564?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/3256714276809138564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=3256714276809138564' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3256714276809138564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3256714276809138564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/10/ancora-sul-genere.html' title='Ancora sul genere'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-YkxTK1v3R8U/Tp1QVLNJT8I/AAAAAAAAAL0/iA6poPu_m6Y/s72-c/0203Ffm4804.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-6688086846969607594</id><published>2011-10-14T11:55:00.015+02:00</published><updated>2011-10-24T16:59:18.669+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='armeria'/><title type='text'>Raggi Gamma</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-4wPYMwi7wxM/TpgNcu0KzzI/AAAAAAAAALY/vypav3INBWI/s1600/FG%2BSIGNAL%2BPISTOL%2B%25281%2529.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 324px; FLOAT: right; HEIGHT: 262px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663291318672740146" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-4wPYMwi7wxM/TpgNcu0KzzI/AAAAAAAAALY/vypav3INBWI/s400/FG%2BSIGNAL%2BPISTOL%2B%25281%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gli affezionati lettori avranno notato una dolorosa interruzione estiva nell'aggiornamento del blog. Si chiederanno se ciò sia dovuto a un drammatico evolversi della vicenda dei nostri eroi spaziali: voglio a tal proposito tranquillizzare tutti, le ultime notizie giunte da Marte inducono invece a sospettare un imprevedibile e meraviglioso sviluppo della faccenda.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;No, la causa è dovuta all'aver ricevuto improvvisa notizia dell'esistenza, in un remoto villaggio della Siberia, di un esemplare pressoché intatto della famosa &lt;em&gt;Signal Pistol&lt;/em&gt;, l'arma con cui il mitico esploratore degli spazi Flash Gordon partì negli anni Trenta alla conquista di Mongo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come essa sia finita in una capanna nell'arida tundra resta per me un mistero, ma questo non mi ha impedito di precipitarmi sul posto animato dal desiderio invincibile di recupararla alla civiltà e assegnarle il giusto posto d'onore nella mia panoplia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La trattativa è stata lunga e defatigante, e solo dopo aver accettato di bere due grosse tazze di una loro bevanda ottenuta dalla fermentazione di bacche locali, masticate dalle vecchie del villaggio, sono riustito a convincere il capo tribù a cedermela.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vi accludo un'immagine, perché possiate godere con me delle splendide forme decò dell'attrezzo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-6688086846969607594?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/6688086846969607594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=6688086846969607594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6688086846969607594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6688086846969607594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/10/raggi-gamma.html' title='Raggi Gamma'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-4wPYMwi7wxM/TpgNcu0KzzI/AAAAAAAAALY/vypav3INBWI/s72-c/FG%2BSIGNAL%2BPISTOL%2B%25281%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-6135283324418037036</id><published>2011-07-27T17:41:00.016+02:00</published><updated>2011-08-16T10:59:48.133+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sogni e chimere'/><title type='text'>Il futuro come sarebbe dovuto essere</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-itRsgGg0LFA/TkfzPcYK7aI/AAAAAAAAALQ/C0nttbj6yWg/s1600/%2524%2528KGrHqV%252C%2521icE3%2528Ks-%2529TRBOL%2521z8KH0Q%257E%257E0_3.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 264px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5640744504945995170" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-itRsgGg0LFA/TkfzPcYK7aI/AAAAAAAAALQ/C0nttbj6yWg/s400/%2524%2528KGrHqV%252C%2521icE3%2528Ks-%2529TRBOL%2521z8KH0Q%257E%257E0_3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ho approfittato di questi giorni di calura estiva per rivedermi in &lt;em&gt;dvd&lt;/em&gt; tre film classici di fantascienza degli anni '50: &lt;em&gt;Rocketship X-M&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Flight to Mars&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Destination Moon &lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Usciti nelle sale quasi contemporaneamente, tra il '50 e il '51, sono tre spaccati straordinari del futuro di una volta. Quello, per intenderci, che tutti speravamo si sarebbe avverato ben prima della fine del secolo: quando aitanti ex piloti della guerra di Corea, barbuti scienziati alla dottor Zarro e fascinose ricercatrici universitarie si sarebbero imbarcati in improbabili veicoli spaziali &lt;em&gt;do-it-yourself&lt;/em&gt; e avventati negli spazi siderei.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Veicoli che erano poi in genere incroci tra la carlinga di un B-29 e il più domestico guscio di una roulotte &lt;em&gt;Airstream&lt;/em&gt;, ma tanto chi ci faceva caso.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dei tre il terzo è quello più attendibile sul piano scientifico, sempre relativamente parlando, con un minimo di rispetto in fatto di leggi gravitazionali. Anche le tute spaziali sono quasi plausibili, abbastanza vicine a quelle delle future missioni Mercury. Ma è anche il più sussiegoso, con i suoi inserti didascalici e le tiratine didattiche alla Giulio Verne (vi ricordate quegli insopportabili capitoli pieni di formule in &lt;em&gt;20.000 leghe&lt;/em&gt; o in &lt;em&gt;Dalla terra alla luna&lt;/em&gt;?).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma che tristezza, al confronto degli altri due! Il primo in bianco e nero con le scene di Marte virate in seppia, in incredibili colori pastello il secondo ma entrambi con tutti gli eroi giusti, i crateri di Marte di cartone e le marziane in minigonna e tacchi a spillo. Era così che lo volevo il futuro, andare su Marte con il mio bell'Avirex B-3 e il cappello a tesa larga, e magari fumando una Lucky durante il decollo. E non infagottato in un sarcofago di plastica, ridicolo come un palombaro ciclista. Quasi non mi dispiace che alla fine non vedrò mai Marte, molto meglio come me lo sono immaginato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi consolo giocherellando con lo &lt;em&gt;Yonezawa Moonrocket XM-12&lt;/em&gt;, orgoglio della mia flotta spaziale. Non si schioda di un centimetro dal pavimento, ma che importa: lo mandano lontano i miei sogni. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-6135283324418037036?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/6135283324418037036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=6135283324418037036' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6135283324418037036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6135283324418037036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/07/il-futuro-come-avrebbe-dovuto-essere.html' title='Il futuro come sarebbe dovuto essere'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-itRsgGg0LFA/TkfzPcYK7aI/AAAAAAAAALQ/C0nttbj6yWg/s72-c/%2524%2528KGrHqV%252C%2521icE3%2528Ks-%2529TRBOL%2521z8KH0Q%257E%257E0_3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-7568504069597951762</id><published>2011-07-21T12:43:00.005+02:00</published><updated>2011-08-16T11:04:14.568+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>RomaNoir e New Italian Epic</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-WXXz2xN5z5s/TirHOwQQefI/AAAAAAAAALI/kNt8qF8cF_g/s1600/Univ_logo_new2.gif"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 308px; FLOAT: left; HEIGHT: 370px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5632533340265413106" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-WXXz2xN5z5s/TirHOwQQefI/AAAAAAAAALI/kNt8qF8cF_g/s400/Univ_logo_new2.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;L'anno scorso ho partecipato al convegno RomaNoir, organizzato dalla Sapienza. Vi si discuteva di New Italian Epic, argomento che nel recente passato ha furoreggiato sulle gazzette. Da buon relatore ho poi raccolto il mio piccolo contributo a braccio, in vista dei successivi atti. Lo ripubblico qui, perché magari d'estate è utile qualcosa per appisolarsi sotto l'ombrellone.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;L’epica della New Italian Epic e il bastone di Sherlock Holmes&lt;/strong&gt;.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Vi ricordate come inizia la storia del Mastino dei Baskerville? Quell’episodio mi è tornato alla mente leggendo nelle pagine teoriche della New Italian Epic la ricostruzione dei fatti politico-culturali che sono, o dovrebbero essere, all’origine del fenomeno in questione.&lt;br /&gt;Allora più o meno la questione è questa: Holmes e Watson sono tornati nel loro buen retiro al 220b di Baker street e si trovano tra le mani un vecchio bastone da passeggio, dimenticato in casa da un misterioso visitatore passato a trovarli in loro assenza.&lt;br /&gt;Holmes, animato dalla sua solita perfidia sadica nei confronti dell’amico, dalle risorse intellettuali infinitamente più modeste delle sue, non riesce a resistere alla tentazione e lo sfida a dedurre qualcosa di utile dall’oggetto in modo da farsi un’idea quanto più precisa possibile del suo proprietario. L’invito è posto in termini cortesi, addirittura zuccherini, ma è chiaro che lo sfotte un po’, invitandolo ad applicare i suoi metodi deduttivi, che ormai l’amico si presuppone dovrebbe padroneggiare. Naturalmente insieme sfotte anche un po’ noi lettori, ma noi lo amiamo e siamo disposti a stare al gioco, anzi ce lo aspettiamo come un rito che si ripete pressoché all’inizio di ogni sua avventura.&lt;br /&gt;Punto sul vivo il povero Watson si lancia in un’ardita interpretazione della cosa, perfettamente plausibile, al punto da renderlo al termine quasi orgoglioso dei risultati e di se stesso.&lt;br /&gt;Peccato che le sue deduzioni siano tutte fallaci, come scornato apprende subito dopo: quando l’amico dice la sua svelando l’arcano, confondendo lui e rallegrando noi che difficilmente accetteremmo di esser anche più tonti di Watson.&lt;br /&gt;È un magistrale, piccolo &lt;em&gt;entr'acte&lt;/em&gt;, che nell’economia del racconto ha da un lato la funzione di introdurci nella vicenda, e insieme quella di reiterare una delle convinzioni di base dell’investigatore: la fallacia di ogni indizio, se non sottoposto a un’analisi rigorosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora mi sembra che con la New Italian Epic ci troviamo come con il bastone di Sherlock Holmes: un complesso di argomentazioni e deduzioni perfettamente plausibili e razionali, ma che affondano su un’errata interpretazione dei fatti.&lt;br /&gt;Premetto di non considerare questo assolutamente un motivo di sottostima del fenomeno: nel caso della NIE siamo infatti in presenza di uno di quei rari casi di movimento d’avanguardia in cui i risultati sul piano dei testi sono senz’altro più interessanti e notevoli dell’elaborazione teorica. E poiché sono convinto che sia sull’efficacia della pagina che alla fine si misuri l’importanza di ogni proposta letteraria, direi che è senz’altro alle opere che andrebbe semmai riservata ogni attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho qui la minima intenzione né di riassumere né tanto meno di sviluppare i fondamenti teorici della NIE: lo hanno fatto &lt;em&gt;ad abundantiam &lt;/em&gt;per primi i suoi teorizzatori e poi i molteplici esegeti, ammiratori o denigratori che siano. Mi limiterò quindi ad alcune osservazioni, marginali ma spero di sostanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prediamo l’assunto base della teoria: a partire dagli anni ’90 è nata e si è sviluppata in Italia una nuova generazione di scrittori che trae le sue origini dalla caduta del Muro e da Tangentopoli.&lt;br /&gt;Il combinato disposto di queste due contingenze, tanto vicine diacronicamente da autorizzare più d’uno a correlarle con un nesso di causalità, avrebbe scavato nel “clima” narrativo italiano una sorta di crepa, sotto e dentro la quale avrebbe lavorato la nuova scuola, caratterizzata dal recupero e la nobilitazione di tecniche fino allora patrimonio minore e quasi esclusivo della trivialliteratur: un recupero effettuato con tanta forza e decisione da infrangere la barriera dei generi e, attraverso un processo di felice ibridazione, giungere a risultati inattesi e talmente esemplari da imporsi come nuova e pressoché unica maniera possibile di descrivere/interpretare il mondo contemporaneo e segnatamente la nuova realtà italiana.&lt;br /&gt;Ora tale coincidenza temporale è senz’altro verissima, solo che muri e tangenti a mio avviso c’entrano poco o niente. E questo per due motivi: anzitutto la letteratura, o meglio nel nostro caso la narrativa, opera su tempi che sono necessariamente più lunghi di quelli della contingenza politica. Un libro uscito nell’anno X, a meno che non si tratti di un misero instant-book pensato o più spesso commissionato per lucrare alla svelta sull’evento del giorno, è in genere frutto di una gestazione che può anche durare anni.&lt;br /&gt;Di conseguenza gli eventi non hanno quasi mai una ricaduta immediata e necessitante sull’atto del narrare, altrimenti dovremmo chiederci come mai lo scandalo della Banca Romana, alla fine dell’Ottocento, non abbia portato già allora alla nascita di una nuova maniera del narrare.&lt;br /&gt;D’altra parte i fatti ci sono, ma come per il bastone di Holmes, l’interpretazione è diversa: nel periodo in questione avvengono anche due altre cose di diversa natura, che avranno una decisa influenza nella letteratura: una profonda trasformazione del mondo universitario, e un’altrettanto radicale ristrutturazione del sistema editoriale italiano.&lt;br /&gt;Nel primo caso i crescenti elementi di privatizzazione introdotti nel sistema educativo, che sono nei fatti molto meno significativi di quanto non si voglia credere, ma comunque abbastanza significativi, spingono il mondo della ricerca e della didattica a un’apertura su aree che solo fino a pochi anni prima erano pressoché ignorate. Questo perché la proliferazione degli istituti universitari, unita alla necessità di attrarre un numero di studenti sufficienti a garantire organici spesso ipertrofici, reca con sé la necessità di aprire continuamente nuovi corsi di studio oltre a quelli ormai consolidati dalla tradizione.&lt;br /&gt;È così che l’altra narrativa fa il suo ingresso prima timido e poi sempre più deciso sotto le volte dell’accademia, assurgendo progressivamente ad argomento di lezioni, convegni, seminari e addirittura corsi di laurea. Se a questo aggiungiamo un normale ricambio generazionale nel corpo insegnante, si spiega facilmente come la nostra università affronti nel corso degli anni ’80 un processo di ammodernamento frenetico ma anche virtuoso, senza il quale un’iniziativa come quella di RomaNoir qualche lustro or sono sarebbe stata semplicemente impensabile.&lt;br /&gt;L’altra area in cui si fertilizza il terreno della nuova narrativa è quello dell’editoria. Nel giro di pochi anni, attraverso un complesso processo di acquisizioni, fallimenti e riconversioni, il campo dell’editoria si trasforma radicalmente, dando vita a quei grandi complessi e catene editoriali che caratterizzano oggi il panorama di tutto ciò che ruota intorno all’ideazione, la produzione e il commercio dei libri.&lt;br /&gt;Questo processo di rapida industrializzazione, caratterizzato dalla scomparsa progressiva di tutte le realtà ancora sostanzialmente artigianali (un nome tra tutti, la Einaudi che nel 94 viene acquisita dal gruppo Mondadori, perdendo di fatto ogni sua autonomia industriale e culturale) e dall’arrivo nelle strutture direttive di una nuova generazione di manager.&lt;br /&gt;La nuova dirigenza ha una caratteristica peculiare: a differenza di quelle che hanno agito nel settore da sempre, è costituita da uomini e donne che non vengono più dal mondo accademico, come era stato per oltre un secolo, ma da quello dell’amministrazione e soprattutto del marketing.&lt;br /&gt;Questo fatto interrompe una consuetudine appunto secolare: il circuito per certi aspetti virtuoso instauratosi in Italia tra mondo della ricerca e dell’Università e mondo dell’editoria: virtuoso, ma anche a suo moto iugulatorio. Provate a guardare nei risvolti di una qualunque collana edita in Italia fino agli anni ’80 chi fossero i curatori, gli editor, i direttori editoriali: troverete soltanto nomi di professori universitari oppure di artisti o intellettuali comunque legati o accreditati presso il mondo accademico.&lt;br /&gt;Tutto questo si attenua e poi scompare appunto nel periodo in esame: e la conseguenza è che il mondo editoriale, dominato appunto dal marketing, passa rapidamente a fornire non più quello che il lettore dovrebbe leggere, ma quello che si ritiene egli voglia leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza questa premessa, appare difficile spiegare come sia stato possibile il sorgere di quello che a mio avviso è il presupposto, non tanto della NIE, quanto di tutta o quasi la narrativa contemporanea: la caduta della barriera prima intangibile tra narrativa colta e paraletteratura, premessa senza la quale non sarebbe stata possibile quella ibridazione dei generi che i sostenitori della NIE pongono giustamente alla base della loro operazione.&lt;br /&gt;Una barriera talmente granitica e strutturata da aver resistito per ben quattro secoli, da quando il buon Ariosto si sentì tacciare di corbellerie il suo sforzo di dar vita a un’opera che cercasse di evadere dalle strettoie della codifica letteraria.&lt;br /&gt;Ma tale caduta, appunto, ha poco a che vedere con il Muro e Tangentopoli, tanto da poter bene essere esemplificata da due fenomeni letterari lontani tra loro di ben quindici anni, diversissimi per intendimenti ed esiti, eppure intimamente connessi ed entrambi a loro modo padri di ciò che seguirà, per i motivi che cercherò di spiegare: &lt;em&gt;Il nome della rosa &lt;/em&gt;di Umberto Eco e &lt;em&gt;Gioventù cannibale &lt;/em&gt;del gruppo di giovani autori che a lungo si identificherà con il titolo.&lt;br /&gt;Due opere dicevo diversissime, ma che entrambe hanno dato colpi insuperabili alla barriera. Colpi dati da due angolature diverse: nel primo caso è il nome dell’autore a guidare l’attacco, un fior di accademico di tutto rispetto che aggredisce la materia dall’interno, sorprendendo le difese degli avversari proprio nel punto dove meno essi si aspettavano un’incursione.&lt;br /&gt;Nel secondo è invece il nome dell’editore in copertina, quel prestigioso Einaudi che aveva abituato il lettore a ben altre tipologie di prodotti, e che era universalmente ritenuto una garanzia &lt;em&gt;ipso nomine &lt;/em&gt;per quanto editato.&lt;br /&gt;Se infatti &lt;em&gt;Il nome della rosa &lt;/em&gt;uscito per Bompiani fosse stato scritto da un qualunque pur bravo autore di genere, difficilmente avrebbe attirato un’attenzione maggiore di quanto non facessero all’epoca i romanzi di ambientazione medievale di Ellis Peters, editi però nella molto meno prestigiosa collana del Giallo Mondadori. E se la &lt;em&gt;Gioventù &lt;/em&gt;fosse apparsa, invece che col crisma einaudiano, in un qualunque supplemento di Urania (cui secondo logica sarebbe stata destinata solo qualche anno prima) sarebbe presto transitata tranquillamente nel circuito delle bancarelle, insieme a tante altre antologie splatter e di effettacci di analogo tenore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è però un altro elemento importante nella riflessione della NIE: il suo far perno a partire dal nome stesso sul concetto di una nuova epica. È dunque sostenibile l’idea che questo improvviso liberi tutti abbia portato alla nascita di una nuova forma d’epica, come sostengono i membri della NIE?&lt;br /&gt;In un certo senso sicuramente sì, a patto di intenderci sul significato del termine. Se per epico intendiamo un racconto in cui si torni ad affrontare i termini del confronto tra il singolo e la storia, sia nel senso dell’esserne vittime quanto in quello di esserne artefici, allora indubbiamente sì.&lt;br /&gt;A partire appunto dal &lt;em&gt;Nome della rosa&lt;/em&gt;, la narrativa italiana contemporanea è tornata a porsi prepotentemente il problema della storia: sia tornando a esplorarne le pieghe più o meno palesi, sia interrogandosi sul suo senso profondo.&lt;br /&gt;Spesso questo interesse ha preso le forme di una rinnovata passione per le teorie della cospirazione, del revisionismo storico, dell’ucronia: tutti modi per lasciar intendere che la storia è tornata ad essere quello che appunto è, un problema.&lt;br /&gt;Anzi, meglio ancora, una struttura labirintica in cui, perso il senso destinale della medesima, azzerata ogni forma di ottimismo positivista sulle sue sorti magnifiche e progressive, incamerato una volta per sempre il senso dell’apocalisse e della sua fine, seppellito definitivamente ogni dio che potesse in qualche modo darle luce e senso, non si può fare altro che perdersi.&lt;br /&gt;Quanto più i narratori della NIE immergono le mani nel calderone della modernità, tanto più spesso le ritraggono inorriditi, per cercare scampo nella fuga: e se la storia è in fondo il riassunto di ciò che è, fuggire dalla storia significa cercare rifugio in ciò che non è più, il passato, o ciò che non è ancora, il futuro. Da cui tante fortunate ibridazioni con il genere fantascientifico o con quello del romanzo storico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la narrazione di un’odissea nel labirinto, alla ricerca di un’uscita che forse non esiste e tra pericoli e mostri continuamente risorgenti, che cos’è alla fine se non un’avventura? E un’avventura non ha forse, sempre, i contorni di una storia epica?&lt;br /&gt;Verrebbe a questo punto quasi da pensare che sarebbe più semplice riformulare il quadro della NIE nei termini appunto di una nuova narrazione d’avventura. Anche per dirimere i dubbi relativi alla corretta interpretazione del termine popular , specie di suffissoide che normalmente viene accompagnato al termine Epica nelle teorizzazioni della NIE. Certo usato con voluto riferimento alla complessa galassia della pop culture, di cui appunto la paraletteratura insieme con la televisione e il fumetto costituisce gran parte. Ma probabilmente con un occhio rivolto in particolare all’area ispanico-sudamerinda: che certo ha fornito all’immaginario collettivo, attraverso grandi autori come Marquez, significativi esempi di nuove forme di epica.&lt;br /&gt;Mi chiedo però il motivo profondo di tale aggettivazione: qualsiasi forma di epica è &lt;em&gt;in re &lt;/em&gt;popolare, non solo nell’accezione in questione ma anche in quella forse più sinistra di &lt;em&gt;volkish&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Se il suo scopo è infatti quello di trasmettere al popolo i valori e le gesta delle élite, avere una veicolazione popolare dei propri contenuti è una sorta di conditio sine qua non: una narrazione epica che non sia nelle forme e nei contenuti popolare semplicemente non è epica. &lt;em&gt;Il conte di Montecristo&lt;/em&gt; è una narrazione epica, &lt;em&gt;Dei delitti e delle pene&lt;/em&gt; no. Anche se entrambi i testi si confrontano con il problema di una dike sottratta a ogni istanza metafisica e ricondotta nei limiti dell’azione umana laica.&lt;br /&gt;Ma il problema interessante secondo me non è tanto stabilire esattamente cosa intendano per epica i teorici della NIE: come per ogni gruppo che si costituisce o, come nel caso, si riconosce ex post, è ovvio che i suoi sostenitori tendano ad esaltare peculiarità e differenze, sottolineare originalità e differenze rispetto al prima ed eventualmente individuarne di nuove.&lt;br /&gt;Tali analisi sono state già fatte in abbondanza, e chi ne sia interessato potrà fare ricorso all’abbondantissima letteratura in merito.&lt;br /&gt;E poi ha davvero poca importanza chi sia titolato a dire prima io, nel campo dell’evoluzione letteraria: mai come in questo campo esiste sempre un antenato o un anticipatore che si possa sempre chiamare a sostegno delle nostre tesi o al contrario proporre come testimonial a denigrazione di quelle altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che invece trovo veramente interessante è il concetto stesso di epica, recuperato come fondamento di ogni possibile narrazione. In altri termini, viviamo davvero in una stagione che in qualche modo si presti a un ritorno della narrazione epica? Ed è possibile immaginare una narratività dell’immediato futuro che faccia dell’epica la struttura portante del fare letterario?&lt;br /&gt;Io credo che la risposta sia affermativa, in entrambi i casi. E che in questo davvero la NIE abbia colto un tratto essenziale e, a suo modo, davvero d’avanguardia. E come per ogni teorizzazione d’avanguardia, appunto, alla fine è forse più importante il quadro generale della riflessione che non i singoli argomenti portati a sostenerla.&lt;br /&gt;La narrazione epica nasce ogni qual volta una società si trova a dover affrontare un processo di cambiamento tumultuoso al proprio interno: una migrazione, un riassetto delle strutture profonde della propria economia, un ridisegno degli equilibri sociali, una riformulazione dei valori etici di base su cui si fonda il proprio patto di convivenza.&lt;br /&gt;Il tutto necessariamente in un quadro di oscurità e di incertezza, nel quale la narrazione si inserisce per immaginare, proporre, attivare possibili modelli di risposta alle esigenze della collettività.&lt;br /&gt;Ed è sostanzialmente in due modi che questo avviene: nella forma della quest o in quella dell’aventure.&lt;br /&gt;Nel primo caso allorché il narratore immagini un possibile approdo, un punto d’arrivo per l’azione del suo eroe preesistente all’inizio dell’azione, e che ne costituisce da un lato il fondamento teorico e dall’altro lo stimolo costante e necessitante al suo sviluppo.&lt;br /&gt;Nel secondo quando invece tali fondamenti non esistono ancora, ed è quindi nella struttura profonde della narrazione stessa che andranno ricercati, quasi nell’autonomo agire dei personaggi.&lt;br /&gt;Ma entrambi condizionati da un incombente pericolo: il rischio del fallimento totale, fino all’annientamento. Un pericolo che accompagna tutta la dinamica dell’azione, ne permea gli snodi essenziali e crea una sorta di compagno-ombra dell’eroe, un’attesa della fine e dell’apocalisse continuamente rimandata ma mai esorcizzata a fondo.&lt;br /&gt;In fondo l’epica è questo, uno scontro disperato contro l’entropia del sistema, che ineluttabilmente tende a trarre verso il fondo e la sconfitta.&lt;br /&gt;Se adesso pensiamo alla nostra condizione (non saprei nemmeno se definirla ancora post-moderna, oppure in omaggio ai teorici della NIE respingere con sdegno questo termine in favore magari di qualche sorta di neo-modernismo), difficilmente possiamo sottrarci alla sensazione di vivere appunto in un universo di tal fatta.&lt;br /&gt;Un universo in cui l’apocalisse ha assunto il volto, quello sì post-moderno, della globalizzazione.&lt;br /&gt;Un fenomeno davvero epocale, per il quale non riesco a trovare nulla di paragonabile nelle epoche precedenti, se non forse l’arrivo dei popoli indoeuropei nel nostro continente. E di cui solo ora si cominciano ad avvertire tutte le drammatiche conseguenze, soprattutto nei suoi aspetti di totale crollo delle certezze e dei sistemi di valori su cui si reggeva il vecchio ordinamento: terreno fertile per eccellenza al ri/sorgere dell’epica.&lt;br /&gt;In questo senso, davvero, la narrativa del futuro dovrà essere necessariamente epica o, semplicemente, non sarà.&lt;br /&gt;E qui la NIE ha sicuramente avuto un’intuizione felice, consapevole o no lo diranno i tempi e i posteri. Perché dovunque approdi il processo di globalizzazione, che sia un’armoniosa convivenza di popoli diversi in un più avanzato e più giusto equilibrio economico come vogliono i suoi cantori, o non piuttosto un’epoca di nuova barbarie caratterizzata da conflitti spaventosi e da una lotta all’ultimo sangue per la sopravvivenza, come più segni lasciano intendere, è certo che la futura distribuzione mondiale delle attività ha già di fatto assegnato all’Occidente il suo estremo ma totale dominio: quello della forma.&lt;br /&gt;Il fenomeno cui assistiamo è infatti emblematico. Mentre in tutti gli altri settori della produzione il trasferimento delle tecnologie sta determinando la nascita di un’industria locale dalle caratteristiche innovative che si pone ormai sempre più spesso prima in concorrenza e poi in antitesi con quelle dell’Occidente, nel campo della produzione di forme avviene il contrario: il cinema, la televisione attraverso soprattutto le sue serie, il fumetto, il racconto di genere si sono ormai imposti monopolisticamente nelle tipologie elaborate qui, e non appaiono in alcun modo sostituibili da altre.&lt;br /&gt;Anzi, semmai è evidente il processo di corsa ad impadronirsi di tali tecniche da parte degli artisti del resto del mondo, prima per riecheggiarle e poi per farle proprie.&lt;br /&gt;E se è molto probabile che saranno proprio i temi epici a caratterizzarla, questa forma del mondo scaturirà appunto dalle forme di epica che la nostra narrativa sarà capace di elaborare. Saremo ormai noi gli architetti dell’immaginario del mondo prossimo, nel bene o nel male. Magari guideremo un’auto indiana, mangeremo sushi e ci vestiremo di pezze cinesi, ma al cinema o tra le pagine saranno sempre le nostre storie quelle che troveremo. Perché ad ogni forma di colonizzazione può far seguito la decolonizzazione relativa, tutte tranne una: la colonizzazione della mente.&lt;br /&gt;E l’impossibilità di liberarsi da una catena non è, a ben guardare, anch’essa un magnifico oggetto per narrazioni epiche? Probabilmente i teorici della NIE non nutrono ambizioni planetarie: ma nel processo tumultuoso di trasformazione che si è ormai messo in moto anche le loro opere si muovono in questa direzione. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-7568504069597951762?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/7568504069597951762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=7568504069597951762' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/7568504069597951762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/7568504069597951762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/07/romanoir-e-new-italian-epic.html' title='RomaNoir e&lt;em&gt; New Italian Epic&lt;/em&gt;'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-WXXz2xN5z5s/TirHOwQQefI/AAAAAAAAALI/kNt8qF8cF_g/s72-c/Univ_logo_new2.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-1106877199191736939</id><published>2011-07-15T09:43:00.002+02:00</published><updated>2011-07-15T09:59:01.885+02:00</updated><title type='text'>Ancora su Atlantide</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-b4YkIgEbRy0/Th_zFjD482I/AAAAAAAAAK4/Bw86tiMQhAw/s1600/carte_atlantide.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 271px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629485335872861026" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-b4YkIgEbRy0/Th_zFjD482I/AAAAAAAAAK4/Bw86tiMQhAw/s400/carte_atlantide.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;L'amico Luca Crovi mi ha posto alcune domande su La porta di Atlantide per il suo blog. Riporto qui un paio delle risposte, che mi hanno dato occasione per alcune considerazioni e una rapida panoramica delle varie ipotesi sul continente perduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Perché secondo te il mito di Atlantide è ancora così vivo, tanto che ogni anno escono decine di studi sulla sua esistenza e soprattutto decine di romanzi?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Il mito di Atlantide è indubbiamente uno dei più suggestivi tra quelli moderni. Infatti anche se la storia è nota dai tempi di Platone, in realtà la sua fortuna si è consolidata solo nel corso degli ultimi cento anni o poco più: e questo grazie soprattutto all’opera di Donnelly e di madame Blavatsky, personaggi entrambi singolari e a loro modo davvero “atlantidei”.&lt;br /&gt;E questo è davvero strano, se ci pensi: finché la vicenda, sulla base dell’enorme prestigio del filosofo greco, è stata ritenuta “storia vera” secondo le sue parole, non ha interessato più di tanto. Qualche scarno riferimento nei mitografi alessandrini, e poi il suo utilizzo soprattutto come pretesto nel Rinascimento per alcune utopie sociali o politiche, e nulla più. Invece, con l’esplodere della narrativa popolare, ecco che questa storia antichissima è tornata prepotentemente d’attualità, come se avesse atteso pazientemente l’arrivo dei pulp per riemergere dalle acque del tempo. Quasi fosse una sorta di “obbligato” con cui ogni narratore pop debba prima o poi confrontarsi, esattamente come nessun musicista può evitare prima o poi la forma sinfonica, né il più informale dei pittori di mettersi alla prova con il corpo umano.&lt;br /&gt;Ma io credo che ci sia in realtà un motivo più profondo, che si accompagna non casualmente al sorgere dell’età della crisi, e ai primi segni di declino della civiltà europea. Proprio negli anni in cui esplode l’entusiasmo per Atlantide si mettono a punto i gas asfissianti e le prime armi si sterminio di massa, e nel cuore stesso del continente si mette in moto la macchina che genererà di lì a poco i suoi mostri più terribili.&lt;br /&gt;È questo che ho cercato di raccontare ne La porta di Atlantide. Che non è assolutamente un racconto su Atlantide, ma intorno ad Atlantide. Non avevo alcuna intenzione di raccontare l’ennesimo ritrovamento: a onta della copertina un po’ fantasy, chi si aspettasse di trovare nel romanzo manoscritti misteriosi, templi perduti nelle giungle amerindie, audaci archeologi-esploratori, vulcani sul punto di esplodere e magari anche qualche dinosauro sopravvissuto è destinato a restare deluso. Niente di tutto questo: quello che mi interessava era raccontare come il mito ha lavorato e lavora tuttora nell’animo di noi contemporanei. Con esiti grotteschi, quando a innamorarsene sono buff creduloni come i membri della società di ricerche atlantidee, o tragici come nel caso di Vanja, che si aggrappa alla leggenda con la forza della disperazione di chi, essendo stata privata di tutto, cerca in un altrove assoluto il riscatto dall’inferno personale che si trascina dentro. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Puoi riassumere ai nostri ascoltatori quali sono le tesi più famose sul continente perduto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sprague de Camp, uno dei critici più attenti e acuti del fantastico, afferma che la bibliografia sull’isola perduta è talmente sterminata da essere seconda solo a quella della Bibbia. Non so se sia vero, ma è certo che prima di esaurire anche soltanto le teorie più diffuse si esaurirebbe la pazienza dei lettori. In estrema sintesi diciamo che si danno quattro grandi scuole di pensiero: studiosi che la collocano nel mare, altri che la situano sulla terra ferma, una terza schiera che la relega nel ghiaccio e infine coloro che la situano in una sorta di universo parallelo, separato da noi nel tempo e nello spazio. Insomma in quella regione ai confini della realtà che piaceva tanto a Rod Serling.&lt;br /&gt;I primi si possono permettere un’ampia scelta, data la vastità della superficie equorea: per prima la dorsale Atlantica, ovviamente, da qualche parte intorno alle Azzorre. Questa gode i favori potrei dire dei puristi, di quelli insomma che non vogliono discostarsi in nulla dal dettato platonico. Golfo del Messico e isole caraibiche sono preferiti da temperamenti più inclini al sogno, come i seguaci di Edgar Cayce, mentre spiriti più sobri e razionalisti inclinano verso il bacino del Mediterraneo, tra Cartagine, la Sardegna e la Santorini di Marinatos. Cimbri e Teutoni preferiscono il Baltico, già meta delle loro vacanze, e i più arditi tra loro si spingono fin verso le Orcadi ed Helgoland, su fino alle isole Svalbard. Mentre amanti dei ristoranti etnici, animalisti e mondialisti in genere non disdegnano addirittura l’immenso Pacifico, ove impastano allegramente Maori e isola di Pasqua, Mu e barriere coralline in un improbabile fritto misto degno questo sì di un menù a prezzo fisso.&lt;br /&gt;Quelli che voglio restare con i piedi per terra hanno a disposizione diverse alternative. Le foreste amazzoniche sulle orme del colonnello Fawcett, la pianura messicana con le sue città perdute di Cibola e le vette andine tra Machu Picchu e Tiahuanaco, le luminose caverne tibetane ove si sa che soggiornano i Signori del Mondo, ultimi eredi della razza scomparsa. Oppure le paludi della Florida, e poi l’Islanda e le coste norvegesi, e volendo anche la Nuova Inghilterra con tutte le sue premonizioni lovecraftiane. Tra le Atlantidi non a bagno ma sommerse semmai da liane o sabbie devo dire che i miei favori vanno senz’altro all’ipotesi sahariana di Frobenius, non fosse che per la versione che ne dà Benoit. Anche se un po’ invecchiata, con la sua allure polverosa di dromedari e legionari in chepì, continua secondo me a dividersi con la She di Rider Haggard la palma di miglior racconto sul tema di tutti i tempi.&lt;br /&gt;Col ghiaccio non c’è molto da scegliere: o verso sud, nell’Antartide preistorica e di clima mite del nostro Barbiero, o verso nord, nella Urheimat boreale e ariana dei torvi nazisti. Certo un panorama vetrificato e cristallino, un biancore accecante di nevi eterne non si concilia troppo con la solarità equatoriale del racconto platonico, ma non bisogna essere troppo puntigliosi. Quanto invece alla quarta schiera, di quelli che la collocano nell’iperspazio, nell’inconscio collettivo, in immense bolle trasparenti ondeggianti qua e là o tra le schiere angeliche da cui attingere messaggi di luce e salvezza per via di comunicazioni ultrafaniche, be’, lasciamo perdere. C’è un limite a tutto. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-1106877199191736939?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/1106877199191736939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=1106877199191736939' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1106877199191736939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1106877199191736939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/07/ancora-su-atlantide.html' title='Ancora su Atlantide'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-b4YkIgEbRy0/Th_zFjD482I/AAAAAAAAAK4/Bw86tiMQhAw/s72-c/carte_atlantide.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-6921551898576546330</id><published>2011-07-03T19:33:00.005+02:00</published><updated>2011-07-15T10:20:51.549+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-sxYBGFYG93o/ThCpbgT1-dI/AAAAAAAAAKw/FtozXm94MA0/s1600/AVT_John-Dickson-Carr_4363.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 250px; FLOAT: right; HEIGHT: 327px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625182224580475346" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-sxYBGFYG93o/ThCpbgT1-dI/AAAAAAAAAKw/FtozXm94MA0/s400/AVT_John-Dickson-Carr_4363.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Qualche tempo fa, nella ricorrenza del centenario della nascita, scrissi un articoletto in lode del grande John Dickson Carr. Lo ripubblico qui, perché oltre ai doverosi elogi al maestro, contiene anche qualche considerazione sul genere che forse può ancora meritare qualche attenzione. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL CENTENARIO DEL CRIMINE MAGISTRALE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magari ne abbiamo sentito parlare tutti, ma alzi la mano chi abbia meno di trenta anni e abbia letto un romanzo di John Dickson Carr. Temo che le mani sarebbero pochine, più o meno quelle dei volontari al battaglione per una corvée cucina: chi ha fatto il militare di una volta sa di cosa parlo. E non credo che andrebbe meglio se chiedessi di Carter Dickson, che poi mutato nomine è sempre lui.&lt;br /&gt;Ed è un peccato, perché JDC, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, è stato davvero uno dei grandi dell’altro secolo. Grande in tutto, a cominciare dalla prolificità. Oddio, magari esagero in pessimismo: forse qualche baldo giovanotto conoscerà senz’altro uno dei romanzi che ha per protagonista il dr Gideon Fell, questa specie di Falstaff sornione e idropico, sbuffante come un mantice sfondato, sempre pronto a sollevare il boccale di birra e a giungere a conclusioni azzardatissime. Che tra l’altro è l’unico tra i suoi personaggi attualmente reperibile in catalogo con qualcuna delle sue avventure, non dappertutto e con qualche affanno. JDC è stato pubblicato quasi integralmente in italiano, ma di tutti i suoi romanzi sì e no una decina sono usciti dal circuito delle edizioni da edicola, per approdare nelle librerie. E chi volesse affrontarne la prima lettura non avrebbe altro da fare che ricorrere al difficile prestito di amici, o a esplorazione di bancarelle.&lt;br /&gt;Per JDC niente di nemmeno lontanamente paragonabile all’edizione critica che Adelphi ha dedicato a Simenon. E invece se la meriterebbe, lui che è stato creatore insuperato di iperbolici enigmi, con due temi ricorrenti come una metafora ossessiva: il delitto nella camera chiusa e il delitto compiuto in condizioni impossibili, per esempio sotto gli occhi di numerosi testimoni, condannati a non veder nulla. Eppure quest’uomo, che non ha inventato nulla di originale, che si è limitato a portare all’eccellenza la formula della detection che aveva altri padri, l’uomo che ha reso omaggio a Conan Doyle fino a farsene biografo e epigono, questo scrittore è oggi il meno invecchiato dei grandi vecchi.&lt;br /&gt;Forse è proprio per quel senso di straniamento costante che attraversa tutta la sua opera, quell’atmosfera artificiale che regna nelle sue ville di campagna, nei suoi castelli tenebrosi, nei sui club così inglesi che più inglesi non si può. Ricorda la sensazione costante di “abbellimento delle cose” che ci trasmettono i film di oggi, in cui un’esasperata post-produzione riamalgama e corregge ogni sfrido nelle luci, nei colori, nei suoni fino a consegnarci non la realtà, ma l’idea della realtà che vive solo nella mente del cinematografaro. Ci sediamo, fissiamo lo schermo, crediamo di essere che so a Londra, e invece siamo solo entrati nel paesaggio mentale di qualcuno. Da un’altra parte.&lt;br /&gt;Anche JDC sembra sempre da un’altra parte. O sul punto di andarci. Un americano che vive in Inghilterra e che ambienta i suoi primi romanzi in Francia: cosa si nasconde dietro questa brama di “altrove”? Sulla personalità artistica di JDC ci sarebbe da fare delle belle esercitazioni, se uno volesse. Però non è che dai suoi dati biografici si possa trarre molto materiale. Viene anzi quasi da pensare ad una sorta di vita segreta e nascosta, a uno che magari abbia fatto davvero parte del Servizio segreto, e dico davvero, non come tanti altri hanno fatto credere.&lt;br /&gt;Probabilmente invece la verità è quella più semplice che viene raccontata nella sua biografia (nota: JDC è uno dei non molti giallisti che ha avuto la gloria di essere biografato, il che è tutto dire). Quella di un grande e assiduo lavoratore della parola, innamorato del suo mestiere. Con quel volto che sembra fatto apposta per spuntare da una copertina, che ricorda tanto quello di David Niven. Con la stessa aria sorniona da vero gentleman inglese che sembra fatta apposta per incarnare alla perfezione il tipo dell’attore brillante o dello scrittore anni Trenta-Quaranta, la sua immagine farebbe la gioia di ogni sostenitore dell’esattezza della fisiognomica.&lt;br /&gt;E cosa c’è dietro quella faccia? Trame incredibili, a profusione. JDC ha scritto molto. È una penna del calibro dei Wallace, dei Rohmer. Dei Simenon. È un Balzac del veleno e della pugnalata. Ha al suo attivo un’ottantina tra romanzi e raccolte di racconti. E tutto questo da solo, perché non risulta che abbia mai fatto ricorso a aiutanti o negri che dir si voglia.&lt;br /&gt;E in più scritti per il teatro e radiodrammi. Prima dicevo che non ha inventato nulla: sono stato ingiusto, perché la formula che JDC mette a punto per i suoi radiodrammi, la struttura narrativa ricorsiva, la cornice della voce fuori campo che introduce e termina l’episodio, la miscela di investigazione e terrore, di razionalità criminosa e intarsi soprannaturali, li ritroveremo poi come schema base di tutta la prima generazione delle serie televisive, da Twilight Zone a Hitchcock.&lt;br /&gt;Un David Niven americano, però. Perché nonostante la sua aria inglese, e i baffetti da pilota della Raf, JDC è americanissimo, nato in Pennsylvania. Figlio di un avvocato, è appena un filo più giovane della generazione di espatriati che viene ad abbeverarsi alle fonti europee negli anni venti. È a partire dalla fine del secolo prima che in America è cominciato il riflusso: i padri come Henry James tornano a cercare le proprie radici, i figli come Scott Fitzgerald vengono a spenderci i loro soldi e a cercare il fantasma della felicità. JDC viene anche lui a Parigi, ma non si innamora della città. Anche se la userà come esotico sfondo dei suoi primi romanzi.&lt;br /&gt;La Parigi disegnata da Carr è una Parigi vista con gli occhi della mente. Una post-produzione, appunto. Sognata, esattamente come la Parigi di Poe. E forse Bencolin, juge d’instruction è il personaggio carriano che più deve all’imaginifico di Baltimora. Sprague de Camp una volta, cercando di definire il genere fantasy, ha formulato una sintesi geniale: il fantasy ritrae il mondo non com’è o come è stato, ma come dovrebbe essere. A me sembra che questa formula possa essere estesa tranquillamente all’opera di Carr, specie ai suoi inizi: JDC racconta il crimine come dovrebbe essere. Si aggira nella città vera, vaga per i suoi caffè e nei suoi teatri. Ne respira l’aria immalinconita dal profumo dei fiori, addolcita all’alba dall’aroma dei croissants che escono dai forni. Ci vive in mezzo ma non la vede. O meglio, la vede ma con gli occhi della nostalgia. La Parigi che compare in It walks by night, il suo primo romanzo che è poi l’elaborazione di un racconto giovanile che il piccolo Carr aveva pubblicato sul giornaletto del College, non è la città reale, la grande metropoli in crisi, lacerata da conflitti sociali insanabili, che si appresta di lì a non molto a votare per il Fronte Popolare.&lt;br /&gt;Quella di JDC è la Parigi misteriosa di dieci, quindici anni prima, quando trionfava il Grand Guignol e nelle sue strade misteriose anche Proust poteva sognare che dietro le imposte chiuse si accendessero vicende fascinose degne delle Mille e una notte. I suoi lastricati umidi, le sue ombre sono le stesse dei sogni di Edgar Allan Poe, e sono il regno di Henri Bencolin, sulfureo dandy e giudice istruttore, come si immagina che possa essere dandy un giudice istruttore parigino. L’uomo che indossa lo smoking come abito da lavoro e si arriccia i capelli ai lati della fronte per alludere maliziosamente agli attributi dei diavoli da operetta. In Bencolin c’è molto proprio del Grand-Opèra francese, ma anche delle pochade criminose che ogni notte vengono allestite nel teatrino de l’&lt;em&gt;impasse Chaptal&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;JDC gli dedica cinque romanzi, prima di passare la mano ad altri investigatori. È che l’autore cresce in fretta, l’esotismo giovanile, il gusto per il terribile esasperato lascia il posto all’ironia, al gioco intellettuale. Poe e Conan Doyle cominciano a ritrarsi leggermente, mentre si fanno avanti altri mentori, Chesterton (addirittura omaggiato nel fisico del personaggio di Gideon Fell) e P.G. Woodhouse, tanto ripreso nell’arguzia e nell’affabilità da indurre quasi tutti a credere, quando compare la prima storia di sir Henry Merrivale, che dietro lo pseudonimo anche troppo trasparente di Carter Dickson si celi proprio il papà dell’ineffabile Jeeves.&lt;br /&gt;Nel ‘31 è a Londra, e lì rimarrà per una decisa scelta esistenziale e politica fino al 51, quando se ne torna in America, nel momenti in cui il suo amato paese adottivo sembra sul punto di scivolare nelle grinfie del socialismo reale. E John, troppo legato alla sua idea di un’Inghilterra anteguerra, conservatrice e austera, fa le valige. Si può dire che sul triste transatlantico che lo riporta, in cui pure tra i lustrini recuperati dell’ocean liner ancora si respira qualcosa del trasporto truppe, Carr veda allontanarsi insieme con la costa il paese dei sogni, l’età dell’oro perduta. Un’atmosfera rarefatta, che sembra illuminata a gas anche tra i lumi dei saloni di prima classe, evocata magistralmente nell’incipit di Panic in the Box C. Dove la fiancata del piroscafo, schiaffeggiata dai marosi, non è che la vita stessa, piegata a forza da una natura inutile.&lt;br /&gt;Non è un caso che con il ritorno in America si esaurisca anche la fase più creativa del suo genio narrativo. Non che smetta di scrivere, tutt’altro. I romanzi con Gideon Fell, quelli con sir Henry Merrivale si arricchiscono di nuovi compagni, Carr tenta anche la strada del giallo storico, quando non del romanzo storico tout court, con risultati da par suo. L’ombra del grande Conan Doyle è sempre alle sue spalle, anche in questo.&lt;br /&gt;JDC ha fondato le sue fortune letterarie, come una specie di artista circense, sul &lt;em&gt;tour de force&lt;/em&gt;. Il suo assunto è sempre invariabilmente lo stesso: come si può commettere un delitto in circostanze letteralmente impossibili? È famosa la sfida che lo contrappose ad altri maestri del crimine: come si può far sparire qualcuno da una cabina telefonica, in piena luce e sotto gli occhi di testimoni? La risposta è ovvia: non si può. E infatti non è mai accaduto. Come del resto si compulserebbero inutilmente gli annali del crimine reale, alla ricerca di un delitto compiuto in una camera vuota chiusa dall’interno. Nessuno è mai stato assassinato così, per l’ottimo motivo che è impossibile.&lt;br /&gt;Perché il gioco funzioni non c’è tanto bisogno della &lt;em&gt;suspension of disbelief&lt;/em&gt;, quanto più spesso di una assurdità in premessa, una contraddizione in termini che non si risolve: per quale motivo al mondo menti lucide di assassini dovrebbero complicarsi la vita costruendo artificialmente un quadro assurdo per poi poterlo sviluppare logicamente?&lt;br /&gt;La realtà è che a JDC non interessa assolutamente la veridicità del contesto, ma concepisce la narrazione come una sfida con il lettore in una sorta di partita a scacchi, di cui sia però lui a fissare le regole. Questo naturalmente potrebbe esser detto di tanti altri autori, specialmente dell’Età Classica. Ma nel caso di JDC c’è qualcosa di più, che lo allontana e lo solleva rispetto ai suoi compagni di strada. C’è una sorta di ossessione. La stessa ossessione che più o meno negli stessi anni, o poco prima, aveva portato Harry Houdini a inventare tutta una nuova forma di spettacolo, l’escapologia, anch’essa fondata su una ossessione privatissima: il bisogno di provare anzitutto a se stessi di non poter essere afferrati da niente e da nessuno. Nemmeno dalla Morte. Anche nelle opere di JDC c’è la presenza occulta, la traccia, di una sorta di esorcismo della morte e del crimine. Carr appartiene alla grande Età Classica non per i suoi personaggi in mantello e cilindro, non per le sue vetture enormi in cui ancora si sale invece di sprofondarci dentro, non per la sua ossessione maniacale per gli algoritmi del crimine. Carr è un classico perché crede ancora nell’Ordine, che la vita abbia un fondo morale, che le cose abbiano un senso. La morte può arrivare soltanto in circostanze eccezionali, perché è un’imperfezione nella trama dell’essere, un convitato inatteso che giunge solo grazie alle occulte predisposizioni di quei neri valletti che sono i criminali. Nel mondo di JDC non esiste la morte banale, quella che ti aspetta all’angolo di una strada per rapinarti della vita insieme con il portafoglio. Nel suo mondo i defunti muoiono per vocazione, seguendo nei modi e nei luoghi del trapasso quelle che sono le loro segrete e disperate predisposizioni. E quando il crimine è risolto e il colpevole illuminato al centro del palcoscenico, è ancora una sorta di patto tra gentiluomini che risolve le pendenze di ordine sociale: senza autorità, senza strepiti, senza sirene e manette, senza soprattutto titoli sui giornali, che potrebbero suggerire l’idea malsana che l’Età dell’Oro è terminata. Un suicidio, e la corda del boia si allontana.&lt;br /&gt;All’americano Carr questa storia della corda insaponata, che fa tanto pirateria del secolo XVII, deve proprio essere rimasta impressa, lui che viene da un mondo molto più moderno in fatto di esecuzioni capitali. E ci torna sopra spesso nei suoi racconti, questa immagine della forca è un specie di leit motiv. Sembra quasi che per lui il delitto non sia altro in fondo che proprio questo, una romantica e sportiva sfida con la corda. Il resto è secondario.&lt;br /&gt;Perché in tutti i romanzi di Carr quello che conta meno è il movente: non che non ci sia, naturalmente. Anzi, qualche volta è addirittura banale: odio, invidia, rancore, denaro. Non è quello che gli interessa: il criminale non è un fattore logico, è un agente del meraviglioso. La sua funzione è quella di scompaginare il nostro quadro di certezze, stroncare la monotonia delle nostre esistenze borghesi. Dare un fondamento attuativo a quella che de Quincey chiamava la più bella delle arti, ma non con gli scopi morbosi e sottilmente decadenti del maestro di Poe e Baudelaire. In Carr il delitto ha la stessa funzione del cilindro del prestigiatore, quella di attrarre i nostri occhi, spalancarli e riempirli di meraviglioso.&lt;br /&gt;Ma purtroppo ha scelto un mestiere più difficile, ha uno svantaggio rispetto ai suoi rivali in frac: l’illusionista disalbera la nostra percezione del reale, e mentre siamo lì a bocca aperta ammirati o sottilmente seccati per essere stati presi in giro, si inchina e ci lascia con un palmo di naso, sparendo tra gli applausi. Lo scrittore invece alla fine ci deve spiegare il trucco, ed è lì che arriva il difficile. C’è il rischio che la reazione sia Ah sì? Così semplice? Oppure un Ma va’, non è mica possibile. È il suo rischio professionale, al quale non può mai sottrarsi. Pensate a un E poi non rimase nessuno senza il capitolo finale. Saremmo di fronte a un miracolo. Con la spiegazione, abbiamo solo un memorabile giallo.&lt;br /&gt;In questo senso le soluzioni di Carr sono sempre ingegnose, qualche volta strampalate, molte volte geniali. La conferenza del dr Fell ne The three coffins sul problema della camera chiusa resta un piccolo monumento in materia, continuamente citato. Certo qualcosa JDC se l’aggiusta un po’: le sue case hanno un pianta comme il faut, c’è sempre un vicolo dove deve stare, una porta dove è utile che sia. Se serve la nebbia c’è la nebbia, e quando ci si sposta i mezzi pubblici funzionano alla perfezione, mai un semaforo rosso, mai una foratura. E qualche volta i suoi fondali sono proprio quelli di un teatro, che salgono e scendono quando serve. Più di uno dei suoi circoli di fans ha provato a ricostruire planimetricamente lo scenario dei suoi racconti, e pare che non ci si riesca proprio. Il più gettonato è lo Skull Castle dell’avventura di Bencolin sul Reno: ci si sono provati fior di architetti, ma insomma non si capisce proprio come dovrebbe essere fatto, peggio di una di quelle assurdità zuccherose di Ludwig di Baviera. Ma che importa? Noi vogliamo sapere se il misterioso Maleger, il diabolico illusionista, sia davvero tornato dal regno dei morti: e se poi dalla torre nord non si può passare a quella sud, che si fottano le torri. Più di settanta anni dopo la prima uscita, chi diavolo ci pensa più? Che ci importa, se la forza del mistero evocato a parole ci trascina lui, ci fa fare tutti i salti di torre in torre che servono?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito: se anche per il Nostro partirà la moda degli apocrifi, e qualche editore vorrà lanciare un’antologia à la Dickson Carr, io mi propongo per rifare proprio Bencolin. Il più improbabile: acuto, charmant, lezioso, misuratamente crudele, irascibile. Senza l’insopportabile e un po’ loffia debordanza fisica di Fell, senza l’etilismo manierato di Merrivale. Un vero signore della Parigi che fu, falso come un baiocco di legno. Straordinario.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-6921551898576546330?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/6921551898576546330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=6921551898576546330' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6921551898576546330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6921551898576546330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/07/qualche-tempo-fa-nella-ricorrenza-del.html' title=''/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-sxYBGFYG93o/ThCpbgT1-dI/AAAAAAAAAKw/FtozXm94MA0/s72-c/AVT_John-Dickson-Carr_4363.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-1826757035809415358</id><published>2011-06-04T20:29:00.007+02:00</published><updated>2011-06-05T13:02:00.971+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Generi</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dpcojooF5B0/TeqGtfOsWkI/AAAAAAAAAKo/VyiphbaZbrk/s1600/021wta4107.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614448001506105922" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 271px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-dpcojooF5B0/TeqGtfOsWkI/AAAAAAAAAKo/VyiphbaZbrk/s400/021wta4107.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni sono stato a Orvieto, gentilmente invitato dai curatori dell'edizione italiana di Weird Tales (sì proprio la mitica rivista di Lovecraft e Howard, riapparsa in veste molto più &lt;em&gt;cool &lt;/em&gt;prima in America e adesso qui da noi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella discussione si è finiti ancora una volta all'eterno tormentone: perché la narrativa di genere sia nonostante tutto ancora una sorta di parente povera della letteratura "alta". Discussione che si trascina almeno da cinquanta anni, accompagnando l'emergere via via al successo dei diversi generi.&lt;br /&gt;Negli anni sessanta era il momento della sci-fi, poi sono stati il fumetto, quindi il giallo, ultimamente il noir e il fantasy a sgomitare fino ad affacciarsi sulla porta del salotto buono, varcare la soglia per poi fermarsi appena fatto un passo, come una madame Verdurin capitata per caso a palazzo Guermantes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente la risposta sta nella natura bifronte del genere, una sorta di vero e proprio Giano.&lt;br /&gt;In altri termini, il genere è contemporaneamente il supremo architetto e l'occupante abusivo di quel solenne edificio che è l'immaginario collettivo dei popoli. Prima con squadra, compasso e filo a piombo (sì, ahimé proprio gli ammennicoli della Massoneria)ne getta le fondamenta e ne erige le vertiginose volte. Poi però spesso, invece di allontanarsene compiuta l'opera e volgersi in un dignitoso silenzio verso nuove avventure, vi si alloga dentro, lottizza gli spazi, dà in affitto pezzi di superficie, e insomma si sforza di spremere un qualche utile dal lavoro eseguito. Finendo spesso per trasformare una splendida cattedrale in una specie di Diurno Cobianchi della letteratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bram Stoker foggia a martellate una forma, quella di Dracula, che diventa una categoria dello spirito: Twilight raccoglie semplicemente qualcosa dallo sciocchezzaio adolescenziale dei post-paninari americani e lo impasta su in una confezione iridescente. Val Lewton crea una serie di capolavori low-budget, dimostrando che quando c'è il cervello si può girare un film anche in cucina, Romero reinventa sì il vecchio zombie, ma poi si trasforma in un imitatore di se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che sia davvero nel "passare oltre", come diceva il vecchio Nietzsche, il vero segreto della grandezza?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-1826757035809415358?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/1826757035809415358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=1826757035809415358' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1826757035809415358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1826757035809415358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/06/generi.html' title='Generi'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-dpcojooF5B0/TeqGtfOsWkI/AAAAAAAAAKo/VyiphbaZbrk/s72-c/021wta4107.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-806913173294705480</id><published>2011-05-29T12:19:00.005+02:00</published><updated>2011-05-29T16:23:16.935+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='commercial'/><title type='text'>Atlantide</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-fnxhCvZAORg/TeIf0AxiqhI/AAAAAAAAAKc/AyPHx0ladB4/s1600/CALLAS2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612083064078510610" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 202px; CURSOR: hand; HEIGHT: 232px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-fnxhCvZAORg/TeIf0AxiqhI/AAAAAAAAAKc/AyPHx0ladB4/s400/CALLAS2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Gli affezionati lettori che volessero dedicare parte del loro tempo e dei loro soldi alla &lt;em&gt;Porta di Atlantide&lt;/em&gt; troveranno verso l'inizio della vicenda un riferimento operistico. L'opera lirica, insieme con le illusioni da palcoscenico, l'astrologia, le donne misteriose e intriganti, i giocattoli spaziali, i motori d'epoca e altro numeroso bric-a-brac, fa parte di quelle due o trecento passioni che mi porto appresso come allegro bagaglio esistenziale, e di cui finisco sempre prima o poi per sminuzzare qualche particolare nei racconti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel caso specifico mi sembra utile postare qui una solenne cantata del brano, tra l'altro per voce della Divina, in modo da rendere un'idea più precisa della questione per chi volesse approfondire.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-ded65623241fa109" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v14.nonxt6.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dded65623241fa109%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D8472B937E975206B19AACBEDC2C5ACD79C55820E.7CDB9B62660AF9E5E0E14C479EB76E6CDC7EB5B0%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dded65623241fa109%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D_M23FBvw3lKJTIq8-j-tEXLmY0s&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v14.nonxt6.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dded65623241fa109%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D8472B937E975206B19AACBEDC2C5ACD79C55820E.7CDB9B62660AF9E5E0E14C479EB76E6CDC7EB5B0%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dded65623241fa109%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D_M23FBvw3lKJTIq8-j-tEXLmY0s&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-806913173294705480?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/806913173294705480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=806913173294705480' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/806913173294705480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/806913173294705480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/05/atlantide.html' title='Atlantide'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-fnxhCvZAORg/TeIf0AxiqhI/AAAAAAAAAKc/AyPHx0ladB4/s72-c/CALLAS2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-2777447378182587931</id><published>2011-04-28T17:38:00.008+02:00</published><updated>2011-04-28T21:07:05.509+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Novità in arrivo'/><title type='text'>In attesa di Marte, un giro in Atlantide!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZPuxjyeB5wg/Tbm6vwTMt0I/AAAAAAAAAKU/2okQ0ostWsw/s1600/Atlantide%2BDefinitivo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600712941193967426" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 269px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZPuxjyeB5wg/Tbm6vwTMt0I/AAAAAAAAAKU/2okQ0ostWsw/s400/Atlantide%2BDefinitivo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come avevo anticipato al benevolo lettore, è in arrivo l'avventura atlantidea. Per essere esatti, sarà il prossimo 31 maggio il giorno in cui riemergeranno in libreria le rovine del continente perduto.&lt;br /&gt;Ancora una volta, si potrebbe dire. Certo, e per i motivi che spiegavo in un precedente post. Il titolo definitivo come intuito è più &lt;em&gt;user friendly&lt;/em&gt; di quello originario, che quindi rimarrà a questo punto un piccolo segreto tra noi. Me lo tengo anzi al sicuro, per riciclarlo alla prima opportunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma veniamo al dunque. Appongo anzitutto la copertina, non male con quella sua atmosfera vagamente celtico-babilonese, e i marosi in tempesta che squassano l'imponente impianto piramidale delle antiche architetture. Tutto sommato un'immagine perfettamente hollywoodiana, come sarebbe piaciuta proprio a uno dei protagonisti del romanzo.&lt;br /&gt;In realtà di mare nel racconto non ce n'è molto, c'è più Roma con i suoi quartieri eterogenei, un po' di sinistra Maremma, boscose terre balcaniche e altro. Per darvene un'idea sommaria ma spero intrigante vi trascrivo il risvolto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Vanja è bellissima. Alta come una modella, lo sguardo di ghiaccio e i lunghi capelli completamente bianchi... il suo fascino enigmatico spicca nella sala semivuota dove è in corso una conferenza sulla leggendaria isola di Atlantide. Ovvio che la noti uno scrittore di romanzi gialli, tanto sembra fuori posto in quel luogo. Come è insolito il mestiere che si è scelto in Italia dopo essere fuggita dalla guerra che ha sconvolto la sua patria: la dama di compagnia.&lt;br /&gt;E le sorprese sono appena cominciate: poche ore dopo l’incontro alla conferenza l’anziana signora che Vanja assisteva muore all’improvviso e in circostanze sospette. Una donna che è stata un tempo una famosa veggente, e che ha portato con sé il segreto delle sue visioni. Tra cui proprio la chiave che forse apre la porta dell’isola perduta.&lt;br /&gt;Affascinato dalla giovane slava e trascinato dalla sua istintiva curiosità, il protagonista inizia una personale indagine. Ma presto viene travolto da un turbine di indizi e prove che assumono una luce ancor più sinistra in presenza di nuovi omicidi. Una trama in cui nulla sembra avere senso, e in cui compaiono via via fatti e personaggi sempre più strani. Niente sembra legare un singolare archeologo dilettante degli anni Trenta con un tentativo di colpo di stato nell’Italia del dopoguerra. O gli studi di Galileo sul magnetismo con le ricerche naziste sulle origini della razza ariana. O le sfuggenti ombre di agenti del governo cinese, in caccia di segreti industriali, con il commercio clandestino di reperti etruschi di cui sospetta la bizzarra ispettrice di polizia che lo incalza con le sue indagini.&lt;br /&gt;Nulla, se non appunto le tracce appena visibili di quella antica terra e del suo mistero. Perché è da quella remota tragedia che tutto ha avuto origine. Lo crede disperatamente Vanja, custode di un segreto inconfessabile che ha portato con sé dalla nascita. E comincerà a crederlo anche il protagonista, sempre più sconcertato da quello che va scoprendo: che Atlantide è davvero esistita, che le sue rovine attendono da millenni con il loro segreto. Solo che non si celano nel profondo del mare, ma nella zona oscura della nostra storia.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Segue una breve ma intensa celebrazione delle qualità letterarie dell'autore, che vi risparmio per modestia. Come al mio solito il romanzo è una mescolanza di verità e fantasia, miscelate con artata malizia. C'è da dire che in questo caso la verità è molta, molta di più che nelle altre misture. A cominciare dallo straordinario marchingegno che fa capolino tra le pagine. Che, non ci crederete, esiste davvero... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-2777447378182587931?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/2777447378182587931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=2777447378182587931' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2777447378182587931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2777447378182587931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/04/in-attesa-di-marte-un-giro-in-atlantide.html' title='In attesa di Marte, un giro in Atlantide!'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZPuxjyeB5wg/Tbm6vwTMt0I/AAAAAAAAAKU/2okQ0ostWsw/s72-c/Atlantide%2BDefinitivo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-8721855497628202639</id><published>2011-04-24T17:25:00.008+02:00</published><updated>2011-05-15T19:29:25.761+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Novità in arrivo'/><title type='text'>Dal cappello del mago!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-96MHEXnnTuw/TbRfQHG8gQI/AAAAAAAAAKM/Vx_9vhNW420/s1600/a.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599204967119094018" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-96MHEXnnTuw/TbRfQHG8gQI/AAAAAAAAAKM/Vx_9vhNW420/s320/a.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Credo che nel mestiere dello scrittore ci sia un passaggio obbligato: una storia, un mito con cui prima o poi bisogna confrontarsi. Come un compositore non può eludere di affrontare la sinfonia, o il più informale degli scultori il corpo umano, così nella narrativa esistono delle strutture archetipiche che "bisogna" in qualche modo tornare a raccontare.&lt;br /&gt;E poco importa che ci siano alle nostre spalle dei giganti che lo abbiano già fatto: anche la sinfonia ha avuto i suoi Beethoven e i suoi Mahler, ma non per questo anche il più ardito e dissonante dei musichieri contemporanei può esimersi dal tentare una sua via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mio caso, lo confesso subito, il mito che mi aspettava all'angolo è quello forse più classico e antico: il mito di Atlantide. Erano anni che mi ripromettevo di penetrare in quel continente favoloso, ma vi ho girato intorno sempre trattenuto dalla consapevolezza che non potesse essere più affrontato alla Rider Haggard o alla Indiana Jones: avventuroso archeologo rinviene misterioso manoscritto, organizza spedizione in terre remote, affronta selvaggi e dinosauri e corona il suo sogno d'amore con bella esploratrice mentre un opportuno vulcano esplode risotterrando i resti tanto fortunosamente trovati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così no, bisognava trovare una strada diversa. Parecchio diversa. E poi col tempo, a poco a poco i pezzi di questa storia hanno cominciato ad arrivare dalla fonte meno probabile: la Realtà.&lt;br /&gt;Persone che sono diventate personaggi, libri in cui ho scoperto cose che non sapevo, avvenimenti della cronaca recente e passata che parevano senza spiegazione, addirittura le memorie di un mio prozio spiritista. Tutto questo e altri frammenti scollegati di verità, che a poco a poco sono diventati &lt;em&gt;Il tempio dei re dormienti&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O meglio, questo è il titolo con cui la storia ha abitato la mia mente, perché è probabile che quando essa dovesse trovare la via della stampa lo farà con uno diverso: pare infatti che per qualche misterioso motivo i signori del marketing siano allergici ai titoli di più di tre parole.&lt;br /&gt;Come che sia, il soggetto stavolta sarà proprio quello: il misterioso continente che comincia per A, ma che non si può pronunciare se non vuoi passare subito per stravagante. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma tanto qui siamo tra amici, e si può dire. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-8721855497628202639?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/8721855497628202639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=8721855497628202639' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8721855497628202639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8721855497628202639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/04/dal-cappello-del-mago.html' title='Dal cappello del mago!'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-96MHEXnnTuw/TbRfQHG8gQI/AAAAAAAAAKM/Vx_9vhNW420/s72-c/a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-4438919395421816484</id><published>2011-04-04T19:40:00.007+02:00</published><updated>2011-04-05T18:34:24.619+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Si parte! - 13</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-SmFbVCTvOq0/TZoxPPC4nLI/AAAAAAAAAKE/feZgXNMqChw/s1600/nevada_nuclear_test_dummies_1955.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591836025140321458" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-SmFbVCTvOq0/TZoxPPC4nLI/AAAAAAAAAKE/feZgXNMqChw/s320/nevada_nuclear_test_dummies_1955.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'affezionato lettore avrà notato come da qualche tempo mancavano aggiornamenti in merito all'avventura spaziale. Questo è dovuto sia alla necessità di portare a compimento una nuova operetta che mi trovo ad avere tra le mani, sia ad un motivo ben più problematico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il fatto è che il reattore atomico recuperato dal sottomarino russo in disarmo ha mostrato qualche suo limite, derivante in buona misura dalla non perfettissima tecnologia che gli ha dato i natali, e molto poi dallo stato di abbandono in cui ha versato dopo la caduta dell'Unione sovietica.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In pratica ha cominciato da subito a sversare in giro una certa polluzione di cesio, stronzio e quant'altro, in misura non preoccupante ma tale comunque da suscitare l'occhiuta attenzione degli ispettori dell'Enea. I quali hanno preso a ronzare fastidiosamente in cerchi sempre più stretti intorno al fondo del maggiore Luceri, dove com'è noto era in costruzione il veicolo spaziale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per fortuna il provvidenziale arrivo nei nostri cieli della nube radioattiva di Fukushima ha confuso le acque, stornando i sospetti e consentendoci di proseguire il lavoro con relativa tranquillità. L'ingegner Fainthwater ha avuto anche modo di testare gli effetti del reattore su eventuali malcapitati che si trovassero nelle vicinanze al momento del decollo: a tale scopo sono stati utilizzati dei manichini, recuperati dalle esplosioni del '50 nel Nevada, che hanno superato la prova senza troppi danni (accludo a dimostrazione una foto degli stessi dopo il test).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Il razzo è ormai pronto. Gli ardimentosi stanno raccogliendo gli ultimi bagagli e nella prima notte di luna nuova il veicolo si avventerà verso gli spazi siderali, ruggente colonna di fuoco diretta verso l'ignoto! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-4438919395421816484?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/4438919395421816484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=4438919395421816484' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/4438919395421816484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/4438919395421816484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/04/si-parte-13.html' title='Si parte! - 13'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-SmFbVCTvOq0/TZoxPPC4nLI/AAAAAAAAAKE/feZgXNMqChw/s72-c/nevada_nuclear_test_dummies_1955.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-3322702618745877661</id><published>2011-02-05T12:07:00.002+01:00</published><updated>2011-02-05T12:27:53.184+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Missione marziana - 12</title><content type='html'>Come presidente del comitato promotore della spedizione di soccorso, mi corre il gradito obbligo di aggiornare tutti i generosi simpatizzanti e sostenitori sui progressi dell'impresa.&lt;br /&gt;L'arrivo della componentistica proveniente dalle più diverse regioni del globo è ormai completo. Sono state superate numerosissime difficoltà, soprattutto per quanto riguarda il passaggio della frontiera ucraina da parte del reattore nucleare russo, smontato a pezzi e nascosto all'occhiuta sorveglianza delle guardie di confine tra gli effetti personali di un gruppo di profughi uzbechi diretti in Italia.&lt;br /&gt;Più semplice è stata la raccolta dei materiali ferrosi e dell'impiantistica elettronica, fatti passare per imitazioni cinesi.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le barre di uranio necessarie ad attivare il motore, preziosissimo è stato il contibuto del maggiore Luceri, che grazie alle sue entrature nel campo dell'industria nucleare si è adoperato per dirottare sul porto di Civitavecchia un cargo di rifiuti radioattivi destinati alla Somalia.&lt;br /&gt;Egli ha anche messo a disposizione un suo fondo rustico nell'orvietano, dove è in corso l'assemblaggio del veicolo spaziale.&lt;br /&gt;Sotto la supervisione dell'instancabile Timoteo Fainthwater la costruzione del razzo sta procedendo alacremente, come dimostrato dal documento filmato che accludo al post.&lt;br /&gt;A presto per ulteriori aggiornamenti!&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-9fdcbb07c84cf971" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v3.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3D9fdcbb07c84cf971%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D1285ADD9357E6E4BBA26097946E56EBA9E0A0135.3E6EEAAF6D5140EA4F1BA0682A2E816E4219494B%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D9fdcbb07c84cf971%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DDxhgpW0Uztrod_Bm_WywCmg4s2s&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v3.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3D9fdcbb07c84cf971%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D1285ADD9357E6E4BBA26097946E56EBA9E0A0135.3E6EEAAF6D5140EA4F1BA0682A2E816E4219494B%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D9fdcbb07c84cf971%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DDxhgpW0Uztrod_Bm_WywCmg4s2s&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-3322702618745877661?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/3322702618745877661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=3322702618745877661' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3322702618745877661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3322702618745877661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2011/02/missione-marziana-12.html' title='Missione marziana - 12'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-5886315074673263404</id><published>2010-12-23T19:03:00.009+01:00</published><updated>2010-12-24T19:39:18.891+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Missione marziana - 11</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TROTGQbEfOI/AAAAAAAAAJ0/TwAwEQH6W-4/s1600/raboymac_02_illo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553944501174959330" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 237px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TROTGQbEfOI/AAAAAAAAAJ0/TwAwEQH6W-4/s320/raboymac_02_illo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi accorgo solo ora di non aver ancora fornito a tutti gli appassionati lettori che con trepidazione stanno seguendo la vicenda un'idea delle fattezze fisiche dei nostri eroi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Accludo pertanto un ritratto dei due, realizzato dal famoso MacRaboy in occasione del sessantesimo genetliaco di Montague J. Brady. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dall'immagine di grande maestria sono immediatamente deducibili sia la maschia e inflessibile volontà del colonnello, sia l'ineffabile grazia della sua compagna Aurore. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Spero che questo ritratto, oltre a soddisfare le aspettative delle innumerevoli agenzie di stampa che ne facevano pressante richiesta, alimenti ulteriormente l'entusiasmo dei sostenitori dell'impresa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A tal proposito ricordo che ogni contributo è prezioso e benvenuto: si accettano tutte le maggiori carte di credito, Paypal, Postepay e prepagate in genere, nonché bonifici bancari e postali, assegni e versamenti in contanti. Per chi volesse poi trasferire su Marte somme di denaro o altri beni mobili (ponendoli così a certissimo riparo dall'occhiuto sguardo del fisco) si comunica che questo potrà essere effettuato in occasione del prossimo lancio, con costi di intermediazione sicuramente interessanti. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-5886315074673263404?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/5886315074673263404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=5886315074673263404' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5886315074673263404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5886315074673263404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/12/missione-marziana-11.html' title='Missione marziana - 11'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TROTGQbEfOI/AAAAAAAAAJ0/TwAwEQH6W-4/s72-c/raboymac_02_illo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-5757382900665667610</id><published>2010-12-22T18:29:00.013+01:00</published><updated>2010-12-23T18:45:07.294+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Missione marziana - 10</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TRI8brMu5nI/AAAAAAAAAJs/O7hlV_DVKhA/s1600/HeinleinRocket2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5553567736651507314" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 206px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TRI8brMu5nI/AAAAAAAAAJs/O7hlV_DVKhA/s320/HeinleinRocket2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La notizia delle difficoltà in cui versa il nostro eroe ha suscitato in tutto il mondo un'ondata di commossa partecipazione. Immediatamente il nostro appello è stato raccolto, e già una prima schiera di volenterosi si è messa a disposizione per l'impresa di salvataggio, mentre altri si vanno aggiungendo in queste ore.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da una casa di riposo statale del Vermont si è messo in contatto con il comitato l'ingegner Timoteo H. Fainthwater, colui che negli anni '50 mise a punto insieme con Werner von Braun un veicolo spaziale a propulsione nucleare, il cui prototipo fu esposto nel padiglione &lt;em&gt;Tomorrowland&lt;/em&gt; della Disney. Il tecnico, ancora lucido e valido nonostante l'età ingrediente, ha messo a disposizione i piani di costruzione allora elaborati: un progetto senz'altro più avanzato dell'aeroproietto a metano di Monti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Fainthwater è già in viaggio, accompagnato dalla sua fedele infermiera personale, alla volta dell'Italia, dove sovraintenderà personalmente all'opera di costruzione. Dalla Westfalia è in arrivo un carico di lamierati abbandonati nelle officine che costruivano le solidissime Trabant, mentre nella Russia ex sovietica si sta provvedendo al recupero del reattore dalla carcassa di un sommegibile nucleare in disarmo. Al momento è già stata identificata un'opportuna zona paludosa nella Maremma, ove verrà assemblata la nave cosmica al riparo degli oziosi e indiscreti sguardi della stampa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma voglio intanto elencare i nomi di coloro che si sono già messi generosamente a disposizione dell'impresa come equipaggio: il maggiore Enrico Luceri, ufficiale della riserva nell'esercito clandestino borbonico, l'ingegner Massimo Pietroselli, romanista ed esperto a livello mondiale delle emissioni filateliche del Vaticano, il dott. Fabrizio Foni e la sua gentile consorte, &lt;em&gt;clerici vagantes&lt;/em&gt; del sistema universitario europeo, particolarmente versati in tutti gli aspetti mostruosi della realtà contemporanea.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A questi di certo si uniranno molti altri: in attesa di ulteriori aggiornamenti il maggiore Luceri ci ha pregato di inserire in queste note un richiamo all'inno nazionale borbonico, che volentieri accludo in calce al post. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-6c779f10a4a7b6d2" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v7.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D6c779f10a4a7b6d2%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D3657D19AC72FE27BED5CD5DBD63F6BB372DB3ADA.33D2D8FD854E00D82B3ED130571A356608F1307B%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D6c779f10a4a7b6d2%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DnTH4tJOWLJk0ZfDY69FGIDsj63c&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v7.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D6c779f10a4a7b6d2%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D3657D19AC72FE27BED5CD5DBD63F6BB372DB3ADA.33D2D8FD854E00D82B3ED130571A356608F1307B%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D6c779f10a4a7b6d2%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DnTH4tJOWLJk0ZfDY69FGIDsj63c&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-5757382900665667610?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/5757382900665667610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=5757382900665667610' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5757382900665667610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5757382900665667610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/12/missione-marziana.html' title='Missione marziana - 10'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TRI8brMu5nI/AAAAAAAAAJs/O7hlV_DVKhA/s72-c/HeinleinRocket2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-3730850400509193958</id><published>2010-12-16T12:16:00.008+01:00</published><updated>2010-12-23T18:44:42.943+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Notizie dalla spazio - drammatiche! - 9</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TQoi-2YwkrI/AAAAAAAAAJk/80nTfmvxmyw/s1600/prestito.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5551287953834152626" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 217px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TQoi-2YwkrI/AAAAAAAAAJk/80nTfmvxmyw/s320/prestito.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dopo una lunga pausa dovuta alle difficoltà logistiche della spedizione, finalmente il colonnello Montague è riuscito a mettersi in contatto con la stazione di ascolto della Western Union ancora in grado di decrittare i suoi messaggi Morse.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Purtroppo la comunicazione è durata solo alcuni secondi, prima che una valvola dell'apparato si bruciasse, annegando la stentorea voce del nostro eroe nelle profondità dello spazio. Ma in quel breve tracciato di punti e linee è nascosto forse il più grande segreto della nostra epoca: dopo inenarrabili fatiche affrontate per superare la catena di monti innevati posti al limite della zona conosciuta di Marte, il colonnello Brady è riuscito a raggiungere le mura di una città, più antica di ogni altra conosciuta sulla faccia del pianeta rosso. Il nostro aveva appena cominciato a illustrare le meraviglie e le incredibili ricchezze che si schiudevano ai suoi occhi, quando il cedere del fortunoso collegamento ha precipitato tutti noi nell'incertezze e nell'angoscia. Perché proprio allora il collonnello stava accennando a una terribile minaccia che tra tanti splendori aveva scoperto, una minaccia che a suo dire metterà in pericolo la sopravvivenza del nostro stesso pianeta. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Le ultime frasi captate, non improntate al consueto ottimismo e virile baldanza del colonnello, bensì ombrate da un cupo senso di morte, hanno gettato in un comprensibile sconforto tutti gli ammiratori e sostenitori dell'impresa. Subito si è scatenata una caccia su eBay alla ricerca della valvola bruciata: ma quando questa è stata finalmente trovata in uno sfascio dell'Ohio, ogni tentativo di ripristinare il collegamento con il colonnello si è rivelato almeno al momento vano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La coraggiosa Aurore Monti-Smith è già partita con un manipolo di volontari marziani alla sua ricerca. Ma prima ha lanciato una pressante richiesta d'aiuto al nostro pianeta, perché concorra in qualche modo al salvataggio. Si è subito costituito un comitato, che ho l'onore di presiedere, volto allo scopo di costruire un secondo aeroproietto e condurre una nuova spedizione di avventurosi sul pianeta rosso, per trarre in salvo il colonnello e approfondire i termini della sua scoperta. Invito pertanto tutti coloro che volessero collaborare a contribuire anche con piccole cifre alla raccolta, e insieme ad avanzare le proprie candidature a far parte dell'impresa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nell'attesa mi adopererò per comunicare tempestivamente qualsiasi notizia ulteriore potesse giungere dallo spazio profondo. &lt;em&gt;Per aspera ad astra&lt;/em&gt;!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-3730850400509193958?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/3730850400509193958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=3730850400509193958' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3730850400509193958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3730850400509193958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/12/notizie-dalla-spazio-drammatiche.html' title='Notizie dalla spazio - drammatiche! - 9'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TQoi-2YwkrI/AAAAAAAAAJk/80nTfmvxmyw/s72-c/prestito.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-5752059310423954041</id><published>2010-12-01T17:25:00.007+01:00</published><updated>2010-12-17T17:48:08.200+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scorrettezza politica'/><title type='text'>Buon Natale!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TPZ-6hnkLwI/AAAAAAAAAJc/vCuMg04w5tA/s1600/regali-di-natale1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5545759535075176194" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TPZ-6hnkLwI/AAAAAAAAAJc/vCuMg04w5tA/s320/regali-di-natale1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dopo un certo tempo passato in altre imprese - Pirandello diceva che la vita o la vive o la si scrive, e qualche volta bisogna anche viverla, se non altro per poi poter narrare qualche cosa -eccomi di nuovo qui con le migliori intenzioni di riprendere il filo interrotto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tornando naturalmente ai miei soliti temi: per esempio "storie di balene e fiocinator, di donne ardite e di folli amor" come canta Ned Land nella versione cinematografica di &lt;em&gt;20000 leghe sotto i mari&lt;/em&gt; di Fleischer (che detto tra noi trovo molto più divertente dell'originale, non mi sentano i verniani doc).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;A breve quindi vi aggiornerò sulle ultime notizie giunte dal pianeta Marte, dove i nostri due intrepidi esploratori stanno scoprendo sempre nuove meraviglie, accuratamente celate dai &lt;em&gt;Men in Black&lt;/em&gt; della Nasa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Intento però farò una piccola eccezione alle linee programmatiche del blog, di non tediare i lettori con fatui riferimenti alla realtà contingente, per esternare una mia posizione &lt;em&gt;politically incorrect&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Un paio di giorni fa ho colto su un canale Rai un noto esponente verde di associazione di consumatori, che dopo un'appassionata arringa in difesa della moderazione e del pauperismo, condita di soverchie esclamazioni moraleggianti sulla corruzione della civiltà occidentale, ha concluso esortando con retorica trombonizia gli ascoltatori a incartare i prossimi regali di natale con fogli di giornale, in modo da attenuare il dispendio di legname. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ebbene no, amici. Questo Natale non farò molti regali per motivi strettamente economici, ma quei pochi li avvolgerò dei più delicati fogli da regalo che potrò trovare: sapete, quelli con la porporina, i babbetti natale e le renne, i fiocchi di neve di bambagia. E li annoderò con nastri multicolori, incollerò le coccarde e aggiungerò un bigliettino con relativa busta, dove imprimerò qualche affettuosa parolina beneaugurante. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E la notte di Natale voglio che bussi alla mia porta proprio il vecchio dalla gran barba bianca, con le sue renne, le campanelle scintillanti e il sacco di pacchetti multicolori, accompagnato da un coro di carole. E non un becero con la tuta delle Poste, che mi consegni l'ultimo numero di &lt;em&gt;Repubblica&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per la difesa della foresta pluviale si prega di ripassare dopo la Befana.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-5752059310423954041?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/5752059310423954041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=5752059310423954041' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5752059310423954041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5752059310423954041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/12/buon-natale.html' title='Buon Natale!'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TPZ-6hnkLwI/AAAAAAAAAJc/vCuMg04w5tA/s72-c/regali-di-natale1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-3989511960637899324</id><published>2010-11-06T16:58:00.003+01:00</published><updated>2010-12-17T17:48:44.260+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eroi del nostro tempo'/><title type='text'>Dio benedica l'America! (e l'Inghilterra)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TNWA4_kywfI/AAAAAAAAAJU/trnBlvnSC4s/s1600/virgin.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536473033548677618" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 191px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TNWA4_kywfI/AAAAAAAAAJU/trnBlvnSC4s/s320/virgin.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vorrei qui rendere pubblicamente un elogio a due uomini della più pura tempra anglosassone, la razza di quei &lt;em&gt;milord&lt;/em&gt; stravaganti odiati da Salgari, e per i quali però lui pure alla fine nutriva una sotterranea ammirazione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Si tratta di Bill Richardson, governatore del New Mexico, e di Richard Branson, &lt;em&gt;tycoon&lt;/em&gt; proprietario della Virgin Galactic, espansione spaziale della compagnia low cost Virgin. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Perché? Cominciamo dal secondo, miliardario inquieto, sportsman, ex hippy charmant, visionario aeronauta mongolfierista: è lui che sta realizzando la prima astronave privata della storia, alla faccia della Nasa, dell'Esa, dei Russi e dei Cinesi. Ci investe dei bei soldi, forse ne guadagnerà dieci volte tanti oppure no, ma comunque ci prova.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Branson invece è di razza burocratesca, di sacrestia di partito. Eppure ha avuto il coraggio di investire 200 milioni di verdoni nella costruzione di uno spazioporto a casa sua per l'astronave di quell'altro. Incurante delle proteste dei taxpayer, e del rischio concreto che il razzo gli possa ricascare in testa con un certo strepito. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Due uomini del futuro di una volta, insomma, che sarebbero piaciuti a Giulio Verne. Gloria a loro e a tutti i sognatori. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-3989511960637899324?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/3989511960637899324/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=3989511960637899324' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3989511960637899324'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3989511960637899324'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/11/dio-benedica-lamerica-e-linghilterra.html' title='Dio benedica l&apos;America! (e l&apos;Inghilterra)'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TNWA4_kywfI/AAAAAAAAAJU/trnBlvnSC4s/s72-c/virgin.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-1845894515505368260</id><published>2010-10-24T16:38:00.007+02:00</published><updated>2010-12-17T17:49:21.533+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Domande e risposte.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TMRJ_XrKuxI/AAAAAAAAAJM/98WEYtxc2Tg/s1600/cuore.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531627595353471762" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TMRJ_XrKuxI/AAAAAAAAAJM/98WEYtxc2Tg/s320/cuore.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una cosa curiosa che capita spesso a un narratore, è che gli vengano poste domande sugli inizi del suo mestiere. Dico curiosa, perché immagino che nessuno chieda a un falegname quando e perché ha pensato di costruire la sua prima sedia, né a un capitano di mare quando abbia deciso di speronare il suo primo iceberg.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece sembra che lo scrittore debba in qualche modo rendere conto di come sia nata in lui questa stramberia. Da un lato la questione è lusinghiera, perché sottintende un qualche elemento di eccentricità nella cosa, dall'altro costringe ad arrampicarsi ogni volta sugli specchi per fornire una risposta almeno sensata, che non ci faccia insomma passare per narcisi o peggio per mammolette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La difficoltà del rispondere sta in una sorta di sfasatura dello spazio-tempo, a cui in genere non si pensa.&lt;br /&gt;E' infatti abbastanza ovvio, credo, che la scrittura cominci sempre dalla lettura. Ci si innamora di un certo tipo di storie e a un certo punto non se ne trovano più abbastanza, si ha la sensazione che manchi qualcosa: allora comincia a sorgere l’idea di aggiungerne noi al mucchio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si comincia dunque sempre dalla lettura, e prima e più si legge, prima e più viene voglia di scrivere. Ma il punto delicato è: “quali” letture? E anche, “quando”?&lt;br /&gt;La lettura come tutti gli stimoli complessi, che siano sensoriali o intellettuali, costruisce la nostra visione del mondo per aggiunte e sottrazioni, ma ha i suoi tempi, legati al ciclo evolutivo. “L’isola del tesoro” ha un impatto diversissimo sul nostro immaginario a 10 anni, a 18 o a 25. Leggere Kafka a 16 anni ci avvia a una successiva interpretazione del mondo complessa, angustiata ma anche problematica. Farlo a 50 è solo un’esperienza intellettuale, intensa quanto si vuole ma che difficilmente modificherà una &lt;em&gt;Weltanschauung &lt;/em&gt;ormai consolidata.&lt;br /&gt;Il fascino ma anche il dramma della scrittura sta ne fatto che quando si comincia, &lt;em&gt;in realtà si è già cominciato dieci anni prima&lt;/em&gt;. Io posso scrivere un romanzo di fantascienza a 20 anni soltanto se a 10 ho già letto “Dalla terra alla Luna” e a 15 Bradbury, Heinlein, Asimov ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che succede se non l’ho fatto? Nella maggior parte dei casi non c’è più niente da fare.&lt;br /&gt;Si può tentare una terapia d’urto, costruendosi in fretta un bagaglio base di due-trecento opere fondamentali nel genere scelto (facendosi magari aiutare da qualcuno, e qui forse una buona scuola di scrittura può avere qualche utilità), stando però attenti a non affastellare materiale a caso, ma rispettando una elementare gerarchia di valore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai affidarsi al supplemento libri di un quotidiano, però: è perfettamente inutile conoscere a memoria l’opera omnia di Paulo Coelho se poi si ignorano Borges o Marquez (mi è capitato con un mio alunno).&lt;br /&gt;O leggere Moravia ma non Tolstoi, Pasolini ma non Manzoni, l’ultimo Strega ma non Joyce.&lt;br /&gt;Insomma occorre un metodo, come in tutto. Se non altro per avere poi il piacere di violarlo e fare quello che ci pare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-1845894515505368260?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/1845894515505368260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=1845894515505368260' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1845894515505368260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1845894515505368260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/10/domande-e-risposte.html' title='Domande e risposte.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TMRJ_XrKuxI/AAAAAAAAAJM/98WEYtxc2Tg/s72-c/cuore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-5991854686578016374</id><published>2010-10-18T23:26:00.007+02:00</published><updated>2010-12-17T17:50:52.737+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Ferali notizie.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TLy9yMrFeoI/AAAAAAAAAJE/-cwB-5BmVCo/s1600/blob.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5529503112597174914" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 227px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TLy9yMrFeoI/AAAAAAAAAJE/-cwB-5BmVCo/s320/blob.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Appena pochi mesi fa se ne celebrava l'ossessiva pervasività, al punto da suscitare nella critica il timore che il noir potesse fagocitare ogni altra forma, inglobando la letteratura come un Blob venuto dallo spazio nei B-movie degli anni '50.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E adesso invece corrono brutte voci sulla sua salute, lo si dà quasi sul catafalco. Non credo però che sia ancora il caso di mandare per il prete, e che il noir, e in genere la narrativa di tensione, sia prossimo a defungere. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Certo, alcuni segnali indicherebbero una qualche stanchezza, di autori e di lettori, e come per altri generi del passato anche per il noir potrebbe prima o poi suonare la campana. Ma per morire occorre il verificarsi di una condizione che a mio avviso non si è ancora realizzata, e che a suo tempo ben sintetizzò Nietzsche: &lt;em&gt;Was vollkommen ward, alles Reife – will sterben!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Ossia, traducendo un po' a braccio, tutto ciò che è maturo e perfetto vuol morire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Frase piena di suggestioni, ma anche sibillina: tanto che Karl Ernst Knodt giustamente la ricantò: &lt;em&gt;Hat allein das Recht zum Sterben!&lt;/em&gt; Cioè "solo" ciò che è perfetto ha il diritto di morire.&lt;br /&gt;Ora, affermare che il noir abbia raggiunto la sua completa maturità e perfezione mi sembra alquanto azzardato. A meno che non ci si arrenda all'idea che si tratti di un genere intrinsecamente minore, per il quale occorra accontentarsi di quello che passa il convento senza star troppo a disquisire, direi proprio che il Dante o lo Shakespeare del noir non siano ancora apparsi all'orizzonte. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo ancora nella fase aurorale, in fondo è solo qualche decennio che è partita la grande ricerca. La macchina editoriale moderna è stata in grado di riempire questo spazio di migliaia di titoli, ma è una quantità che stenta ancora a farsi qualità assoluta. Questo non vuol dire che prima o poi non avvenga, e magari qualche delusione potrebbe anzi giovare, come la potatura rinvigorisce l'albero da frutto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Allora verranno anche i capolavori, e il genere potrà estinguersi serenamente come un barbuto patriarca della Bibbia, davanti allo stuolo dei suoi discendenti.&lt;br /&gt;L'importante è solo che ciò avvenga, al contrario dei timori di Eliot, con uno schianto e non con una lagna (ancora per rubacchiare qualcosa a un grande.)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-5991854686578016374?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/5991854686578016374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=5991854686578016374' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5991854686578016374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5991854686578016374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/10/appena-pochi-mesi-fa-se-ne-celebrava.html' title='Ferali notizie.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TLy9yMrFeoI/AAAAAAAAAJE/-cwB-5BmVCo/s72-c/blob.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-659624645821966777</id><published>2010-10-16T12:07:00.006+02:00</published><updated>2010-12-17T17:51:17.833+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Genere e livelli.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TLl7UAhEJ5I/AAAAAAAAAI8/qcNsEsroL8E/s1600/Fantomas.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528585601240278930" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TLl7UAhEJ5I/AAAAAAAAAI8/qcNsEsroL8E/s320/Fantomas.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mi trovo spesso a discutere dei rapporti tra narrativa di genere e letteratura "alta". &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' un tormentone a cui è praticamente impossibile sottrarsi, lettori o scrittori che ci si trovi a essere, per lo meno da un paio di secoli. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Da quando appunto la narrativa di genere è apparentemente nata. Dico apparentemente, perché sarebbe più corretto dire: da quando ha cominciato ad assumere una sua veste autonoma nel panorama narrativo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Perché in realtà il "genere" è antichissimo, verrebbe da dire che è nato con i primi vagiti dell'umanità intorno ai fuochi delle caverne. O sotto le chiome degli alberi delle savane, a giudicare dagli ultimi ritrovamenti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E spesso ripeto anch'io la vulgata, un po' per pigrizia e un po' per quieto vivere: il genere deriva dalla letteratura colta, ne assume temi e stilemi e poi li semplifica, li schematizza per adattarli a un pubblico di massa un po' sempliciotto e frettoloso. Un pubblico per intenderci che si troverebbe in difficoltà con il &lt;em&gt;Macbeth&lt;/em&gt;, ma che invece può più serenamente godersi la &lt;em&gt;Fiamma del peccato&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Insomma il genere sarebbe una sorta di Terzo Stato che si contrappone all'arroganza dell'Aristocrazia letteraria, le sfila la culotte e la riadatta a se stesso in forma di brache, più o meno simili.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In realtà però non sono affatto convinto che le cose stiano così. Credo anzi all'esatto contrario: il genere è il grande serbatoio, il brodo primordiale della narrazione, un deposito informe di personaggi, vicende, emozioni, da cui di tanto in tanto zampillano fuori opere che per caso o per maestria degli autori abbandonano il pentolone per assurgere ai piani nobili della cultura, attraverso un'azione di affinamento degli ingredienti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma l'origine di tutto è sempre quella. E' dall'&lt;em&gt;Opera dei Pupi&lt;/em&gt; che viene fuori il &lt;em&gt;Furioso&lt;/em&gt;, non viceversa. Con buona pace della critica romantica e neo, il genio è ispirazione, traspirazione ma soprattutto attenzione a quello che già c'è. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-659624645821966777?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/659624645821966777/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=659624645821966777' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/659624645821966777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/659624645821966777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/10/genere-e-livelli.html' title='Genere e livelli.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TLl7UAhEJ5I/AAAAAAAAAI8/qcNsEsroL8E/s72-c/Fantomas.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-2825874262122480323</id><published>2010-10-10T15:33:00.003+02:00</published><updated>2010-12-17T17:51:46.635+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Lo scrittore e i personaggi dello scrittore.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TLHIgtXw_tI/AAAAAAAAAI0/rDeBn6w3j8o/s1600/danila.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5526418682020953810" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TLHIgtXw_tI/AAAAAAAAAI0/rDeBn6w3j8o/s320/danila.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ieri ero a Ravenna con Danila Coamastri Montanari ed Eraldo Baldini, ospiti di "Delitti &amp;amp; Detective: notte bianca per anime nere" (tra l'altro un bellissimo titolo, così chiasmatico e antifrastico) e ho sentito quella testa rossa e matta di Danila raccontare ridendo una gran verità.&lt;br /&gt;Che più o meno era: "So benissimo che oggi vanno di moda gli investigatori problematici e un po' sfigati, ma io ho fatto il mio senatore &lt;em&gt;charmant&lt;/em&gt;, ricco, nobile e in buona salute per il fatto che, dovendoci poi convivere per ore e giorni e anni, non volevo in mezzo alle scatole un qualche insopportabile menagramo."&lt;br /&gt;Una gran verità, dicevo, che fa giustizia di un pregiudizio ingenuo ma largamente diffuso, che vuole gli scrittori travasino nei personaggi la loro percezione di se stessi, oppure peggio ancora un "altro" che essi vorrebbero essere.&lt;br /&gt;Niente affatto, i personaggi sono soltanto quelle &lt;em&gt;personae fictae &lt;/em&gt;che ciascuno di noi vorrebbe incontrare. E non perché necessariamente ci piacciano, ma anche perché magari ci dispiacciono, ci affascinano, ci terrorizzano, ma che comunque in qualche modo siano tanto interessanti da volerci passare insieme appunto ore, giorni e magari anni.&lt;br /&gt;Al punto di voler rendere partecipi di tanto entusiasmo anche quelle povere vittime che sono i lettori, che ci perdonino. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-2825874262122480323?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/2825874262122480323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=2825874262122480323' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2825874262122480323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2825874262122480323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/10/lo-scrittore-e-i-personaggi-dello.html' title='Lo scrittore e i personaggi dello scrittore.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TLHIgtXw_tI/AAAAAAAAAI0/rDeBn6w3j8o/s72-c/danila.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-6563234660227794477</id><published>2010-10-05T16:08:00.013+02:00</published><updated>2010-12-17T17:52:19.962+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='commercial'/><title type='text'>Commercial - 5</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TKs2_9ZM-5I/AAAAAAAAAIg/s2wQnZEhYqM/s1600/seq2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5524569840339975058" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 206px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TKs2_9ZM-5I/AAAAAAAAAIg/s2wQnZEhYqM/s320/seq2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 20 ottobre a Roma, alla libreria Koob di via Luigi Poletti 2, alle 18,30 andrò a parlare de &lt;em&gt;La&lt;/em&gt; s&lt;em&gt;equenza mirabile&lt;/em&gt; insieme con l'amico Luigi Milani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trattandosi di un racconto giallo-misterioso non verranno forniti particolari sulla sua trama, al più qualche suggestiva allusione. In compenso ci saranno molte divagazioni sull'eterna illusione di sfidare la sorte, il mondo del circo e dei circoli politici, le avventure di d'Annunzio a Fiume e una carrellata di personaggi singolari, "uommene scicche e femmene pittate".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine si berranno analcolici e si sgranocchieranno patatine. Se anche venite solo per quello non mi offendo.&lt;br /&gt;Magari per qualcosa in più potete vedere qui:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://guide.supereva.it/giallo_e_noir/interventi/2010/10/la-sequenza-mirabile-di-giulio-leoni-–-un-giallo-dentro-a-un-giallo."&gt;http://guide.supereva.it/giallo_e_noir/interventi/2010/10/la-sequenza-mirabile-di-giulio-leoni-–-un-giallo-dentro-a-un-giallo.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-6563234660227794477?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/6563234660227794477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=6563234660227794477' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6563234660227794477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6563234660227794477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/10/commercial-5.html' title='Commercial - 5'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TKs2_9ZM-5I/AAAAAAAAAIg/s2wQnZEhYqM/s72-c/seq2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-1045297580262628842</id><published>2010-09-23T11:52:00.008+02:00</published><updated>2010-12-17T17:52:47.274+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>L'arte di farla lunga.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TKEG4CZmbQI/AAAAAAAAAIY/MbzBoSFppgE/s1600/Mirmillone.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521702177919626498" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 293px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TKEG4CZmbQI/AAAAAAAAAIY/MbzBoSFppgE/s320/Mirmillone.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giorni or sono discutevo con alcuni amici scrittori delle qualità di un'opera narrativa.&lt;br /&gt;La questione era: esiste un qualche complesso di regole, soddisfatte le quali si può serenamente affermare di essere in presenza di un'opera d'arte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per certi aspetti sarei tentato di rispondere di sì, se non altro in omaggio alla profonda ammirazione che continuo a nutrire per la retorica classica, e tutte le sue successive declinazioni.&lt;br /&gt;A patto però che tra le tante regole si segua per prima quella più importante, il prestare attenzione massima alla funzionalità di tutto ciò che si trascrive nel testo.&lt;br /&gt;Perché a mio avviso è questo il punto centrale: un racconto non è mai in nessuna circostanza una copia fedele della realtà, per quanto veridici possano apparire fatti e circostante ivi riferiti. In ogni testo ciascun elemento è presente non in quanto mimesi fedele del corrispondente elemento nel mondo reale, ma solo perché deve svolgere una funzione. Ogni testo è soltanto un modello del mondo, quindi una sua sintesi. Se fosse una riproduzione esatta della realtà il narratore si avviterebbe nel paradosso di Borges, stilando una mappa talmente precisa in ogni dettaglio da finire per coincidere con il territorio rappresentato. Non quindi più una mappa, e quindi un modello, ma semplicemente la &lt;em&gt;cosa&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel testo dovrebbe dunque esserci solo quello che serve ad assolvere a uno specifico scopo narrativo, e soltanto a quello. Altrimenti si cade ineluttabilmente in quella deriva che gli angli definiscono &lt;em&gt;infodumping,&lt;/em&gt; e che da noi si potrebbe volgarizzare con &lt;em&gt;allungare il brodo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio, vi è mai capitato di trovare qualcosa del genere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Il senatore Marco Lucio Coglione si aggirava bel bello per la Suburra, quartiere tra i più malfamati della Roma imperiale, destinato ad accogliere soprattutto ladri e prostitute, sito alle spalle del Foro ma da questo isolato per tramite di un’alta muraglia fatta erigere da Traiano imperatore, vissuto dal 53 al 117 d.C. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Si arrestò in un angolo poggiando il piede su un gradino di travertino, la pietra calcarea di colore tra il bianco e il giallino in ragione delle diverse cave di provenienza, per lo più situate nelle immediate vicinanze della città. Dopo aver ripulito dai liquami il coturno, scarpa di pregio nata sulle scene ma adottata presto dalle classi patrizie e caratterizzata da un’alta suola di legno, rimosse anche alcuni schizzi di fanghiglia dal costosissimo bordo purpureo della sua toga e si rimise in cammino. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fu allora che si imbatté in Giacinto il reziario, aitante membro di quella categoria di gladiatori che negli scontri&lt;/em&gt; one on one &lt;em&gt;nel circo si battevano contro i mirmilloni armati solo di un tridente e di una rete, da cui il loro nome. Mentre i loro avversari erano protetti da corazza ed elmo, e disponevano anche di un gladio, spada corta e tozza, ed erano detti &lt;/em&gt;&lt;a name="OLE_LINK12"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="OLE_LINK11"&gt;&lt;em&gt;mirmilloni &lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;perché ricordavano nell'aspetto dei grossi pesci, anche se taluni filologi si discostano da tale etimologia preferendone altre. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;-Ave, Giacinto!- disse il senatore Marco Lucio Coglione, salutando calorosamente l'amico con un gesto beneaugurante caratterizzato dal braccio destro levato in alto e la mano tesa a dita unite, saluto ripreso poi di recente da diverse formazioni politiche di orientamento conservatore tra cui il Fascismo e il Nazismo, che però se ne distingue per aver introdotto la variante del braccio piegato all'altezza del gomito. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;-Ave, Coglione!- rispose Giacinto il reziario ecc. ecc."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Converrà facilmente il lettore su come si possa in tal guisa raggiungere &lt;em&gt;ad abundantiam&lt;/em&gt; quelle sette-ottocento pagine che costituiscono ormai la norma di tanti celebrati romanzi, specie di origine oltremare. Ma serve anche a qualcosa il farlo? La discussione rimane aperta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-1045297580262628842?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/1045297580262628842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=1045297580262628842' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1045297580262628842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1045297580262628842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/09/funzione-degli-elementi-narrativi.html' title='L&apos;arte di farla lunga.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TKEG4CZmbQI/AAAAAAAAAIY/MbzBoSFppgE/s72-c/Mirmillone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-9183481010685035135</id><published>2010-09-12T14:43:00.018+02:00</published><updated>2010-12-17T17:53:18.349+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Il romanzo sceneggiato.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TI5YKtjnKrI/AAAAAAAAAIQ/uLfWr59HlaI/s1600/cinema.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516443534626335410" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 226px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TI5YKtjnKrI/AAAAAAAAAIQ/uLfWr59HlaI/s320/cinema.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La caratteristica più appariscente della moderna narrativa di genere è il suo legame con il cinema. In alcuni casi tanto stretto da generare il dubbio che si sia alle soglie di una nuova mutazione del genere stesso: per esempio in un videogioco, dove diventerà sempre più difficile stabilire se prevalga la narrazione o l'immagine.&lt;br /&gt;Questo avvicinamento non è di per sé un fenomeno recente: tra romanzo e cinema è sempre esistito uno scambio, ma di segno diverso col passare del tempo.&lt;br /&gt;Fino alla metà del XX secolo è stata la letteratura a fornire al cinema personaggi e situazioni, un intero corpus di trame, valori e ideologie. Poi progressivamente è stata la letteratura a importare materiali sempre più corposi, fino ad adottare addirittura le tecniche stesse dell'amico-concorrente.&lt;br /&gt;Questo ha portato a sviluppare romanzi di genere, soprattutto nell'area nordamaricana, che sembrano sempre più una sceneggiatura. Non tanto e non solo perché molti di essi nascono già "pensati" in vista di una riduzione cinematografica, quanto perché spesso essi sono già delle sceneggiature semicomplete.&lt;br /&gt;Nel senso che condividono con la sceneggiatura la stessa struttura formale: un testo dove una vicenda viene ridotta solamente a ciò che si vede e ciò che si sente. Nella sceneggiatura infatti non esiste spazio per i "pensieri" dei personaggi: a meno che non si ricorra all'espediente della voce fuori campo, comunque poco diffusa negli ultimi tempi. In un film il pensato deve essere ricostruito dallo spettatore attraverso gli atti e le parole dei personaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa sembra essere diventata una caratteristica del genere, la rimozione del "pensato" dalla pagina. Appare sempre più evidente come un numero crescente di scrittori sembri ritenere che la trascrizione del pensiero costituisca un ritardo, un intralcio all'azione che si è deciso essere la caratteristica fondamentale della narrativa di genere.&lt;br /&gt;A rigore non sembra esserci una motivazione estetica del fatto. Spesso anzi la rapidità dell'azione, aiutata da un sistematico ricorso a elementi topici che equivalgono a frazioni di "pensato" preconfezionate, finisce per tradursi in un semplice impoverimento della narrazione. Non si ottiene alla fine la cinestesia che magari si aveva in mente, ma solo il "racconto di un racconto".&lt;br /&gt;Insomma la narrazione moderna sembra aver sposato le posizioni più radicali della fenomenologia, trasformando ogni racconto in una sorta di verifica in laboratorio delle teorie di Husserl.&lt;br /&gt;E' una situazione che a me pare molto interessante, e che andrebbe analizzata più a fondo: sia per portarla alle sue estreme conseguenze, o per contrastarla con tutte le forze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-9183481010685035135?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/9183481010685035135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=9183481010685035135' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/9183481010685035135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/9183481010685035135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/09/il-romanzo-sceneggiato.html' title='Il romanzo sceneggiato.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TI5YKtjnKrI/AAAAAAAAAIQ/uLfWr59HlaI/s72-c/cinema.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-3184370885741911731</id><published>2010-09-01T11:56:00.017+02:00</published><updated>2010-12-17T17:53:44.662+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Sinfonia - I tre tempi della creazione.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TH9reOk5TUI/AAAAAAAAAII/9u_U7onRVWg/s1600/musicapoesia-quadro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512242635977870658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 224px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TH9reOk5TUI/AAAAAAAAAII/9u_U7onRVWg/s320/musicapoesia-quadro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Normalmente la costruzione di un testo narrativo attraversa tre fasi, come nella più classica delle composizioni musicali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo movimento è aereo e leggero, un &lt;em&gt;largo con brio&lt;/em&gt;: la mente sfarfalla piacevolmente tra idee diverse, trascinata qua e là dall'umore del momento senza alcun vincolo. Alla faccia delle mode, degli indirizzi editoriali e dei lettori distratti, tutto un universo di realtà potenziali si squaderna davanti e la fantasia si teletrasporta senza sforzo dall'una all'altra con altrettanta disinvoltura del comandante Kirk: tutte le leggi della termodinamica vengono allegramente violate, epoche e spazi lontanissimi si fondono in una carnevalata kitsch e irresistibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi una delle infinite possibilità comincia a sgomitare e emerge dal brodo primordiale, annichilendo i rivali con tutta la ferocia della lotta per la sopravvivenza: spermatozoo e ovocita si incontrano e comincia il lavorio perché l'embrione diventi un essere autonomo. Sono i "nove mesi alla puzza" di cui parlava il Belli, una discesa e un lungo stazionamento all'inferno, un &lt;em&gt;lento&lt;/em&gt; &lt;em&gt;assai&lt;/em&gt; doloroso e interminabile. Le parole, che fino a un attimo prima erano una sorta di deliziose bajadere pronte a soddisfare ogni nostro più piccolo desiderio, cominciano a ribellarsi peggio di un soviet di minatori del Caucaso. Bisogna tenere insieme tutte le fila della trama, cercare di dare un senso alle intuizioni che in un primo momento sembravano così efficaci. La storia che ci aveva sedotto, i personaggi inventati con tanta cura cominciano prima a mostrarsi noiosi come vecchie zie che ripetono sempre le stesse cose, poi importuni come venditori ambulanti, infine odiosi come svaligiatori notturni. La mente che vorrebbe evadere su altre storie si dibatte ancorata a questo blocco di cemento che ti trascina sempre più giù. Famiglia, relazioni sociali, financo i più immediati interessi terreni da curare si diperdono in una nebbia lattiginosa, una pappa su cui grava il continuo rischio della sconfitta. E mentre si combatte per arrivare alla parola &lt;em&gt;Fine&lt;/em&gt;, è adesso che spesso nascono gli &lt;em&gt;Incompiuti&lt;/em&gt;, relitti alla deriva per abbandono del campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine il terzo movimento, che si annuncia con un &lt;em&gt;sofferto&lt;/em&gt; di archi, legni e tromboni, peggio che nel canto di morte e d'amore di Isotta. Tutte le tossine accumulate durante i mesi di lavoro travolgono le ultime difese immunitarie poste dalla natura a difesa della salute mentale, ed esplode dentro un fastidio viscerale per quello che si è fatto, che ormai si vede come un corpo estraneo, comunque un aborto di cui ci si deve liberare prima possibile, prima di impazzire definitivamente. Tutto sembra sbagliato e incerto, e ci si difende dal tragico senso di inadeguatezza e sconfitta solo ricomnciando a pensare a qualche nuova impresa, che cancellerà nella nostra mente ogni ricordo della vecchia, sovrapponendo alla sua debolezza reale una nuova forza sognata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, come si suol dire, sempre meglio che lavorare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-3184370885741911731?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/3184370885741911731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=3184370885741911731' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3184370885741911731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3184370885741911731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/09/sinfonia-i-tre-tempi-della-creazione.html' title='Sinfonia - I tre tempi della creazione.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TH9reOk5TUI/AAAAAAAAAII/9u_U7onRVWg/s72-c/musicapoesia-quadro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-4999393563077231572</id><published>2010-08-19T18:44:00.008+02:00</published><updated>2010-12-17T17:54:35.399+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scorrettezza politica'/><title type='text'>2012</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TG1mBhZbSzI/AAAAAAAAAH4/_d44znlGZIg/s1600/2012.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507170095674903346" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 315px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TG1mBhZbSzI/AAAAAAAAAH4/_d44znlGZIg/s320/2012.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da un po' di tempo i media sono in preda a un nuovo tormentone. Sembra dunque che il 21 dicembre del 2012 si avvererà un presagio continuamente riaffermato nei secoli, e mai finora verificato: la fine del mondo.&lt;br /&gt;Dopo il monaco Rodolfo il Glabro, Malachia con i suoi papi alti e bassi, Nostradamus e le sue Centurie, Joseph Smith e l'angelo Moroni, Fatima e i suoi segreti, il virus Y2K, Greenpeace con il buco dell'ozono, lo scioglimento dei poli e la scomparsa delle balene, adesso tocca niente meno che ai Maya di romperci gli stivali con l'idea che tutto finisca in un botto.&lt;br /&gt;Al riguardo non esistono elementi per valutare la maggiore attendibilità dell'estremo annuncio rispetto ai precedenti. Nell'attesa comunque suggerisco di prestare attenzione alle parole della marchesina insidiata dal vecchio Corneille. Che cercava di spuntarla insistendo sul fatto che presto anch'ella sarebbe divenuta vecchia come lui:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;J'ai vingt-six ans, mon vieux Corneille,&lt;br /&gt;Et je t'emmerde en attendant.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appunto. Magari sarà anche vero, ma nel frattempo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-4999393563077231572?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/4999393563077231572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=4999393563077231572' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/4999393563077231572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/4999393563077231572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/08/2012.html' title='2012'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TG1mBhZbSzI/AAAAAAAAAH4/_d44znlGZIg/s72-c/2012.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-6251134180464420163</id><published>2010-07-27T17:02:00.004+02:00</published><updated>2010-07-29T11:17:56.466+02:00</updated><title type='text'>Commercial - 4</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TE71G-4q9II/AAAAAAAAAHw/sCutMeujpLY/s1600/seq2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5498601695374668930" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 206px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TE71G-4q9II/AAAAAAAAAHw/sCutMeujpLY/s320/seq2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dopo alcuni giorni di incertezza, dal 20 luglio è davvero in libreria la &lt;strong&gt;Sequenza mirabile&lt;/strong&gt;. Quanto prima vi racconterò da dove viene il misterioso sistema che è all'origine della storia.&lt;br /&gt;Ma per adesso mi limito a trascrivere qui l'inizio del romanzo, per chi avesse voglia di farsene un'idea.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è alcuna ragione perché vincano i buoni. E infatti normalmente non accade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però alla fine non vincono nemmeno i cattivi. È certo anzi che i cattivi finiscono sempre male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, trionfino i cattivi o i buoni, nessuno vince mai niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre amato i personaggi sinistri. Meglio ancora se perfidi, soprattutto le donne. Perché, siano gli Dei o un destino beffardo, qualcuno assegna proprio a loro il compito di movimentare le nostre vite, strappandole alla noiosa palude quotidiana.&lt;br /&gt;Mi affascina il fatto che i soggetti non si limitino a pochi modelli base, ma che al contrario si articolino in una vasta congerie di tipi, famiglie, specie. In ordine alfabetico da Alieno a Zombie, passando per Cannibale, Mentecatto, Orco, Paranoico, eccetera. La S ne rubrica addirittura più d’uno, il Serial Killer, il Sadico e lo Squartatore, oltre allo Scienziato Matto. Tra tutti le mie simpatie speciali vanno proprio a quest’ultimo, che è detto anche Genio Folle. Pure l’Incendiario o il Terrorista Islamico non sono male (quest’ultimo leggermente inflazionato dopo il fatto delle Due Torri), ma il Genio Folle ha una marcia in più rispetto ai suoi compagni d’avventura: la superiore perversione dell’intelletto applicato al male, il vertice della scala evolutiva che si rivolta e lavora per il caos, ripetuto in un’infinita varietà di ibridazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In genere il Genio Folle finisce male: pugnalato, strangolato, crivellato di pallottole, schiacciato dal crollo di muraglie, precipitato in voragini, impiccato, disperso in labirinti o sotterrato in anguste miniere, affogato in liquidi caustici, in acidi, in alcoli, in lordure, lave incandescenti. O anche triturato in ingranaggi immani, fulminato dall’alta tensione, ibernato in remoti laboratori artici, o ancora corroso da sublimati, evaporato da arsura di gas o vampa solare o esplosione da polveri, dinamite, fulmicotone, fissione atomica. Trascinato nel vuoto sidereo su razzi in fuga, o sommerso in affondamenti di nave, abbrancato da piovre giganti, stritolato da piante carnivore, dilaniato dal Kraken, sbocconcellato da fiere rampanti o sminuzzato da granchi, morsicato da murene, sbavato da cani rabbiosi, morso da serpenti o punto da scorpioni, roso da termiti, afferrato da cadaveri mal ridesti. Talvolta giustiziato con tutte le garanzie di legge, ma più spesso sprezzantemente eliminato sul posto con asce e scuri, mazze, spadoni a due tagli, arpioni, bombe a mano, torce a combustione naturale o a gas. Irradiato da raggi Roentgen, ultravioletti, gamma e alfa in storie di impianto realistico, oppure dai theta che rendono invisibili e dagli zeta che rimpiccoliscono, in quelle di pura fantasia.&lt;br /&gt;E poi ce n'è uno che per me è il massimo: trafitto dalla spada di una statua di un enorme carillon in cima a un campanile pseudogotico nel Connecticut. Trattasi in questo caso del Nazista, ma vale ugualmente. Solo a Orson Welles poteva venire in testa una cosa del genere, ma Welles è lui stesso un Genio Folle e dovrebbe stare nel catalogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gettai un’occhiata allo schermo del computer, in attesa che il sito di Morningstar desse la chiusura della borsa a Tokio. E intanto mi chiedevo dove collocare Ermete Cimbro e sua figlia. Lui evocava molti dei parametri del tipo in questione, ma senza la torbida grandezza che sempre lo accompagna. Se mai eravamo più nel Maniaco, così a prima vista. Per il suo aspetto in generale ma soprattutto per i discorsi, il modo di scrutare la figlia tra adorazione e sgomento, l’atto incongruo di rassettarsi di continuo la piega dei calzoni. Per le lunghe occhiate lanciate alla pietra cremisi del suo anello, una specie di divinazione mistica. E anche per l’anello, da capo tribù del Congo quando era ancora belga.&lt;br /&gt;La figlia suggeriva invece maggiori possibilità di ricoprire con successo ruoli estremi. Sopra i trenta, forse più spigliata e chiacchierina della Dark Lady classica, ma comunque intrigante. Bella, decisamente, in nulla penalizzata da una sottile asimmetria nel gioco degli arti e negli angoli generati dai piani del volto, che pure eludevano la misura aurea di una geometria perfetta. Con la sua pelle bianca e delicata, appena picchiettata di efelidi sugli zigomi, in singolare contrasto con l’incarnato olivastro dell’uomo, le mani armoniche dalle unghie acuminate e vampire, a fronte di quelle paterne invece massicce e animate da una forza segreta e iugulatoria, gli occhi caldi nerissimi di contro allo sguardo glauco e mortifero di lui.&lt;br /&gt;E poi c’erano quegli incredibili capelli rossi naturali, un mogano profondo, erotico. Il rosso delle eroine dei fumetti, mai visto. Sembrava uscita da una tavola di Milton Caniff, con tanto di retinatura per i chiaroscuri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è che brillassero per concisione, e nel raccontare tendevano ad accavallarsi e a darsi sulla voce. Cercai nelle tasche una sigaretta per aiutarmi a seguire la storia.&lt;br /&gt;Le cose, sfrondate delle divagazioni, erano queste: nell’autunno del 1924 i Sette Nani, celebri acrobati dell’epoca, erano morti nel corso di uno sfrontato esercizio senza rete. E un certo Aristotele Cimbro, loro parente, era stato ritenuto dall’opinione popolare responsabile del fatto.&lt;br /&gt;I Sette Nani comunque non erano nani e non erano sette. Quanto al numero se ne contavano appena cinque, ed il totale era raggiunto solo grazie a due generici del circo, per evidenti motivi simbolici. Le due comparse, in identica livrea circense di mantello e mutandoni cilestrini, entravano con loro nell’arena confondendosi nel mucchio, poi ascendevano alla meglio fino ai trapezi e lì se ne restavano defilati, inerti e ben aggrappati alle corde, senza guardare troppo in basso a scanso di fastidiose vertigini.&lt;br /&gt;Quanto poi alla nanitudine, essi in media svettavano verso i sei piedi inglesi, che non è poco per gente obbligata alla leggerezza, ed era misura tutt’altro che disprezzabile in quegli anni. Erano coronati inoltre dall’alone di una grande ricchezza, confermata da un vortice di auto, abiti di gran taglio e belle donne al seguito.&lt;br /&gt;Così, quando in quel novembre malinconico occorse il ferale accidente, di Nani ne morirono soltanto quelli veri, non essendoci alcun motivo per una disgrazia più grande. Ma nell’infernale parapiglia che s’accese alla caduta di tutto il mazzo anche i due, che avevano schivato il gran viaggio, furono conteggiati in morte come lo erano stati in vita. Parenti e amici non ritennero di dover smentire un’universale notorietà la cui correzione avrebbe richiesto noiose spiegazioni, e ancora oggi una lapide sul loro sfarzoso mausoleo al Monumentale di Milano recita “I Sette Nani Lassù Volteggiano”.&lt;br /&gt;Aristotele Cimbro era all’epoca dei fatti impiegato nel Gran Circo Bandini, quello appunto dove perigliavano i Sette. Svolgeva non meglio definite mansioni amministrative, aiutava a montare e smontare il telone, accudiva gli animali anche più pericolosi, intratteneva i vecchi della carovana nei loro momenti di logorrea. Inoltre manuteneva, oliava e rappezzava gli attrezzi di fantasisti e funamboli e ne verificava viti e rinforzi, tentando di assicurare a quell’equivoca ferraglia una stentata sopravvivenza.&lt;br /&gt;Caduti i Nani, proprio per la rottura del cavo che reggeva tutta la baracca, subito fu additato alla pubblica infamia: oltretutto non pare che godesse di molta stima, avendo nomea di sottaniere e giocatore, frequentatore assiduo sia di postriboli che di tutti i tavoli verdi, tutte le bische e tutti i casinò che i suoi limitati mezzi gli permettessero di raggiungere. E anche al di là di questi, sempre se c’era da dar credito alle voci.&lt;br /&gt;Una rapida inchiesta accertò che i Nani avevano tirato le cuoia per vanagloriosa disattenzione, e non venne formulata alcuna imputazione ufficiale. Il Cimbro restava però gravato dai macigni di un’accusa non detta. Ma non languì a lungo nella tristezza. Si licenziò dal circo, quasi avesse voluto cancellare così il ricordo della colpa, dandosi a peregrinazioni incerte, forse all’estero, di cui poco si era potuto ricostruire. Evaporò in una dimensione vaga, tra riservatezza e fuga, interrotta da stentate cartoline fino alla tragica morte. Avvenuta due anni dopo in un albergo della Costa Azzurra, a seguito pare di un tentativo di rapina.&lt;br /&gt;Da essere vivente si trasformò prima in un caso esemplare di giustizia divina, poi in aneddoto. La polizia francese aveva svolto una breve indagine senza approdare a nulla. Le sue cose, insieme con alcune carte, furono restituite tramite autorità consolari alla famiglia, che allora viveva a Milano. Un impiegato frettoloso era giunto da Roma con un baule di vestiti e un plico sigillato per adempiere le formalità della consegna. Si sperò che l’uomo fosse latore di qualche particolare inedito, che portasse luce sulla vicenda: ma il funzionario s’era stretto nelle spalle, enigmatico e silente come ogni messaggero d’oltretomba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Aristotele Cimbro era figlio di Egisto, morto prima della Grande Guerra. Aveva due fratelli, Evandro e Ariodante» disse lei.&lt;br /&gt;«Scusi?»&lt;br /&gt;«Ariodante, mio padre. Morì nel '57, vittima della terribile epidemia di influenza asiatica. Una tragedia mondiale» precisò lui, con puntigliosità storico-anagrafica.&lt;br /&gt;«Ah, certo.» Feci un rapido calcolo: «I Nani invece nel ’24. Più di ottanta anni fa. E poi che è successo?»&lt;br /&gt;Intervenne di nuovo lei. «Tutti i suoi effetti personali furono riconsegnati a Evandro, il maggiore dei fratelli superstiti. Papà allora non era ancora nato.»&lt;br /&gt;Colsi un’occhiata infastidita verso il genitore. Ovvio che non essere ancora nato aveva poi determinato delle difficoltà, e la cosa non era stata ancora del tutto perdonata. Segnai “Evandro” su un post-it. «Evandro, fratello di Aristotele e di suo padre Ariodante. Giusto?»&lt;br /&gt;«Tenne ogni cosa per sé. Non si è mai sposato e non ha avuto figli.»&lt;br /&gt;«Chi?»&lt;br /&gt;«Evandro Cimbro, naturalmente!»&lt;br /&gt;Cominciavo a perdere il filo. Aggiunsi sul post-it un abbozzo di albero genealogico, per sicurezza. I Cimbro tendevano a ripetersi uguali nelle varie generazioni, solo con piccoli scarti nei nomi di battesimo, tutti più o meno arcaicizzanti come una stirpe da tragedia greca. O i Luigi di Francia, un altro incubo.&lt;br /&gt;«Morì nel ’45, in Svizzera. Era riparato lì, sa i tragici eventi bellici… zio Evandro era stato di simpatie, come dire, discutibili, alla luce della nostra moderna sensibilità…» ritenne a quel punto di spiegare lui. Allora poco più che un bambino, ricordava come un sogno quei giorni concitati, lo sconcerto in famiglia, i discorsi dei grandi dietro le porte chiuse. Il senso confuso che fosse avvenuto qualcosa di irreparabile.&lt;br /&gt;«Nel ’44 si arruolò nelle SS italiane, col grado di maggiore. Lei capisce che dopo il 25 aprile…» chiarì la figlia.&lt;br /&gt;Capivo benissimo. Un uomo di carattere. Poco incline a secondare la mutevolezza dei fronti. Tratteggiai mentalmente un’immagine, completa di corrusche mostrine a testa di morto. «La famiglia non ha saputo più nulla. Fino all’anno scorso. È arrivata una comunicazione dell’Unione Banche Svizzere. Ci hanno cercato loro, avrà sentito, la questione dei conti aperti dai profughi durante la guerra…»&lt;br /&gt;Mi sembrava infatti di ricordare qualcosa. I soldi dei deportati, soprattutto. Che quei paraculi degli svizzeri si sono tenuti. C’era stato uno scandalo, si erano messi di mezzo gli ebrei americani. Alla fine era dovuto intervenire il governo per costringere le banche a ridare qualcosa.&lt;br /&gt;«Ci hanno restituito il contenuto di una cassetta di sicurezza. Qualche oggetto di valore e… alcune carte.»&lt;br /&gt;«E’ tutto molto interessante. Ma cosa posso fare per voi? Non ho capito esattamente…»&lt;br /&gt;Si lanciarono una rapida occhiata. «Vorremmo che svolgesse un’indagine.»&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-6251134180464420163?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/6251134180464420163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=6251134180464420163' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6251134180464420163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6251134180464420163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/07/commercial-4.html' title='Commercial - 4'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TE71G-4q9II/AAAAAAAAAHw/sCutMeujpLY/s72-c/seq2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-9165545896300144217</id><published>2010-07-19T09:22:00.004+02:00</published><updated>2010-12-17T17:55:10.409+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='armeria'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TEP9PzJZsFI/AAAAAAAAAHg/961lXHLHB9s/s1600/spacepilotmissilegun.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495514418191642706" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 137px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TEP9PzJZsFI/AAAAAAAAAHg/961lXHLHB9s/s320/spacepilotmissilegun.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho aggiunto recentemente un pezzo relativamente raro alla mia panoplia, la &lt;em&gt;Space Pilot Nuclear Missile Gun&lt;/em&gt;: un bell'esemplare di arma da fianco prodotta una cinquantina di anni or sono dalla Merit of England.&lt;br /&gt;La Merit era una piccola fabbrica di munizioni nucleari, che per un breve tempo estese la sua produzione anche alle armi leggere per armigeri spaziali. Meritoria nel nome e nei fatti, la Merit è nota soprattutto per aver armato gli equipaggi delle navi stellari nel periodo in cui l'Inghilterra, dietro la spinta della mai troppo lodata &lt;em&gt;British Interplanetary Society &lt;/em&gt;sembrava avviata a primeggiare nella colonizzazione del sistema solare.&lt;br /&gt;Le sue armi furono adottate anche dal mitico esploratore Dan Dare, prima che il collasso dell'impero costringesse i figli di Albione a ripiegare su attività meno rischiose quali il cricket, le bevute al pub e le partite di calcio in tv.&lt;br /&gt;L'esemplare in questione viene dalla demolizione di un vecchio astrocargo, ed è stato trovato nel quadrato ufficiali insieme con altri reperti e documenti d'epoca, andati purtroppo dispersi all'incanto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-9165545896300144217?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/9165545896300144217/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=9165545896300144217' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/9165545896300144217'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/9165545896300144217'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/07/ho-aggiunto-recentemente-un-pezzo.html' title=''/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TEP9PzJZsFI/AAAAAAAAAHg/961lXHLHB9s/s72-c/spacepilotmissilegun.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-2027771882926564281</id><published>2010-06-26T14:35:00.003+02:00</published><updated>2010-12-17T17:55:33.160+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Il romanzo McDonald's</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TCI2Rqt2HzI/AAAAAAAAAHI/hEUdkwJxceQ/s1600/McDonalds_1231348359.png"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486006973242941234" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 242px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TCI2Rqt2HzI/AAAAAAAAAHI/hEUdkwJxceQ/s320/McDonalds_1231348359.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A prescindere dai gusti, il BigMac è comunque un capolavoro dell'industria dell'intrattenimento, prima ancora che di quella alimentare. E' infatti ampiamente provato da molte ricerche socio-culturali come la gran maggioranza dei suoi voraci consumatori non vi si getti sopra per soddisfare il sano istinto della fame: al contrario, la sua funzione più profonda e segreta è proprio quella opposta di stimolare l'appetito anziché placarlo, come ogni droga che si rispetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come funziona? Trattandosi di un prodotto destinato programmaticamente a grandi masse indistinte di consumatori, privi di &lt;em&gt;marker &lt;/em&gt;nazionali, la sua base è costituita da elementi largamente diffusi e conosciuti nel mondo: carne di manzo, pane di grano, verdure in uso in ogni continente. Questo per generare un clima di familiarità e di sapori attesi: il trucco consiste nell'aggiungervi degli "appetizer", degli esaltatori del sapore ottenuti con una miscela di sali, grassi e spezie che ne determinano il risultato finale. E la conseguenza è che ci si alza dal tavolo momentaneamente pacificati, ma indotti in realtà a tornarvi quanto prima per riprovare la stessa dolce gratificazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ben guardare, non è che la letteratura di massa funzioni in modo troppo diverso. Anche qui compaiono sin dalle origini alcune caratteristiche similari: a differenza della scrittura “alta”, dove il testo si pone programmaticamente come un &lt;em&gt;unicum &lt;/em&gt;finale relativo a un determinato complesso di domande esistenziali (quando Proust affronta il tema del rapporto con il passato, o Dostoevskij quello della colpa, o Mann il rapporto tra malattia e creazione estetica, lo fanno intenzionati a “concludere” la riflessione intorno a quei temi, non certo ad aprirla), nel caso della &lt;em&gt;Trivialliteratur &lt;/em&gt;lo scopo dello scrittore non è invece quello di fornire al lettore un insieme di "risposte" intorno a un tema scelto, quanto semmai quello di suscitargli continue "domande", perché il ciclo scrittura-pubblicazione-lettura sia continuamente alimentato e potenzialmente inesauribile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proseguendo nella metafora, insomma, lo scrittore di massa non si pone assolutamente il problema di saziare il suo lettore, ma al contrario di “fidelizzarlo” al suo prodotto, ingenerandogli un desiderio ricorsivo degli stessi sapori.&lt;br /&gt;E la formula è molto simile a quella messa a punto dai maghi californiani della polpetta. Nel caso della letteratura di massa (ossia rivolta a un lettore non specialistico e potenzialmente indifferenziato) alcuni degli &lt;em&gt;appetizer &lt;/em&gt;sono ben noti e scoperti: l'uso di personaggi seriali, il ricorso a situazioni topiche ben note al lettore, l'aggancio a eventi cronachistici che abbiano colpito in epoca recente la sua immaginazione, il far leva sulle paure, sui desideri o semplicemente sulle mode del momento.&lt;br /&gt;Altri, come gli ingredienti segreti del panino, sono più coperti e sfumati: uno per tutti la leva esercitata su alcuni condizionamenti ideologici diffusi nei presumibili utenti, come la vulgata ecologista, la paura della pervasività assoluta delle organizzazioni criminali, l’ineluttabile degenerazione di ogni Potere in Tirannide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque la si pensi, sono ormai più di due secoli che questo scontro tra &lt;em&gt;fast food &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;haute cuisine &lt;/em&gt;va avanti senza esclusione di colpi, e non è detto chi la spunti, alla fine. Personalmente tirerei per Proust, ma se devo essere sincero, anche un bel paninazzo succulento…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-2027771882926564281?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/2027771882926564281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=2027771882926564281' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2027771882926564281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2027771882926564281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/06/il-romanzo-mcdonalds.html' title='Il romanzo McDonald&apos;s'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TCI2Rqt2HzI/AAAAAAAAAHI/hEUdkwJxceQ/s72-c/McDonalds_1231348359.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-8216600710140516863</id><published>2010-06-24T18:06:00.008+02:00</published><updated>2011-02-05T05:30:06.735+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Notizie dallo spazio -  8</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TCOTIVKZjFI/AAAAAAAAAHQ/yodBOigLwmI/s1600/klanettes.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486390542396394578" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 194px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TCOTIVKZjFI/AAAAAAAAAHQ/yodBOigLwmI/s320/klanettes.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo alcuni giorni di preoccupante silenzio, il centro d'ascolto della Western Union in Arizona ha ripreso a ticchettare, captando un nuovo messaggio dei nostri eroi.&lt;br /&gt;Grandi nuove si annunciano! Mettendo a frutto la sua vasta esperienza di scienziato ed esploratore, il colonnello Brady sta redigendo un imponente rapporto sulla caratteristiche fisiche, politiche e sociali del pianeta Marte, che si preannuncia come l'opera definitiva che sgombrerà una volta per tutte il campo da decenni di artata disinformazione.&lt;br /&gt;Sapremo così dei popoli che lo abitano, apprenderemo le meraviglie tecniche della sua enorme canalizzazione, potremo godere delle sue ricchezze artistiche e dei risultati del lavoro dei sui scienziati e filosofi: un intero scrigno di stupefacenti scoperte sta per schiudersi davanti ai nostro occhi!&lt;br /&gt;Nelle more di tanta opera la bella Aurore si è subito impegnata nel terzo settore, aprendo tra l'entusiasmo delle signore marziane la prima sezione femminile transterrestre del KKK.&lt;br /&gt;L'inaugurazione della sede, sita in una delle più eleganti avenue della città di Khandoria, è stata occasione per l'elezione di Miss Klanett, un concorso di bellezza che si avvia sin d'ora a cenfermarsi uno degli appuntamenti mondani più seguiti dell'anno.&lt;br /&gt;Nella circostanza la Monti-Smith ha messo in luce le sue virtù di intrattenitrice, deliziando il numeroso pubblico con la sua grazie e bellezza incomparabili.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-8216600710140516863?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/8216600710140516863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=8216600710140516863' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8216600710140516863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8216600710140516863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/06/notizie-dalla-spazio-8.html' title='Notizie dallo spazio -  8'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TCOTIVKZjFI/AAAAAAAAAHQ/yodBOigLwmI/s72-c/klanettes.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-6139254280014479744</id><published>2010-06-12T16:51:00.019+02:00</published><updated>2010-12-17T17:56:39.919+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sogni e chimere'/><title type='text'>Alla Locanda dell'ammiraglio Benbow.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TBTFlqyhvbI/AAAAAAAAAHA/X1Ku72flRTY/s1600/FU+MANCHU.BMP"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5482223897348783538" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 223px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TBTFlqyhvbI/AAAAAAAAAHA/X1Ku72flRTY/s320/FU+MANCHU.BMP" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Pensa qualcuno che la narrativa di genere sia scaturita pressoché completa dall'opera di Edgar A. Poe, come Minerva armata dalla mente di Giove.&lt;br /&gt;Oppure, cosa che a me appare più probabile, che sia il lungo frutto delle leggende e dei cantari con cui i nostri antenati indoeuropei addolcivano le veglie intorno al fuoco nel corso delle loro migrazioni. Oppure ancora che sia invece diretta erede di quei fogliettoni che a partire dalla rivoluzione industriale hanno coinvolto masse sempre più vaste nel gusto per l'avventura e l'insolito, complici le nuove meraviglie che la scienza moderna andava scoprendo con dovizia.&lt;br /&gt;Sia l'una cosa o l'altra, certo è che nell'eterogeneo mondo del giallo, del nero, dell'orrore, della fantascienza e del fantasy si avverte pur nella diversità di temi e stili una qualche aria di famiglia: il fatto di essere tutti figli di uno stesso desiderio d'avventura.&lt;br /&gt;E a volte mi sorprendo a pensare come sarebbe bello se esistesse davvero da qualche parte una &lt;em&gt;Jamaica Inn&lt;/em&gt;, o una &lt;em&gt;Locanda dell'ammiraglio Benbow&lt;/em&gt;, o magari una &lt;em&gt;Taverna dei Sette Peccati&lt;/em&gt;: un luogo insomma dove tutti gli appassionati di genere, che ne siano scrittori, lettori o semplicemente curiosi, potessero capitare di tanto in tanto per incontrare i loro simili. Così, senza alcun limite o impegno, come si capita talvolta inattesi in casa di amici.&lt;br /&gt;Un astroporto sugli anelli di Saturno sarebbe immagino un progetto troppo ambizioso, ma almeno un caffé da qualche parte? Certo, esistono una marea di siti virtuali, per tutti i gusti e anche troppo affogati da visite e commenti: ma volete mettere il fascino dello spazio e della materia reali? Oltre a quello dei suoni, della vista, e magari gli ineffabili aromi di esotiche bevande come l'immortale &lt;em&gt;Gin-sling &lt;/em&gt;(quattro parti di gin e una di quel che vuoi)?&lt;br /&gt;Penso proprio che dovremmo trovarlo da qualche parte, prima o poi, un luogo di tal sorta dove portare le nostre maschere e pugnali. Magari già esiste, e può anche darsi che vi capitino cose come quelle illustrate nel filmetto che vi accludo (l'improbabile commento in russo aggiunge un tocco esotico alla faccenda).&lt;br /&gt;Ma l'uomo forte non si lascia fermare sulla sua strada da queste piccole sciocchezze, no?&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-181e8f1d00c4789d" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v4.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D181e8f1d00c4789d%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D3F07D3AB06ADB159F331763472CFD71FB6426A1C.1C3C337F05DCF22BED91BF682E1E05226816112A%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D181e8f1d00c4789d%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DFf120w554udk18M-XFLnw0eLViA&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v4.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3D181e8f1d00c4789d%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D3F07D3AB06ADB159F331763472CFD71FB6426A1C.1C3C337F05DCF22BED91BF682E1E05226816112A%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D181e8f1d00c4789d%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DFf120w554udk18M-XFLnw0eLViA&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-6139254280014479744?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/6139254280014479744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=6139254280014479744' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6139254280014479744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6139254280014479744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/06/maschere-e-pugnali.html' title='Alla Locanda dell&apos;ammiraglio Benbow.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TBTFlqyhvbI/AAAAAAAAAHA/X1Ku72flRTY/s72-c/FU+MANCHU.BMP' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-3636273910810492011</id><published>2010-06-11T11:21:00.009+02:00</published><updated>2010-06-11T17:01:05.646+02:00</updated><title type='text'>Commercial - 3</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TBIJvxZgpjI/AAAAAAAAAGo/jI_UsTCpUWU/s1600/seq2.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 206px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TBIJvxZgpjI/AAAAAAAAAGo/jI_UsTCpUWU/s320/seq2.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481454412782151218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Qualche anno fa mi capitò, per una di quelle coincidenze che sono l'essenza stessa della vita (ma che pare invece vadano evitate nelle narrazioni, almeno a sentire gli editor e i maestri di scrittura più avvertiti) di avvicinarmi al mondo colorato dei giocatori d'azzardo. &lt;br /&gt;E soprattutto al settore variegato e pittoresco degli inventori di metodi per vincere al gioco: una strana categoria di sognatori irriducibili, in bilico tra il genialoide e il matto scatenato, animati dal desiderio di dominare le ferree leggi del Caso e piegarle alla loro superiore volontà. &lt;br /&gt;Per qualche motivo queste figure di cercatori dell'impossibile mi hanno sempre attratto: pensavo prima o poi di scriverci qualcosa e il poi è arrivato. Il risultato è &lt;em&gt;La sequenza mirabile&lt;/em&gt;, che uscirà in tutte le librerie il 6 luglio p.m.&lt;br /&gt;Il frate che vedete in copertina in realtà c'entra solo marginalmente con la vicenda, ma evidentemente ha colpito la fantasia dei grafici della Mondadori a tal punto da privilegiarlo sugli altri personaggi: scienziati pazzi, donne misteriose e bellissime, terribili assassini, originali matematici, alchimisti sconclusionati e sulla sfondo anche il divino Gabriele d'Annunzio, in qualche modo tirato dentro nella vicenda. &lt;br /&gt;Insomma una bella compagnia: ma che, per citare la quarta: &lt;em&gt;...non immaginano gli incauti che non è il numero, ma il Male a dominare la sequenza mirabile...&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-3636273910810492011?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/3636273910810492011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=3636273910810492011' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3636273910810492011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3636273910810492011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/06/commercial-3.html' title='Commercial - 3'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TBIJvxZgpjI/AAAAAAAAAGo/jI_UsTCpUWU/s72-c/seq2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-1354067944820007145</id><published>2010-06-05T11:56:00.010+02:00</published><updated>2010-12-17T17:57:26.607+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scorrettezza politica'/><title type='text'>Bomba! - 2</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TAok5nflObI/AAAAAAAAAGg/lwZyKPQXVfQ/s1600/bomba_atomica.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5479232468922218930" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 246px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TAok5nflObI/AAAAAAAAAGg/lwZyKPQXVfQ/s320/bomba_atomica.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Ho appreso da poco che anche il Myanmar vuole dotarsi di un armamento nucleare. Confesso che sulle prime ho avuto qualche difficoltà a sistemare sull'atlante il paese, al di là di una vaga reminiscenza sud-est-asiatica. Ma poi con viva emozione ho ricollegato il nome esotico alla fascinosa Birmania: terra di misteri e di emozioni salgariane quanto mai, a cominciare da quella &lt;em&gt;Città del Re lebbroso&lt;/em&gt;, che se non sbaglio Emilio dispone appunto da quelle parti.&lt;br /&gt;E subito dopo mi è tornata alla mente la marcetta del colonnello Bogey, che dedicò tanti sforzi a edificare un ponte sul fiume Kwai nelle stesse zone: sfido chiunque sia nato nei '50 a non averla fischiettata almeno una volta. Del resto quel ponte di legno e bambù era già allora la dimostrazione che se si vuole si può fare molto, anche con mezzi limitati come pare siano quelli del paese.&lt;br /&gt;L'idea che dopo la bomba capitalista, quella sovietica, quella cino-comunista, la bomba sionista e quella islamica se ne possa avere anche una ispirata alla filosofia buddhista mi intriga: quale miglior prova della duttilità di tale ordigno, ingiustamente calunniato da certa stampa al servizio delle lobbies della dinamite e del fulmicotone?&lt;br /&gt;Per i più giovani accludo un filmato con la musichetta in questione, nel caso vi venisse voglia di sfilare a passo di marcia in qualche jungla.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-263886ab7fc2694f" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" 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href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=1354067944820007145' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1354067944820007145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1354067944820007145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/06/bomba-2.html' title='Bomba! - 2'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TAok5nflObI/AAAAAAAAAGg/lwZyKPQXVfQ/s72-c/bomba_atomica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-8748150794260106650</id><published>2010-06-01T12:02:00.003+02:00</published><updated>2010-06-01T12:13:41.512+02:00</updated><title type='text'>Commercial - 2</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TATcNmrYoXI/AAAAAAAAAGY/elvvYhZji00/s1600/filorasoioprev.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477745173068292466" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TATcNmrYoXI/AAAAAAAAAGY/elvvYhZji00/s320/filorasoioprev.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' appena comparso nelle edicole &lt;em&gt;Sul filo del rasoio&lt;/em&gt;, un Supergiallo Mondadori di tutto rispetto: è una singolare antologia di gialli futuribili, scritture insomma in cui si cerca di coniugare noir, mistero e fantascienza.&lt;br /&gt;Ventidue racconti, e tra questi il mio &lt;em&gt;Malasanità&lt;/em&gt;, in cui si narra di un confronto all'ultimo sangue tra un'invasione aliena e il nostro Servizio Sanitario.&lt;br /&gt;Con esiti del tutto imprevedibili.&lt;br /&gt;Se avete occasione di buttarci un occhio fatemi sapere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-8748150794260106650?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/8748150794260106650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=8748150794260106650' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8748150794260106650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8748150794260106650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/06/commercial-2.html' title='Commercial - 2'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TATcNmrYoXI/AAAAAAAAAGY/elvvYhZji00/s72-c/filorasoioprev.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-8619085490562883293</id><published>2010-05-31T08:30:00.014+02:00</published><updated>2010-12-17T17:58:29.172+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eroi del nostro tempo'/><title type='text'>Bomba!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TANgMEMIHWI/AAAAAAAAAGQ/uklh-PHMRq8/s1600/atomic_explosion_07.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5477327332211957090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 220px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TANgMEMIHWI/AAAAAAAAAGQ/uklh-PHMRq8/s320/atomic_explosion_07.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Pare che il governo russo abbia suggerito a Obama di chiudere la falla sul fondale del golfo del Messico con una carica nucleare.&lt;br /&gt;E sembra che anche loro siano ricorsi allo stesso metodo almeno tre o quattro volte, in analoghe circostanze, con ottimi risultati.&lt;br /&gt;La notizia mi ha confortato, facendomi tornare per un attimo ai dolci ricordi di giovinezza, quando nella calde giornate estive ci si abbronzava allegramente alla luce delle esplosioni atomiche nell'atmosfera.&lt;br /&gt;Giorni indimenticabili, in cui era possibile leggere su &lt;em&gt;Scienza e Vita &lt;/em&gt;del progetto di scavare un nuovo canale di Panama a colpi di bombe H, o di rendere fertile il Sahara facendo fare un giro al Nilo (sempre con lo stesso metodo).&lt;br /&gt;Ahimè, allora si poteva ancora sperare che un giorno la fantasia sarebbe davvero andata al potere!&lt;br /&gt;Vi accludo a seguire una poesia e un filmato sul tema di Gregory Corso, uomo che meglio di tanti altri ha saputo interpretare lo spirito di quei giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;BOMB&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Budger of history Brake of time You Bomb Toy of universe Grandest of all snatched sky I cannot hate you Do I hate the mischievous thunderbolt the jawbone of an ass The bumpy club of One Million B.C. the mace the flail the axe Catapult Da Vinci tomahawk Cochise flintlock Kidd dagger Rathbone Ah and the sad desparate gun of Verlaine Pushkin Dillinger Bogart And hath not St. Michael a burning sword St. George a lance David a sling Bomb you are as cruel as man makes you and you're no crueller than cancer All Man hates you they'd rather die by car-crash lightning drowning Falling off a roof electric-chair heart-attack old age old age O Bomb They'd rather die by anything but you Death's finger is free-lance Not up to man whether you boom or not Death has long since distributed its categorical blue I sing thee Bomb Death's extravagance Death's jubilee Gem of Death's supremest blue The flyer will crash his death will differ with the climbor who'll fall to die by cobra is not to die by bad pork Some die by swamp some by sea and some by the bushy-haired man in the night O there are deaths like witches of Arc Scarey deaths like Boris Karloff... &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-44fa66df3a0bcdb2" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" 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href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=8619085490562883293' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8619085490562883293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8619085490562883293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/bomba.html' title='Bomba!'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/TANgMEMIHWI/AAAAAAAAAGQ/uklh-PHMRq8/s72-c/atomic_explosion_07.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-1409173508308576268</id><published>2010-05-27T18:01:00.010+02:00</published><updated>2010-05-28T18:17:44.510+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Ancora sul cover-up marziano -7</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_6a3at8IYI/AAAAAAAAAGI/7FlklAc3QAg/s1600/Tsar_tank.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5475984473784590722" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_6a3at8IYI/AAAAAAAAAGI/7FlklAc3QAg/s320/Tsar_tank.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho appena ricevuto una straordinaria prova fotografica da parte di un anonimo lettore, che credo valga la pena di mettere subito a vostra disposizione.&lt;br /&gt;L'immagine, anche se di scarsa qualità, mostra abbastanza chiaramente i resti del &lt;em&gt;rover &lt;/em&gt;marziano, con la sua singolare struttura triciclomorfa che tanto inquietò il Wells, al punto da trasformarla nei suoi vaneggiamenti in una terribile macchina da guerra.&lt;br /&gt;Le figure minuscole che vi compaiono sopra sono membri del Genio militare di Sua Maestà, intenti ad ispezionare le caretteristiche del veicolo, in modo forse da trarne qualche insegnamento attraverso un tentativo di retroingegneria dagli esiti incerti.&lt;br /&gt;Non si hanno notizie del destino successivo della macchina, che scomparve repentinamente dal luogo dell'atterraggio. Non escluderei che negli anni successivi, dopo una serie di tentativi di analisi senza risultati, essa possa essere stata smontata in qualche base segreta dell'esercito e quindi avviata per nave in America, con destinazione gli stabilimenti della &lt;em&gt;Holt Manufacturing Company&lt;/em&gt;. Azienda in quel momento più avanzata al mondo nella costruzione di grandi mezzi meccanici semoventi, e l'unica a disporre di tecnici in grado di analizzarne i complessi meccanismi.&lt;br /&gt;Dove comunque non risulta mai arrivata: è quindi probabile che le parti smontate abbiano costituito il misterioso carico segreto del Titanic, che più studiosi sostengono ancor oggi essere all'origine del tragico affondamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-1409173508308576268?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/1409173508308576268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=1409173508308576268' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1409173508308576268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/1409173508308576268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/ancora-sul-cover-up-marziano-7.html' title='Ancora sul cover-up marziano -7'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_6a3at8IYI/AAAAAAAAAGI/7FlklAc3QAg/s72-c/Tsar_tank.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-8647077529866309709</id><published>2010-05-26T11:35:00.011+02:00</published><updated>2010-05-26T15:50:30.159+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Altre straordinarie notizie dai nostri eroi! - 6</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_ztBVum58I/AAAAAAAAAGA/BkMfI3Itf-g/s1600/Paul1_5A.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5475511854243964866" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 220px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_ztBVum58I/AAAAAAAAAGA/BkMfI3Itf-g/s320/Paul1_5A.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La contrale di ascolto nell'Arizona ha ricevuto un nuovo messaggio dal colonnello Montague J. Brady, insieme con alcune immagini del pianeta che gettano ulteriore discredito sul cover-up messo in atto da decenni sulla reale natura di Marte.&lt;br /&gt;L'antiquato ma ancor valido sistema di telegrafia consente infatti di trasmettere anche foto, codificate in segnali Morse e poi pazientemente riassemblate a terra dall'operatore.&lt;br /&gt;Quella che ho messo in apertura del post mostra uno scorcio della città di Khandoria, appena raggiunta dai nostri dopo tre giorni di marcia a dorso di mulo lungo la sponda del Gran Canale. Aurore Monti-Smith e il colonnnello Brady vi compaiono abbigliati nei pittoreschi costumi locali, in un momento di relax nella &lt;em&gt;suite &lt;/em&gt;messa a loro disposizione dalle autorità della città.&lt;br /&gt;Montague ha già avuto una serie di proficui incontri con l'elite scientifica e politica del luogo, da cui sono emersi una serie di sconcertanti particolari.&lt;br /&gt;Sembra infatti che già nel 1898 i marziani compirono un primo tentativo di raggiungere la terra con un dispositivo per certi versi simile all'aeroproietto di Monti: una nave cosmica spinta non dal metano, gas inesistente sul pianeta, ma dal bombastenio, minerale ad alta concentrazione di zolfo e carbonio dalle caratteristiche esplosive molto marcate.&lt;br /&gt;Quella prima spedizione prese terra nelle vicinanze della città di Londra, ma l'impresa venne frustrata da un penoso equivoco culturale intercorso tra l'equipaggio appena sbarcato e un indigeno casualmente presente sul posto.&lt;br /&gt;Questi, un cazzone di inglese vittoriano, un certo H.G. Wells, fraintese in modo grottesco la natura del grosso &lt;em&gt;rover &lt;/em&gt;triciclo che i marziani avevano portato con loro allo scopo di esplorare il terreno e in preda al panico si precipitò a dare l'allarme presso un reggimento d'artiglieria acquartierato nella zona per esercitazioni.&lt;br /&gt;L'ufficiale comandante, già al suo settimo gin-tonic della mattinata, ordinò immediatamente di cannoneggiare gli pseudoaggressori. Purtroppo le coordinate di tiro, elaborate in fretta e furia tra i fumi dell'alcol e comunicate alle batterie per mezzo di sbandieratori egualmente avvinazzati, si rivelarono talmente imprecise da causare la distruzione di numerosi villaggi nella zona intorno, oltre all'affondamento di un'ignara corvetta di Sua Maestà che si trovava a transitare casualmente a poche miglia dalla costa.&lt;br /&gt;Mentre la delegazione marziana riprendeva il volo, sdegnata da una sì incivile accoglienza, per giustificare in qualche modo i danni e le vittime causate da quella sconsiderata reazione le autorità militari non trovarono di meglio che stendere un fantasioso rapporto su una invasione aliena, in realtà mai avvenuta.&lt;br /&gt;Rapporto che fu poi in seguito diffuso a bella posta dal Wells in forma di romanzo popolare, e che ha costituito da allora la base per un'insistita opera di &lt;em&gt;disinformatzia &lt;/em&gt;che prosegue ancor oggi.&lt;br /&gt;Amareggiato da quanto andava apprendendo, il colonnello Brady ha assicurato la propria personale solidarietà agli incolpevoli marziani, riconducendo la causa del tutto alla notoria arroganza delle plutocrazie, mai disposte ad ammettere i propri errori e pronte a qualunque sotterfugio pur di salvare la faccia.&lt;br /&gt;Non contento di ciò ha poi messo a disposizione delle autorità della città la sua esperienza di trasvolatore e di combattente, per tentare di riscattare in qualche modo il buon nome terrestre e dimostrare come gli abitanti del nostro pianeta non siano assolutamente tutti uguali, anzi.&lt;br /&gt;Ma su questo promette altri particolari in seguito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-8647077529866309709?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/8647077529866309709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=8647077529866309709' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8647077529866309709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8647077529866309709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/altre-straordinarie-notizie-dai-nostri.html' title='Altre straordinarie notizie dai nostri eroi! - 6'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_ztBVum58I/AAAAAAAAAGA/BkMfI3Itf-g/s72-c/Paul1_5A.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-7205036148296787199</id><published>2010-05-25T16:36:00.003+02:00</published><updated>2010-05-25T17:39:59.574+02:00</updated><title type='text'>Commercial</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_vir5XluII/AAAAAAAAAF4/BNI9Gpk7_Y0/s1600/seven.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_vir5XluII/AAAAAAAAAF4/BNI9Gpk7_Y0/s320/seven.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5475219015760984194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' arrivata in tutte le librerie (spero) una corposa antologia edita da Piemme: SEVEN &lt;em&gt;- 21 storie di peccato e paura&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Ventuno autori di narrativa gialla, thriller, noir o come volete chiamarla si sono abbandonati a trattare tra i sette il loro vizio/peccato preferito: ne è venuta fuori una triplice architettura che si avvita nel nero dell'anima scendendo sempre più a fondo a ogni pagina.&lt;br /&gt;Io per me ho scelto di narrare l'&lt;em&gt;Accidia&lt;/em&gt;: forse il più incerto e aereo dei peccati, una specie di merletto veneziano in cui è il vuoto e l'assenza a determinare la forma, più che non il poco pieno della trama.&lt;br /&gt;Una notte tormentata, un risveglio inatteso, e poi il crescendo del Male su per i monti della Tolfa.&lt;br /&gt;Come fa a esserci il male sui monti della Tolfa, direte? Eppure è proprio così, se uno guarda bene...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-7205036148296787199?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/7205036148296787199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=7205036148296787199' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/7205036148296787199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/7205036148296787199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/commercial.html' title='Commercial'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_vir5XluII/AAAAAAAAAF4/BNI9Gpk7_Y0/s72-c/seven.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-4256493841946296160</id><published>2010-05-24T17:21:00.003+02:00</published><updated>2010-12-17T17:59:05.716+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Trivialliterature - 2</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_qXfkQOpvI/AAAAAAAAAFw/t61sQ__tV6U/s1600/dr_mabuse_2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474854865585743602" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 238px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_qXfkQOpvI/AAAAAAAAAFw/t61sQ__tV6U/s320/dr_mabuse_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Un altro elemento che a mio avviso occorre prendere in considerazione nella interminabile disfida tra letteratura alta e bassa è sicuramente il fattore tempo. E' proprio questo infatti che genera spesso una falsa percezione di ciò che è colto e popolare, ed è proprio lui a determinare lo scorrimento di singole opere dall'uno all'altro campo. Oggi nessuno considererebbe l'Iliade o l'Odissea esempi di letteratura popolare, alla stregua che so di un Ponson du Terrail o di un Norbert Jacques, né si sognerebbe di accostare la Divina Commedia alla &lt;em&gt;Locomotiva &lt;/em&gt;di Guccini: eppure nella Grecia classica la letteratura alta era quella dei poemi eziologici, o le dissertazioni in versi sulla natura di Empedocle e Pitagora, mentre i cantari omerici o pesudo tali erano affidati agli artisti di strada del tempo, che li intonavano nelle case patrizie e poi nelle strade a scopo di puro intrattenimento. E infatti di quelle storie ne circolavano e decine, e quelle che sono arrivate fino a noi erano certo le più diffuse, ma non per questo necessariamente le migliori.&lt;br /&gt;Persino la Commedia ai suoi tempi fu stimata "troppo popolare" per i palati fini, né Dante fu mai chiamato a insegnare in alcuna università. Diamo quindi tempo al tempo, mettiamoci in mezzo qualche millennio di travagli, un centinaio di guerre, la distruzione di archivi e biblioteche e ci sono ottime possibilità che nelle scuole del XXX secolo i fanciulli si addottrinino sulle vicende di Batman, se come è facile che sia la &lt;em&gt;Critica della Ragion pura &lt;/em&gt;si smarrisse tra le pieghe degli eventi.&lt;br /&gt;Da parte mia mi piacerebbe che si salvasse dalla castrofe &lt;em&gt;Sway &lt;/em&gt;nella versione di Dean Martin, che accludo al post. Senza un motivo particolare, così solo per far rabbia ai parrucconi.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-5b77cf3daf2bb637" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v16.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D5b77cf3daf2bb637%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D56D8A90928F7DD681F91783EA45DCC5EE53665A8.3EAA16A463F649F844BF5B6BFCCE5E9905B7EB3D%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D5b77cf3daf2bb637%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Dl41bH7lGfehWYi64Nvcc4kELpms&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v16.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D5b77cf3daf2bb637%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D56D8A90928F7DD681F91783EA45DCC5EE53665A8.3EAA16A463F649F844BF5B6BFCCE5E9905B7EB3D%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D5b77cf3daf2bb637%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Dl41bH7lGfehWYi64Nvcc4kELpms&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-4256493841946296160?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/4256493841946296160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=4256493841946296160' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/4256493841946296160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/4256493841946296160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/trivialliterature-2.html' title='Trivialliterature - 2'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_qXfkQOpvI/AAAAAAAAAFw/t61sQ__tV6U/s72-c/dr_mabuse_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-2328152206825119889</id><published>2010-05-23T12:15:00.011+02:00</published><updated>2010-05-31T10:28:27.073+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Ultime notizie dallo spazio! - 5</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_lArCAT9QI/AAAAAAAAAFo/a8ocCAtYl-o/s1600/bandiera.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_lArCAT9QI/AAAAAAAAAFo/a8ocCAtYl-o/s320/bandiera.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474477930062279938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dopo alcuni giorni di silenzio, dovuti all'immensità dello spazio attraversato dall' aeroproietto, il telegrafo nel posto d'ascolto della Western Union nel deserto dell'Arizona ha ricominciato a ticchettare, comunicando al mondo la grande notizia: alle 12,15 del 22 maggio 2010, ora siderale, i nostri due ardimentosi hanno raggiunto Marte!&lt;br /&gt;Dando fondo alle ultime riserve di metano, con una manovra spericolata appresa alla scuola delle &lt;em&gt;Flying Tigers &lt;/em&gt;il colonnello Brady ha rivolto verso il pianeta i getti del propulsore, rallentando la velocità di caduta fino ad ammartare con perizia sulla sponda sinistra del Gran Canale, una meravigliosa opera di ingegneria che corre lungo tutta la superficie di Marte da nord a sud, convogliando verso le fertili ma aride praterie della zona equatoriale le fresche acque delle calotte polari.&lt;br /&gt;Non appena i roventi gas di scarico si sono dissipati nella frizzante e leggera atmosfera marziana, aperto il portello e liberata la scaletta il colonnello ha cavallerescamente ceduto il passo alla sua compagna: Aurore Monti-Smith è stata quindi la prima terrestre a calcare le sabbie di Marte, imprimendo con grazia l'impronta del suo piedino calzato Prada alla base della scaletta. Un segno che, stante l'atmosfera rarefatta, resterà probailmente per secoli a rimarcare sia la memoria del glorioso evento che la superiorità del made in Italy in tutto il sistema solare.&lt;br /&gt;Ha quindi preso possesso del pianeta in nome della Confederazione, piantandovi la bandiera con tanto di &lt;em&gt;stars &amp; bars &lt;/em&gt;ricamate dalle sue stesse mani, tra l'entusiamo di un gruppo di operai marziani di una vicina stazione di pompaggio, accorsi in massa attirati dal rombo dell'astronave. Dopo di lei è stato il turno del colonnello di pronunciare rapide ma solenni parole di circostanza, al cui termine Montague ha intonato con la sua voce possente &lt;em&gt;Rawhide&lt;/em&gt;, canzone che contende a &lt;em&gt;Dixie &lt;/em&gt;il titolo di inno della Confederazione, scatenando il delirio della piccola folla che lo ha subito acclamato come il miglior cantante country di ogni tempo.&lt;br /&gt;Purtroppo il sistema di comunicazione ci impedisce di ricevere suoni da Marte: il mio amico americano mi ha comunque inviato una registrazione effettuata dal colonnello in occasione di uno dei numerosi rodei cui si dedicava nel tempo libero, che accludo al post per chi volesse farsi un'idea delle virtù canore dello stesso.&lt;br /&gt;Dopo questa prima sobria cerimonia è subito partita una comunicazione dell'evento verso la città di Khandoria, la capitale del distretto che dista dalla stazione di pompaggio un centinaio di miglia marziane, e al momento i nostri si stanno muovendo in quella direzione, a dorso di una coppia di muli marziani messi a loro disposizione dalla generosità degli indigeni.&lt;br /&gt;Prima però hanno smontato dall'aeroproietto il sistema telegrafico, che trasportano con loro allo scopo di inviare quanto prima alla terra ulteriori notizie della loro straordinaria avventura.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-9862bfaf751ffc09" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v10.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D9862bfaf751ffc09%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D58D9D3BB832A464B0EEACFA9C8CB25758AC765B1.9AAA935C334F8FCC706272B5E58F5EC894065A6%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D9862bfaf751ffc09%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DRddNzMDUgWfJPbHuk9nR78ZcmmY&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v10.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D9862bfaf751ffc09%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D58D9D3BB832A464B0EEACFA9C8CB25758AC765B1.9AAA935C334F8FCC706272B5E58F5EC894065A6%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D9862bfaf751ffc09%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DRddNzMDUgWfJPbHuk9nR78ZcmmY&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-2328152206825119889?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/2328152206825119889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=2328152206825119889' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2328152206825119889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2328152206825119889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/ultime-notizie-dallo-spazio-5.html' title='Ultime notizie dallo spazio! - 5'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_lArCAT9QI/AAAAAAAAAFo/a8ocCAtYl-o/s72-c/bandiera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-5814658252079765334</id><published>2010-05-19T11:31:00.003+02:00</published><updated>2010-12-17T17:59:48.228+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='civiltà'/><title type='text'>Civiltà del luogo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_O0CmsxnOI/AAAAAAAAAFg/kFVrcUPuGus/s1600/giocat24.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472915929026370786" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 209px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_O0CmsxnOI/AAAAAAAAAFg/kFVrcUPuGus/s320/giocat24.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Discutevo con alcuni amici l'altro giorno, sui criteri da adottare in caso di trasferimenti in zone sconosciute.&lt;br /&gt;Se devo prender casa in una nuova città, o anche soltanto in un quartiere diverso, come faccio a capire che cosa mi aspetta? C'è un termometro, un indicatore della civiltà cui far ricorso?&lt;br /&gt;I pareri erano diversi, quasi tutti improntati a una certa saggezza economicista. C'era chi sosteneva di andare a guardare le file alla ASL locale, chi di verificare l'esistenza in loco di librerie, chi la pulizia delle strade, i rumori, la rete dei mezzi pubblici. Chi più cinico consigliava prima di attendarsi di controllare l'esistenza di accattoni, posteggiatori, manutengoli vari.&lt;br /&gt;Un amico raffinato vinattiere consigliava di scansare come la peste strade infestate da kebaberie, lavanderie cinesi e internet point. Un altro più metafisico faceva riferimento a teatri e sale da concerto, musei.&lt;br /&gt;Io al riguardo nutro una certezza assoluta: la civiltà di un popolo, e quindi del luogo dallo stesso abitato, è segnata dai negozi di giocattoli.&lt;br /&gt;Non serve andare a scomodare Huizinga: l'amore per i giocattoli è quello che distingue l'uomo dalla belva. Diffidate di quei territori in cui non si apra almeno una vetrina piena di bambole, automobiline e Pinocchi. Là intorno circolano soltanto lupi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-5814658252079765334?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/5814658252079765334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=5814658252079765334' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5814658252079765334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5814658252079765334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/civilta-del-luogo.html' title='Civiltà del luogo.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S_O0CmsxnOI/AAAAAAAAAFg/kFVrcUPuGus/s72-c/giocat24.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-2845058579220370214</id><published>2010-05-13T19:30:00.007+02:00</published><updated>2010-12-17T18:00:20.981+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Due parole su Emilio Salgari</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-xdEwsfz9I/AAAAAAAAAFY/_QpG3NJJfyQ/s1600/salgari.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470849983720706002" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-xdEwsfz9I/AAAAAAAAAFY/_QpG3NJJfyQ/s320/salgari.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non credo esista un solo scrittore italiano di genere, che abbia appena oltrepassato la quarantina, che non sia in qualche modo in debito con Emilio Salgari.&lt;br /&gt;E non parlo assolutamente di temi rubacchiati al Nostro, o di stilemi strutturali o linguistici: anzi, a cercare in giro, sembrerebbe al contrario che da questo punto di vista l’opera del veronese sia vittima di una grande rimozione collettiva. Difficile trovare un riferimento a lui negli infiniti convegni, presentazioni, incontri che nella penisola abbondano intorno al tema del mistero, del giallo o dell’avventura. Persino della fantascienza, alla cui nascita in Italia Salgari dette pure un non piccolo contributo.&lt;br /&gt;Questo sarà forse legato a una nostra costante debolezza esterofila, che anche in questo caso ci porta a magnificare tanta produzione narrativa ben più modesta, per il solo fatto di venire magari d’oltre oceano. E certo le trame del Nostro, affrontate con un piglio risorgimentale e una lingua spesso troppo condizionata dall’ibrido di una mélange tra verismo e dannunzianesimo, forse non offrono più molti spunti alla contemporaneità. No, il debito di cui parlo è qualcosa di più profondo, simile a quell’imprinting che Konrad Lorenz scoprì nelle sue ochette. Un segno che rimane dentro, e che trasforma un’esperienza in una costante del comportamento negli anni a venire.&lt;br /&gt;È questo l’imprinting che Salgari ha realizzato in ciascuno di noi, la sua eredità più preziosa. È il desiderio di narrare. E, soprattutto, di narrare al di fuori di un qualunque schema giustificazionista. Salgari ci ha insegnato il piacere profondo dell’avventura come nuova e imprevista categoria dello spirito, oltre quelle canoniche: l’avventura esiste perché esiste la vita. Ed è un’eredità che ci portiamo dentro come un tesoro segreto, senza parlarne troppo in giro.&lt;br /&gt;Perché in giro, appunto, non se ne parla poi molto. Ma a ben vedere non è poi così misteriosa la causa della scomparsa di Salgari dal nostro orizzonte degli eventi. Il problema è che la sua weltanshaung non è riconducibile a nessuna delle scuole di pensiero che si sono diviso il campo in Italia nel corso del 900.&lt;br /&gt;Sicuramente non piaceva ai cattolici, con quel suo mondo disertato dal sacro, in cui la religione è presente solo nelle forme esotiche del fanatismo o della cecità bruta. Con i suoi eroi passionali, lacerati dai contrasti di un immanentismo spesso disperato, cinici, inclini alla violenza. In cui la solidarietà è presente solo nelle forme del bund germanico, il cameratismo d’armi che accetta la debolezza e la soccorre, ma solo all’interno della lotta e che respinge la viltà come un vulnus inaccettabile. Non piaceva per la lussuria dei suoi eroi, costante ed esaltata nonostante tenui sfumature di linguaggio, per l’ossessivo insistere sulla coppia amore e morte, svincolata da ogni istanza riproduttiva.&lt;br /&gt;Non piaceva ai marxisti, con quel suo paternalismo superficiale nei confronti delle masse, appena temperato da un revanscismo anticoloniale di maniera, per di più a senso unico contro l’Impero inglese. Ma così, più una sorta di idiosincrasia personale che una convinzione ideologica. In Salgari non c’è la denuncia del colonialismo, solo quella di colonialisti cattivi. Ma è tutto il suo orrore invece che traspare violento, non appena in una sua storia appare uno squarcio di popoli non europei abbandonati a se stessi.&lt;br /&gt;Non piaceva per la totale assenza dal suo panorama del mondo del lavoro, in ogni sua forma. Non piaceva per l’idea della lotta e della guerra, se non pure come nicciano come valore in sé, certamente come mezzo di soluzione dei conflitti internazionali, in chiaro spregio al pacifismo della nostra futura costituzione. Non piaceva soprattutto il suo totale disinteresse per l’idea stessa di classe e per l’abbandono fiducioso e disperato all’idea che ciascuno è fabbro del proprio destino. In Salgari raramente l’unione fa la forza: è la forza che semmai cementa l’unione.&lt;br /&gt;Non piaceva ai liberali, per il suo totale disprezzo nei confronti dell’&lt;em&gt;homo oeconomicus&lt;/em&gt; e dei valori che questa categoria reca con sé, per la feroce sottovalutazione dell’accoppiata sviluppo economico-sviluppo etico e sociale. Non piaceva per il suo amore per le differenze, che se fosse vissuto oggi lo avrebbe visto sicuramente tra i campioni del no-global più intemerato. C’è in Salgari una concezione delle cose assolutamente pre-industriale: il profitto è per lui non un fine ma un mezzo, anzi verrebbe da dire una sorta di meta puramente psicologica. Da perseguire con lo stesso spirito con cui il gentleman rincorre un record sportivo. Per lui il denaro è ancora tesoro, mai capitale. L’oro è brama e sfolgorio, mai strumento di alienazione.&lt;br /&gt;Non piacque paradossalmente nemmeno alla pedagogia fascista, che pure avrebbe dovuto trovare nei suoi proto-balilla, muscolari e arditissimi, una linfa preziosa nella costruzione dell’uomo nuovo che il regime si riprometteva. Ma c’era l’anarchismo di fondo del Nostro, anche troppo evidente in quella sua continua esaltazione dell’azione individuale e nella glorificazione di quegli eserciti senza stato che sono i suoi tigrotti, i suoi pirati, i suoi regni di fantasia. Niente di più lontano dall’idea di stato etico di gentiliana memoria, troppo è diversa il popolo di Mompracem dalla comunità nazionale vagheggiata dal regime.&lt;br /&gt;Il mondo di Salgari è un mondo di eroi disordinati. Di squadristi, al limite. Ma senza squadracce. Una maggiore sintonia si sarebbe potuta trovare nella sessualità solare e vorace dei suoi eroi, ma c’era il fatto degli accoppiamenti interrazziali, troppo scandalosi per poter essere accettati in un’Italia che si avviava al suo piccolo colonialismo. Che sarà pure stato straccione, come disse Churchill, ma che proprio per questo aveva semmai bisogno di distinzioni precise nella sua fase aurorale.&lt;br /&gt;E certo non piaceva al mondo della scuola, sostanzialmente ancora dominato dal modello manzoniano declinato in tutte le possibili variazioni del bello scrivere. Salgari, con il suo stile ellittico, fluorescente ma anche affastellato, con la sua sintassi sbrigativa e il suo lessico post romantico lontano sia dalla flessuosità crepuscolare che dalla semplicità strapaesana, non era certo un modello da proporre ai giovani. I suoi non erano nemmeno fumetti, da ricondurre in qualche modo alla tranquillizzante palude della cultura di massa. Erano… erano un’altra cosa.&lt;br /&gt;Insomma non piaceva a nessuno. Tranne che ai suoi lettori. Che in fondo erano un po’ come lui: inquieti, fantasiosi, scomodi. E quelli se lo sono portato appresso, anche senza saperlo. Prendete un qualunque giallo, o noir, o avventura scritta in Italia negli ultimi cinquanta anni. Non ci troverete né tigrotti, né corsari, né sovrane d’oriente. Ma appoggiate una pagina di uno qualunque di questi libri contro la finestra, e osservate la filigrana: come in una lanterna magica apparirà un tumulto di corpi e di emozioni, duelli e arrembaggi, passioni violente e disperazioni abissali. Soprattutto apparirà una chiave narrativa singolare, l’idea di una narrazione come punto di equilibrio tra istanza morale e nichilismo assoluto, che ritorna puntuale in tante opere della contemporaneità.&lt;br /&gt;Forse un giorno ci libereremo di lui: scomparirà come la Tonante tra le nebbie di infiniti e inutili blog, arenata tra le secche di una fiction povera e ripetitiva. Un piccolo, triste crepuscolo degli dei, celebrato dal lugubre suono del ramsinga. Saremo tutti un po’ più poveri, e più infelici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-2845058579220370214?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/2845058579220370214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=2845058579220370214' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2845058579220370214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2845058579220370214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/due-parole-su-emilio-salgari.html' title='Due parole su Emilio Salgari'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-xdEwsfz9I/AAAAAAAAAFY/_QpG3NJJfyQ/s72-c/salgari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-6085192609618141621</id><published>2010-05-11T17:35:00.007+02:00</published><updated>2010-12-17T18:00:49.051+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='armeria'/><title type='text'>Apollo Ray Gun.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-l-mwdtomI/AAAAAAAAAEs/5NMZ4gcSgB4/s1600/apollo+raygun.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5470042426727834210" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-l-mwdtomI/AAAAAAAAAEs/5NMZ4gcSgB4/s320/apollo+raygun.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Grazie a un inatteso colpo di fortuna sono appena entrato in possesso di un raro esemplare di Apollo, la cui assenza dalle mie panoplie arrecava un grave vulnus alla completezza della raccolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costruita dalla Yonezewa come arma da fianco per le truppe coloniali, fu adottata tra molte polemiche dalla spedizione Bernulli nelle paludi arturiane. Sopravvive ormai in pochissimi esemplari, molto difficili da reperire anche sul mercato clandestino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo a seguito dell'esito disgraziato dell'impresa: a oggi non esiste alcuna notizia precisa sul destino dell'infelice colonnello e dei suoi uomini, spariti tra i mefitici vapori del padule ormai da più di cinquanta anni. E trascinando nella rovina tutto il loro equipaggiamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'arma non denuncia però affatto la sua età: caratterizzata da una soluzione all'avanguardia per i suoi tempi, la cella al trizio rotante, se la caverebbe egregiamente anche in un conflitto dei nostri giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unico suo limite un certo ritardo nella risposta tra l'azione sul grilletto e l'emissione del raggio fotonico, dovuto alla necessità che la cella rotante raggiunga il regime desiderato per l'emissione della carica atomica.&lt;br /&gt;Anche il peso non indifferente la rende senz'altro più adatta come arma d'assedio, che non per un rapido corpo a corpo in qualche taverna d'astroporto. In quel caso il professionista preferirebbe senz'altro una più moderna Rocket Patrol, se non addirittura una Pyrotomic.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Apollo resta comunque una splendida testimonianza della sua epoca, e dello spirito avventuroso di tanti pionieri che si immolarono nello spazio ignoto stringendola in pugno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-6085192609618141621?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/6085192609618141621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=6085192609618141621' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6085192609618141621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6085192609618141621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/apollo-ray-gun.html' title='Apollo Ray Gun.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-l-mwdtomI/AAAAAAAAAEs/5NMZ4gcSgB4/s72-c/apollo+raygun.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-7328065644206272794</id><published>2010-05-10T11:34:00.006+02:00</published><updated>2010-12-17T18:01:50.332+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sogni e chimere'/><title type='text'>La potenza delle tenebre.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-hEb1-kt-I/AAAAAAAAAEk/AsuvZ0sOyvs/s1600/dorado5.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469696992578156514" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-hEb1-kt-I/AAAAAAAAAEk/AsuvZ0sOyvs/s320/dorado5.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'è una cosa che mi ha sempre colpito, riflettendo sulle vicende della storia umana: il grande potere fascinatorio delle convinzioni errate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colombo è convinto che il diametro della terra sia molto più corto della realtà, se ne va in cerca delle Isole Felici e dell'ancor più favoloso Cipango e per fortuna che c'è l'America di mezzo, altrimenti sarebbe finito tra gonnellini di banane e ukulele ad attendere il Bounty qualche secolo dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francisco de Coronado sente parlare delle sette magiche città di Cibola, si convince che esistano davvero e trascina una banda di &lt;em&gt;desesperados &lt;/em&gt;per i peggiori deserti dell'America alla loro ricerca, perdendoseli per strada. Ponce de Leon, convinto che da qualche parte degli spaventosi acquitrini della Florida sgorghi la fontana della giovinezza, li percorre in lungo e in largo fino a rimediare una freccia fatale dai selvaggi locali, infastiditi da tanto scocciatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francisco de Orellana, convinto che nella foresta amazzonica si celi la mitica El Dorado, ci si immerge senza ritegno, accoppando e torturando chiunque trovi per strada in cerca di dritte sulla mitica città lastricata d'oro. Braccato stretto da un altro pazzoide, tal Miguel de Aguirre, preso dalla stessa idea e che passerà alla storia soprattutto grazie allo splendido film di Herzog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra tanti cercatori di meraviglie pare alla fine che i soli a cavare un ragno dal buco siano stati i soliti Nazi, col loro efficientismo teutonico: nel '45 un U-boat in fuga avrebbero perigliosamente risalito l'Orinoco, raggiungendo appunto l'El Dorado, almeno secondo quello che racconta un certo Karl Brugger, che disse di avere informazioni di prima mano al riguardo. Sto approfondendo la questione, e se scopro qualcosa di più preciso mi affretterò a relazionare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-7328065644206272794?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/7328065644206272794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=7328065644206272794' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/7328065644206272794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/7328065644206272794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/la-potenza-delle-tenebre.html' title='La potenza delle tenebre.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-hEb1-kt-I/AAAAAAAAAEk/AsuvZ0sOyvs/s72-c/dorado5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-3693372736433866431</id><published>2010-05-09T15:30:00.004+02:00</published><updated>2010-05-09T16:06:25.142+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Svelato il cover-up della Nasa! - 4</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-a7qcV2nwI/AAAAAAAAAEc/CTrjwJe4wxw/s1600/11754Schiapar+-2.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469265135324798722" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-a7qcV2nwI/AAAAAAAAAEc/CTrjwJe4wxw/s320/11754Schiapar+-2.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il mio amico americano mi ha appena girato un'immagine ricevuta dall'ufficio della Western Union che si è assunto l'incarico di decrittare i messaggi dallo spazio. Pare che l'antiquato sistema radiotelegrafico stia facendo magnificamente il suo dovere, riuscendo anche a trasmettere immagini del pianeta in avvicinamento.&lt;br /&gt;Per la prima volta abbiamo la possibilità di vedere Marte come è veramente, al di là della spessa cortina di disinformazione stesa dalle autorità federali.&lt;br /&gt;Come individuato a suo tempo da Schiaparelli e da Lowell, la superficie del pianeta rosso sembra percorsa da una articolata serie di canali, troppo regolari per non essere opera di una qualche razza intelligente e operosa.&lt;br /&gt;La rete di canali frammenta il territorio in numerose regioni, su cui compaiono apparentemente dei nomi armoniosi perfettamente leggibili anche a grande distanza.&lt;br /&gt;E' opinione di Montague che tali scritte siano state realizzate dai Marziani con delle grandi fioriere, allo scopo di segnalare ad eventuali visitatori dallo spazio la situazione catastale del pianeta.&lt;br /&gt;Questo probabilmente allo scopo di scoraggiare barbari tentativi coloniali, all'insegna  del famigerato &lt;em&gt;res nullius primo occupanti&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Gli strumenti ottici in dotazione all'aeroproietto non consentono ancora di poter entrare nei dettagli del pianeta, e tutti restano in trepida attesa di ulteriori comunicazioni dei nostri ardimentosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-3693372736433866431?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/3693372736433866431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=3693372736433866431' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3693372736433866431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3693372736433866431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/svelato-il-cover-up-della-nasa-4.html' title='Svelato il cover-up della Nasa! - 4'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-a7qcV2nwI/AAAAAAAAAEc/CTrjwJe4wxw/s72-c/11754Schiapar+-2.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-55005110110690453</id><published>2010-05-06T11:10:00.012+02:00</published><updated>2010-05-07T16:44:08.379+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Verso l'orbita lunare. - 3</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-KWH3e94HI/AAAAAAAAAEU/d3CY9ra3ddU/s1600/Battlestation_Midway_pin_up_1_by_henning.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468097959478288498" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 226px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-KWH3e94HI/AAAAAAAAAEU/d3CY9ra3ddU/s320/Battlestation_Midway_pin_up_1_by_henning.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-KWAqiHHOI/AAAAAAAAAEM/78WFcw4RGPY/s1600/kkk+dragone.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468097835742731490" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-KWAqiHHOI/AAAAAAAAAEM/78WFcw4RGPY/s320/kkk+dragone.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cominciano ad arrivare notizie da parte dei due eroici trasvolatori siderali. Purtroppo il sistema di trasmissione dell'aeroproietto, disegnato anch'esso da Monti, è molto &lt;em&gt;vintage&lt;/em&gt;, e trasmette in telegrafia Morse. Per cui i messaggi richiedono un po' di tempo per essere decrittati da parte del pensionato della Western Union che si è offerto volontario per lo scopo.&lt;br /&gt;Intanto sono venuto a conoscenza di qualche altro particolare biografico dei due, tra cui un'immagine giovanile di Montague J. Brady, ritratto durante la sua partecipazione a un convegno tenutosi nell'87 a Memphis: il nostro è il terzo in alto da sinistra, riconoscibilissimo per lo sguardo magnetico che emana da sotto il costume sociale.&lt;br /&gt;Il mio corrispondente americano mi ha inviato anche un poster per il quale posò a suo tempo la nonna di Aurore Monti-Smith, la signora Adelina Monti, a sostegno della campagna di arruolamento di piloti freelance per il &lt;em&gt;Flying Tigers Group &lt;/em&gt;del colonnello Chennault sul fronte del Pacifico. Questo a riprova dello storico coinvolgimento della famiglia Monti nelle vicende americane, e del suo comprovato patriottismo nonostante la non proprio lineare discendenza WASP. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-55005110110690453?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/55005110110690453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=55005110110690453' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/55005110110690453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/55005110110690453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/verso-lorbita-lunare.html' title='Verso l&apos;orbita lunare. - 3'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S-KWH3e94HI/AAAAAAAAAEU/d3CY9ra3ddU/s72-c/Battlestation_Midway_pin_up_1_by_henning.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-3667281388303278084</id><published>2010-05-02T17:39:00.007+02:00</published><updated>2010-12-17T18:02:22.489+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>In memoria di Jiri Orten.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S92sf4ZgWFI/AAAAAAAAADk/DuzVeOr_N0w/s1600/Jiri_Orten.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5466715186412935250" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 256px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S92sf4ZgWFI/AAAAAAAAADk/DuzVeOr_N0w/s320/Jiri_Orten.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non so se capiti anche a voi, ma a me periodicamente succede questo: dal fondo della memoria riemergono persone, fatti e soprattutto parole, senza che apparentemente vi sia nessuna &lt;em&gt;madelaine &lt;/em&gt;a evocarle.&lt;br /&gt;E sono sempre le stesse. Possono passare anni, ma prima o poi implacabilmente, come il ritorno di una cometa dal buio dello spazio, all'improvviso si ripresentano.&lt;br /&gt;Questa volta sono i versi di un poeta che scoprii durante gli anni universitari. Ero passato in biblioteca, aspettando una lezione pomeridiana, e mi capitò tra le mani uno di quei libretti bianchi di poesia della Einaudi.&lt;br /&gt;Il nome, Jiri Orten, non mi diceva nulla. Presi a sfogliarlo soltanto per via del traduttore, Giovanni Giudici, che allora mi sembrava e mi sembra tuttora uno dei più grandi poeti dell'altro secolo.&lt;br /&gt;Andai avanti, pagina dopo pagina, senza eccessivo entusiasmo: allora ero affascinato dalle crollanti architetture di Eliot e di Pound, e quanto ai nostri non facevo che rileggere Montale e Sanguineti (senza sapere che si detestassero, anzi a me parevano l'uno lo sviluppo logico dell'altro, ma non dovevo avere le idee chiare).&lt;br /&gt;Invece gli echi rilkiani di Orten mi sembravano datati, e anche i suoi richiami a Rimbaud troppo crepuscolari.&lt;br /&gt;E poi volto ancora una pagina, e trovo la &lt;em&gt;Settima Elegia&lt;/em&gt;. E resto folgorato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Vi scrivo, Karina, e non so se siete viva,&lt;br /&gt;se già non siete dove non più esiste desiderio,&lt;br /&gt;se nel frattempo è finita la vostra rischiosa età.&lt;br /&gt;Siete morta? Chiedete alla vostra pietra di farsi lieve,&lt;br /&gt;chiedete alle rose, signora, di appassire..."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo molto tempo dopo e grazie a Internet ho scoperto come suonavano nell'originale i versi, a cominciare dal primo: &lt;em&gt;"Píši vám, Karino, a nevím, zda jste živa..."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E senza sapere una parola di Ceco ho cercato più volte di sentirle nella mente, in una pronucia probabilmente immaginaria, fino alla chiusa altrettanto straodinaria:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"...e da Dio abbandonato, e abbandonando Dio,&lt;br /&gt;vi scrivo, Karina, e non so se sono vivo..."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;...vám, Karino, a nevím, zda jsem živ... &lt;/em&gt;perché mi ricordo di te, Jiri? Un uomo che non ho mai conosciuto, che forse nemmeno avrei notato, se ti avessi incontrato in una strada intristita della tua Praga occupata. Una città che non ho mai visto, che immagino soltanto attraverso il racconto di Ripellino, e le sequenze di &lt;em&gt;Delitti e segreti&lt;/em&gt;, il film di Soderbergh su Kafka?&lt;br /&gt;Cos'hanno veramente di magico le tue dannate parole, non lei? Perché non riesco a dimenticarle?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-3667281388303278084?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/3667281388303278084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=3667281388303278084' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3667281388303278084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3667281388303278084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/05/in-memoria-di-jiri-orten.html' title='In memoria di Jiri Orten.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S92sf4ZgWFI/AAAAAAAAADk/DuzVeOr_N0w/s72-c/Jiri_Orten.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-9158277856608772247</id><published>2010-04-30T19:21:00.029+02:00</published><updated>2010-12-23T18:46:46.826+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Partiti! - 2</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9siL2ZyHJI/AAAAAAAAADc/ZNp4sa21o0A/s1600/razzo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5466000159721790610" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 256px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9siL2ZyHJI/AAAAAAAAADc/ZNp4sa21o0A/s320/razzo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio amico americano mi segnala l'inizio dell'ardita impresa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un clima di festa popolare, arricchita da grandi barbeque e musica country, ieri notte alle 23,45 ora dell'Arizona la navicella si è avviata ruggendo verso gli spazi siderali.&lt;br /&gt;Ai suoi comandi il texano Montague J. Brady, colonnello pilota dell'Aviazione Confederata (chi volesse notizie ulteriori su questa meritoria istituzione può trovarle qui: &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Commemorative_Air_Force"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/Commemorative_Air_Force&lt;/a&gt; )&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eroe delle due guerre del Golfo, e già vice Gran Dragone del Ku Klux Klan della città di Dallas, Montague ha messo a disposizione con entusiasmo la sua esperienza di trasvolatore e di &lt;em&gt;recordman&lt;/em&gt;, acquisita in innumerevoli sfide nei cinque continenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'accompagna l'affascinante Aurore Monti-Smith, sua compagna di vita e d'avventure, nonché discendente diretta del geniale progettista. Campionessa mondiale di canasta, sempre in prima fila in mille iniziative benefiche, Aurore si è assunta il compito di documentare fotograficamente tutte le fasi del periglioso volo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante i ripetuti tentativi di sabotaggio del governo federale che, ricorrendo a una cavillosa interpretazione del &lt;em&gt;Patriot Act&lt;/em&gt;, ha impedito ai network nazionali di coprire l'avvenimento, un breve filmato è riuscito a filtrare attraverso le strettissime maglie della censura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo accludo al post scusandomi della cattiva qualità delle immagini, girate con mezzi di fortuna proprio mentre la Guardia Nazionale faceva irruzione nella base, nel vano tentativo di fermare la partenza.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-b0dde46169e047e1" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v18.nonxt6.googlevideo.com/videoplayback?id%3Db0dde46169e047e1%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D5C6F03319DB5F14CABEE70E493B5DB873A811F90.40EB063327C2AF2BD83B420EB903B964605C334F%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Db0dde46169e047e1%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DrF-DgMI7N8Wf_fr5PjfUhNUhaAg&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v18.nonxt6.googlevideo.com/videoplayback?id%3Db0dde46169e047e1%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D5C6F03319DB5F14CABEE70E493B5DB873A811F90.40EB063327C2AF2BD83B420EB903B964605C334F%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Db0dde46169e047e1%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DrF-DgMI7N8Wf_fr5PjfUhNUhaAg&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-9158277856608772247?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/9158277856608772247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=9158277856608772247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/9158277856608772247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/9158277856608772247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/partiti.html' title='Partiti! - 2'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9siL2ZyHJI/AAAAAAAAADc/ZNp4sa21o0A/s72-c/razzo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-6037509478834013400</id><published>2010-04-29T09:05:00.005+02:00</published><updated>2010-04-30T08:32:09.250+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Novità in arrivo'/><title type='text'>Nel cappello del mago.</title><content type='html'>In attesa di aggiornarvi sull'impresa spaziale dei due ardimentosi cosmonauti, vi do qualche anticipazione sulle&amp;nbsp;novità che appariranno a firma del vostro autore preferito nei prossimi mesi, tra edicola e libreria.&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9kuVfIQz6I/AAAAAAAAADU/171BpCPqV3Y/s1600/Magician.gif" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9kuVfIQz6I/AAAAAAAAADU/171BpCPqV3Y/s320/Magician.gif" tt="true" /&gt;&lt;/a&gt;Anzitutto alcuni racconti, sparpagliati in corpose antologie: una storia di grotteschi ed efferati ammazzamenti&amp;nbsp;per Piemme, la cronaca dei singolari avvenimenti occorsi in occasione di un &lt;em&gt;Ufo crash&lt;/em&gt; nella Maremma laziale, per Mondadori, e infine i tenebrosi risvolti di un attentato alla vita di Carlo Magno, per Hobby&amp;amp;Work.&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Il quando, il come e le immagini di copertina non appena saranno certi e definiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Ma la cosa importante sarà un nuovo romanzo, &lt;em&gt;La sequenza mirabile&lt;/em&gt;, che dovrebbe uscire tra giugno e luglio negli Oscar Mondadori.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Su questo, in prossimità dell'evento, mi riprometto di scrivere qualche nota aggiuntiva: perché il racconto, pur di fantasia, fa perno su eventi e soprattutto su un personaggio realmente esistito, che secondo me varrebbe la pena di approfondire: il mondo del gioco d'azzardo e una singolare figura di filosofo-matematico dilettante,&amp;nbsp;sostenitore&amp;nbsp;ai primi del '900 di una teoria particolarmente suggestiva per affrontare vittoriosamente il tavolo verde.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Peccato che chi la pratichi muore.&lt;/div&gt;Ma, come dicevo, di questo un po' più avanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-6037509478834013400?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/6037509478834013400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=6037509478834013400' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6037509478834013400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6037509478834013400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/nel-cappello-del-mago.html' title='Nel cappello del mago.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9kuVfIQz6I/AAAAAAAAADU/171BpCPqV3Y/s72-c/Magician.gif' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-6775312704456277220</id><published>2010-04-27T13:26:00.005+02:00</published><updated>2010-05-07T16:42:37.106+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Montague J. Brady eroe delle spazio'/><title type='text'>Finalmente! - 1</title><content type='html'>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immagine che vi presento, inviatami da un amico scrittore americano, mostra come la corsa allo spazio stia finalmente riprendendo, e sui binari giusti! &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9bJWUVxcQI/AAAAAAAAADM/X79TkyKb9ag/s1600/rocket+goth.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9bJWUVxcQI/AAAAAAAAADM/X79TkyKb9ag/s320/rocket+goth.jpg" tt="true" /&gt;&lt;/a&gt;In una località del deserto dell'Arizona, tenuta rigorosamente segreta per evitare l'intervento del governo federale, un gruppo di arditi imprenditori &lt;em&gt;dixies&lt;/em&gt; ha ripreso un vecchio progetto dell'esercito confederato, rimasto sepolto per quasi un secolo e mezzo negli archivi di stato di Atlanta. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;L'idea pare sia stata&amp;nbsp;sviluppata dall'italiano Ubaldo Monti, un ufficiale d'artiglieria dell'esercito sabaudo aggregato come osservatore presso lo stato maggiore di Lee.&amp;nbsp;Appassionatosi &amp;nbsp;alla causa sudista, e in odio a Garibaldi che aveva messo la sua spada a disposizione del Nord, studiò per loro il modo di&amp;nbsp;bombardare&amp;nbsp;la città di Washington per mezzo di un aeroproietto spinto da un propulsore a metano. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Il razzo attuale è stato&amp;nbsp;modificato rispetto al progetto originario, riconvertendo l'ogiva esplosiva in una cabina atta al trasporto di due avventurosi astronauti, insieme con un carico utile di&amp;nbsp;tre tonnellate di strumenti. &lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Le intenzioni dei costruttori sono di raggiungere l'orbita lunare, e di lì sfruttando l'effetto fionda della gravità&amp;nbsp;puntare verso il pianeta Marte, con un volo inerziale di tre settimane.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;Il fatto che le linee generali del proietto ricordino singolarmente quelle della V-2 apre un interessante interrogativo sulla possibilità che lo stesso von Braun abbia avuto accesso ai disegni originali, magari per tramite di suo padre, il barone Magnus,&amp;nbsp;ben inserito nei circoli&amp;nbsp;diplomatici e in contatto con gli ambienti dell'emigrazione germanica negli Stati Uniti.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;Ma questo e altro non appena il mio corrispondente mi avrà inviato ulteriori particolari.&amp;nbsp;Compresa anche la data&amp;nbsp;esatta del lancio, che&amp;nbsp;potremo seguire direttamente in rete.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-6775312704456277220?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/6775312704456277220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=6775312704456277220' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6775312704456277220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6775312704456277220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/finalmente.html' title='Finalmente! - 1'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9bJWUVxcQI/AAAAAAAAADM/X79TkyKb9ag/s72-c/rocket+goth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-6551154361570701117</id><published>2010-04-25T17:29:00.004+02:00</published><updated>2010-12-17T18:03:54.460+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Su verità e menzogna in senso narrativo.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="CLEAR: both; TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;a style="CLEAR: left; FLOAT: left; MARGIN-BOTTOM: 1em; MARGIN-RIGHT: 1em; cssfloat: left" href="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9RfdEyNgiI/AAAAAAAAADE/ycCu1zuwRLA/s1600/nietzsche_fondo-magazine.jpg" imageanchor="1"&gt;&lt;img src="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9RfdEyNgiI/AAAAAAAAADE/ycCu1zuwRLA/s320/nietzsche_fondo-magazine.jpg" border="0" tt="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Mi è tornato tra le mani un passo di Nietzsche: "L'uomo stesso però ha una invincibile inclinazione a lasciarsi ingannare ed è come rapito dalla felicità quando il rapsodo gli racconta per vere delle leggende epiche o quando l'attore a teatro fa la parte del re più regalmente che nella realtà."&lt;br /&gt;Il vecchio Federico è uno di quei santi folli che sono i custodi della nostra igiene mentale, e che andrebbero riletti con una certa costanza, anche quando non sono più di moda.&lt;br /&gt;A parte tutto il resto, sarebbe stato un magnifico insegnante di scrittura creativa, se mai un simile desiderio lo avesse sfiorato. Cos'è infatti un romanzo, se non la rappresentazione di uno stato del mondo con al suo interno almeno un elemento falso? Se una pur minima falsità non è riscontrabile in un testo, allora non siamo in presenza di un romanzo.&lt;br /&gt;Ora la questione interessante è: come fa un falso a operare sulla nostra mente con una tale forza di convincimento da far sì nei casi migliori che tale falsità venga accettata da noi e ricodificata come verità? In altri termini perché, pur sapendo che Ulisse non è mai esistito, noi accettiamo di trattare lui e le sue vicende come se fossero vere? Al punto di disputare addirittura della sua moralità, di questionarci intorno?&lt;br /&gt;Una risposta semplice potrebbe essere: perché la sua falsità è costruita con tale maestria, "somiglia" così tanto a ciò che potrebbe essere da trarci in inganno.&lt;br /&gt;Ma è una risposta che non mi convince. Penso che ci sia qualcosa di più profondo nella nostra natura, e di più oscuro, che ci spinge ineluttabilmente verso tutto ciò che non è. Per qualche motivo vogliamo sempre credere a qualcosa d'altro. Come le scimmie, che a un certo punto hanno cominciato a credere di essere uomini. Forse sta in questo, più che nel loro corredo genetico, la miglior prova di una remota comune progenitura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-6551154361570701117?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/6551154361570701117/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=6551154361570701117' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6551154361570701117'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6551154361570701117'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/su-verita-e-menzogna-in-senso-narrativo.html' title='Su verità e menzogna in senso narrativo.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9RfdEyNgiI/AAAAAAAAADE/ycCu1zuwRLA/s72-c/nietzsche_fondo-magazine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-4166300087575109627</id><published>2010-04-22T19:14:00.004+02:00</published><updated>2010-12-17T18:04:35.510+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Delle donne il catalogo è questo.'/><title type='text'>Madamina, il catalogo è questo. - 2</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9CSWBl89tI/AAAAAAAAAC0/EcUkNeKdk7M/s1600/DragonLady_Caniff.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463027255082809042" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 294px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9CSWBl89tI/AAAAAAAAAC0/EcUkNeKdk7M/s320/DragonLady_Caniff.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Non è detto che le donne della nostra vita debbano necessariamente essere di carne e sangue.&lt;br /&gt;&lt;div style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none"&gt;Possono essere spiriti puri come la Beatrice dantesca. Oppure filosofiche fantasime, come la signorina Classe, madame La Rivoluzione, o anche in una declinazione primo '900 lo Spirito della Luce, con tanto di Ballo Excelsior e mutandoni vittoriani.&lt;/div&gt;E possono essere addirittura di carta. Vorrei richiamare la vostra attenzione su due personaggi che hanno significato molto nella mia educazione sentimentale: Dragon Lady, la &lt;em&gt;femme fatale &lt;/em&gt;di Milton Caniff, donna affascinante, tenebrosa e ambigua il giusto, &lt;em&gt;domina &lt;/em&gt;sempre alla ricerca di uomini da soggiogare. E la piccola Brandy, animosa fotoreporter sempre alla ricerca dello scoop, creazione di Frank Robbins.&lt;br /&gt;&lt;div style="BORDER-RIGHT: medium none; BORDER-TOP: medium none; BORDER-LEFT: medium none; BORDER-BOTTOM: medium none"&gt;&lt;a style="CLEAR: right; FLOAT: right; MARGIN-BOTTOM: 1em; MARGIN-LEFT: 1em; cssfloat: right" href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9CSfGwcP-I/AAAAAAAAAC8/zQL9oeU6GCo/s1600/robbins_frank_1945.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5463027411087802338" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; HEIGHT: 238px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9CSfGwcP-I/AAAAAAAAAC8/zQL9oeU6GCo/s320/robbins_frank_1945.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Difficilmente chi sia stato da giovane un appassionato di fumetti può essersi sottratto all'amore per l'una o l'altra. O, come nel mio caso, per entrambe. Perchè esse sintetizzano bene la complessa articolazione dell'eterno femminino così come arrivava dall'America una volta. &lt;/div&gt;Quando insomma gli americani, non ancora intronati dalla guerra del Vietnam, si sarebbero guardati bene dall'abboccare alle smorfiette di quelle quattro svampite di &lt;em&gt;Sex and the City&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;No, Caniff e Robbins ci regalavano settimanalmente la nostra bella dose di amanti focose, al limite del sadismo. E insieme il candore di un'eterna fanciullezza mentale, il sogno della purezza &lt;em&gt;Colgate &lt;/em&gt;che ognuno di noi accarezzava nell'intimo per il riposo del guerriero.&lt;br /&gt;Si disputa ancora tra chi dei due disegnatori sia il migliore: entrambi maestri del fumetto moderno, dopo le sbornie michelangiolesche di Alex Raymond e Burn Hogarth, con decine di allievi giù per li rami fino all'immortale Hugo Pratt.&lt;br /&gt;Io tutto sommato voto per Robbins: più gioioso e svaporato del più noir ma anche più tetro Caniff, un po' più goffo nel tratteggio della figura umana, ma con quel sorriso sornione nei suoi yankees che ancora incanta. Ma anche più diffile da trovare in Italia: a me mancano ancora le tavole domenicali del '45, se qualcuno volesse aiutarmi... non posso non sapere cos'ha fatto Brandy subito dopo la guerra...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-4166300087575109627?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/4166300087575109627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=4166300087575109627' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/4166300087575109627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/4166300087575109627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/madamina-il-catalogo-e-questo-2.html' title='Madamina, il catalogo è questo. - 2'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9CSWBl89tI/AAAAAAAAAC0/EcUkNeKdk7M/s72-c/DragonLady_Caniff.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-8675728846971827047</id><published>2010-04-22T14:17:00.001+02:00</published><updated>2010-12-17T18:07:49.248+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Giallo e illusione</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9BAlBIokoI/AAAAAAAAACs/0nG-Lp5xLFU/s1600/headphoto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5462937352704397954" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 211px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9BAlBIokoI/AAAAAAAAACs/0nG-Lp5xLFU/s320/headphoto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi mi sono trovato a discorrere con qualche amico dei rapporti tra racconto giallo e illusionismo. Posto qui un breve estratto di un articolo che ho scritto per il Giallo Mondadori. Chi fosse interessato al testo completo può trovarlo lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;...Sì, c’è qualcosa che lega indissolubilmente la magia e il delitto. Parlo naturalmente del delitto elegante, giallo, che intercorre tra persone per bene tra una conversazione sul tempo e un leggero diverbio sulla reincarnazione. Quel delitto che secondo De Quincey richiede progetto, gentiluomini, socialità, luce e ombra, poesia e sentimento. Quanto di più lontano dal crimine bestiale del noir, che sempre quel melanconico Inglese riassumeva nel tristo trittico di coltello, portafogli e vicolo oscuro.&lt;br /&gt;No, signori. Qui si pensa, prima di metter mano all’acciaio. E dove si pensa si inganna. Ed è immediata nella nostra coscienza l’identificazione dell’inganno con le azioni dell’illusionista. Chi meglio infatti di qualcuno che ha fatto dell’inganno delle menti e dei sensi la sua professione potrebbe muoversi più agevolmente tra le insidie del delitto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ponete mente ad un gioco di prestigio, se mai avete avuto la fortuna di assistervi. Esso, come il crimine, percuote l’animo nel profondo, sgretolando tutto quel sistema di convinzioni su cui basiamo la nostra vita quotidiana. Per qualche istante ci regala il supremo piacere di poter credere che le ferree leggi della natura, con tutte insieme congiurano al nostro progressivo abbattimento verso la terra e la morte, possano essere sospese e vinte.&lt;br /&gt;Sul palco un uomo abbigliato in fogge ammiccanti vi mostra una cabina decorata da colori accesi, che segnano sulle sue fiancate esotici richiami a esotici paesaggi. L’apre, ne ostenta con chiarezza la vacuità dell’interno, la solidità della fattura, il suo essere insomma né più né meno che una scatola di legno. Poi, dopo essersi accertato che il pubblico si sia convinto di quanto va sostenendo con una gesticolazione accentuata, vi fa entrare la sua assistente e richiude lo sportello.&lt;br /&gt;La cabina è isolata nello spazio, sospesa in genere su perni rotanti che le consentono di piroettare su se stessa, allo scopo di disingannare chiunque immagini l’esistenza di nascoste adduzioni da retro o dal basso. Eppure la ragazza scompare, lasciando al posto della sua graziosa presenza corporea un nulla sconcertante. O, in alternativa, appare al suo posto un nano, un mazzo di fiori, un suonatore di sassofono. Insomma qualunque cosa, ma inesplicabile...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure un assassino?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-8675728846971827047?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/8675728846971827047/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=8675728846971827047' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8675728846971827047'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8675728846971827047'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/giallo-e-illusione.html' title='Giallo e illusione'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S9BAlBIokoI/AAAAAAAAACs/0nG-Lp5xLFU/s72-c/headphoto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-249399033946330581</id><published>2010-04-20T10:00:00.004+02:00</published><updated>2010-12-17T18:09:05.991+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eroi del nostro tempo'/><title type='text'>Trash  e sublime - 2</title><content type='html'>Non so se davvero Ed Wood jr sia il peggior regista di tutti i tempi. Così recita uno scherzoso premio para-Oscar attribuitogli post mortem, ma io ho sempre avuto molti dubbi. Mi chiedo anzi se a modo suo non sia stato addirittura uno dei migliori.&lt;br /&gt;Di certo nella fatidica decina di film da trascinare nel rifugio atomico al momento del Grande Scoppio metterei di sicuro il suo &lt;em&gt;Plan 9 from outher space&lt;/em&gt;. Un capolavoro assoluto, un'opera che ancora oggi, a più di cinquanta anni dalla trionfale prima, lascia a bocca aperta lo spettatore.&lt;br /&gt;E questo non tanto per l'incredibile interpretazione di Vampira, la funerea bellezza il cui look era ispirato alla Morticia della famiglia Addams. Né per la torva espressione di Thor Johnson, ex wrestler suonato già all'epoca delle riprese. Né per la significativa presenza di Bela Lugosi nel cast: che, essendo morto, venne sostituito dopo i primi 50 metri di girato da una controfigura ripresa di spalle per tutto il resto del film. E nemmeno per l'intensità del dialogo, che nei suoi momenti più alti ricorda il miglior O'Neill.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Plan 9&lt;/em&gt; è uno straordinario, disperato atto d'amore verso il cinema: altro che &lt;em&gt;Effetto notte &lt;/em&gt;e altre sifisticate vaghezze europee. Come un Tristano che si trascina morente verso la perduta Isotta, così Ed scende nell'abisso fotogramma dopo fotogramma, incurante dell'ostilità di Dei e Produttori, incurante dei fondali di cartone che ondeggiano, incurante delle luci fisse che fanno del set un salone da barbiere, incurante dei giorni che si fanno notti e le notti giorni, alla faccia dell'orologio.&lt;br /&gt;Incurante di tutto, come è dei veri innamorati. Incurante anche degli abiti femminili che era solito indossare durante le riprese per sentirsi a più agio.&lt;br /&gt;Ci manchi, Ed!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trivia: si dice che i dischi volanti che ondeggiano qua e là appesi a una lenza fossero le borchie delle ruote di una Lincoln del 47, trovate in uno sfascio. Di certo le armi degli invasori spaziali sono &lt;em&gt;Space Patrol Rocket Gun&lt;/em&gt;, giocattoli di plastica molto diffusi tra i bimbetti dell'epoca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-e6d14833d3a350d" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v6.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3D0e6d14833d3a350d%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D9B2A55FDD3CF1D5155E82B00816F1359DB2121D.81EFE7C93B599A766E80EDC36538F5731DA817C9%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3De6d14833d3a350d%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DkyJaS4BO77qORMzOLYB6cAw-fdY&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v6.nonxt8.googlevideo.com/videoplayback?id%3D0e6d14833d3a350d%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D9B2A55FDD3CF1D5155E82B00816F1359DB2121D.81EFE7C93B599A766E80EDC36538F5731DA817C9%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3De6d14833d3a350d%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DkyJaS4BO77qORMzOLYB6cAw-fdY&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-249399033946330581?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/249399033946330581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=249399033946330581' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/249399033946330581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/249399033946330581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/trash-e-sublime-2.html' title='Trash  e sublime - 2'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-3730892733155601697</id><published>2010-04-17T14:12:00.002+02:00</published><updated>2010-12-17T18:09:40.698+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scorrettezza politica'/><title type='text'>Ucronie.</title><content type='html'>Qualche settimana fa sono stato a Liegi, invitato dalla locale università per un convegno sull'ucronia. Ospite di Fabrizio Foni, uno dei massimi teratologi della letteratura italiana oggi sul campo.&lt;br /&gt;Stavo giusto rimettendo insieme le note del mio intervento per gli atti, quando saltabeccano in internet mi sono imbattuto nel filmetto che vi sottopongo. E mi sono chiesto: se invece di essere liberati da maneschi e un po' sbracati yankees, lo fossimo stati da un esercito capace di sì leggiadri volteggi, che aspetto avrebbe oggi l'Italia?&lt;br /&gt;Quello di una landa abbrutita, irta di reattori nucleari pericolanti, popolata da rancorosi ex deportati in campi di rieducazione, e percorsa da convogli di macchine blindate occupate da neo-mafiosi in completo Armani?&lt;br /&gt;Oppure quello di una &lt;em&gt;Fairyland&lt;/em&gt; in cui le nostre tradizionali attitudini canore si sarebbero congiunte con le doti tersicoree dell'invasore, generando una festosa eterna primavera in cui tutta la sublime leggerezza dell'essere avrebbe trovato una mirabile composizione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-3debf5b93abcf326" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v7.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D3debf5b93abcf326%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D2273360547EE0683D5FCDBB87F50AF94F0F2D2EC.69EDAAE59DF8EA3DCCCDD819650239CCE89DE196%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D3debf5b93abcf326%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DF44K0ri6128mSBei0HqotNEGay4&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v7.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D3debf5b93abcf326%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D2273360547EE0683D5FCDBB87F50AF94F0F2D2EC.69EDAAE59DF8EA3DCCCDD819650239CCE89DE196%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D3debf5b93abcf326%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DF44K0ri6128mSBei0HqotNEGay4&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-3730892733155601697?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/3730892733155601697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=3730892733155601697' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3730892733155601697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/3730892733155601697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/ucronie.html' title='Ucronie.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-5456565013405624582</id><published>2010-04-16T08:27:00.001+02:00</published><updated>2010-12-17T18:05:50.831+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='civiltà'/><title type='text'>Continuando sul futuro.</title><content type='html'>Il commento di un lettore mi ha fatto tornare in mente un articolo sulla realtà virtuale che pubblicai su &lt;em&gt;Quaderni Radicali&lt;/em&gt; in qualche quando degli anni '90. Poichè si chiudeva con una domanda, lo riposto qui per avere magari qualche risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA RICOSTRUZIONE ELETTRONICA DELL'UNIVERSO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli studi e le realizzazioni di Virtual Reality (VR) stanno aprendo le porte del più straordinario passaggio rivoluzionario dall'alba dell'umanità: la liberazione dell'uomo dal rapporto ineludibile con le cose, e quindi dalla servitù delle cose.&lt;br /&gt;La storia dell'uomo non è infatti niente altro, in definitiva, che la storia della sua lotta con le cose: per idearle, costruirle, usarle, appropriarsene, difenderle, distruggerle. A cominciare dalla cosa prima ed essenziale che è il nostro corpo, la cui appunto 'cosità' è il primum del nostro stesso esistere e consistere. Tanto che ci riesce addirittura impossibile pensarci prescindendo totalmente da una qualsiasi struttura di cose, per quanto minima: le cose fanno l'uomo. La nostra stessa cognizione di esistenza è legata all'esser cosa della cosa, al nostro stesso essere Cosa tra le cose.&lt;br /&gt;Ora la VR è la prima invenzione che rompe la relazione tra uomo e cose: non ne aggiunge al mondo, ma le sostituisce con un loro simulacro spettrale, costituito anch'esso di materia, ma di materia allo stato puro, ossia di energia. E tali simulacri sono tali da poter convivere con l'esser cosa dei corpi su un piano ormai di quasi totale parità, sino al punto di poter essere interscambiabili con essa. Basta una semplice esperienza diretta con una anche se ancora primitiva apparecchiatura VR per intuire già adesso le straordinarie potenzialità del mezzo. E' prossimo il momento in cui sarà definitivamente perfezionato il processo di ricostruzione elettronica delle cose, iniziato con mezzi meccanici nemmeno due secoli fa attraverso il progressivo impiego di successivi parametri di 'attendibilità' sempre più sofisticati per quanto riguarda la consistenza 'ontologica' delle forme: prima la definizione dei piani della figura in bianco e nero, poi l'introduzione del movimento sul piano bidimensionale con la cinematografia, poi l'assommarsi del suono, del colore e l'allargamento del campo visivo con il 70mm. Infine la realizzazione della proiezione olografica e la conquista del movimento nella terza dimensione dello spazio, con i contemporanei primi tentativi di grafica computerizzata.&lt;br /&gt;Ma tutto questo restava pur sempre confinato nel campo della simulazione della realtà, non ancora in quello definitivo della sua ricostruzione: per giungere allo stadio finale, quello del raggiungimento della'consistenza' del simulacro (la sua corporeità, il peso e massa, l'odore) occorreva uno sviluppo ulteriore apparentemente impedito per sempre da un vincolo derivante dalla natura fisica stessa del nostro universo. A questo punto le possibilità concrete sembravano esaurite: il passo successivo, anche se teoricamente possibile, avrebbe richiesto, attraverso il metodo tradizionale della sommatoria di elementi, quantità di energia impensabili, secondo la nota formula di conversione einsteniana. Perché è questa la soglia tra l'uomo e Dio, la capacità di dare corpo alle forme, su cui è destinato ineluttabilmente ad infrangersi ogni sforzo creativo di noi esseri finiti.&lt;br /&gt;La VR riesce però ad aggirare questa difficoltà altrimenti insormontabile: non si può creare la materia, ma si possono riprodurre le sensazioni che l'interazione con la materia provoca al nostro apparato sensoriale: si può in altri termini ingannare il nostro corpo, liberando il diavolo cartesiano e scatenandolo nello spazio cibernetico Noi non potremo mai conferire massa reale ad un'immagine ricostruita elettronicamente: ma potremo far sì che le nostre dita si arrestino nell'atto di sfiorare la sua superficie, senza riuscire a penetrarvi dentro, attraverso l'uso di complessi ma realizzabili apparati servomotori sincronizzati con il computer che elabora l'immagine. Ed è facile immaginare una successione costante di stati di illusione, ciascuno perfezionato rispetto al precedente e ciascuno più vicino alla simulazione perfetta: proseguendo sul cammino appena iniziato si raggiungerà prima o poi uno stadio illusivo in cui non sarà più possibile distinguere tra la 'cosa' e la sua ricostruzione elettronica. Allora il cammino sarà concluso, ed il paradiso artificiale diverrà semplicemente il paradiso.&lt;br /&gt;La VR rivoluziona quindi il rapporto tra l'uomo e le cose: ma trasforma anche e forse maggiormente quello degli uomini tra loro. Eliminare le cose significa infatti soprattutto eliminare la rete di relazioni interpersonali che tra le cose e per mezzo di loro si stende tra gli individui. La VR attacca la struttura profonda del nostro mondo: uomini che si scambiano cose interagendo direttamente tra loro. Già l'espandersi frenetico delle telecomunicazioni ha ridotto drasticamente il momento di interazione diretta, ora la VR, eliminando la cosa stessa da scambiare, si appresta a cancellare definitivamente la struttura stessa del mondo così come noi lo conosciamo. E poiché la Cosa elettronica, a differenza di quella reale, è infinitamente permutabile e riscrivibile, priva di qualunque vincolo spaziotemporale, ne risulterà sconvolta la base stessa del pensiero occidentale, quella 'episteme' (nel senso dato al termine da Severino), inteso come verità che sta ferma nel divenire caotico delle cose. Tale distinzione non sarà più percepibile, e in quanto non più percepibile semplicemente non sarà più data. L'essenza stessa del nostro abitare il mondo, la certezza nel distinguere le cose che sono da quelle che non sono, nel separare l'essere dal nulla si incrinerà fatalmente. Entrerà in crisi anche la nostra consapevolezza del tempo, che si basa essenzialmente sulla percezione del ritmo scandito dall'uscire delle cose dal nulla e dal loro rientrare nel nulla, sostituita dal caos entropico di un presente continuo indifferenziato.&lt;br /&gt;Ma a VR non si limita ad alterare lo status sensoriale e cognitivo dell'individuo: sostituendo al mondo delle cose fisiche, necessariamente circoscritto e condizionato, quello delle 'cose' virtuali, libero e potenzialmente illimitato, si appresta a sconvolgere la stessa struttura dinamica del sistema su cui si fonda l'economia planetaria, che si regge tuttora appunto sul monopolio e il controllo dello scambio delle cose, e sulla conseguente capacità di 'fare il prezzo' delle cose, attraverso il gioco immissione/sottrazione dal mercato delle cose. Se quanto noi oggi otteniamo dalle cose può essere ottenuto nella stessa misura e soddisfazione attraverso l'uso dei simulacri, prima si creerà un mercato di simulacri parallelo a quello delle cose, poi i primi estrometteranno dal mercato le seconde semplicemente rendendosi indistinguibili da esse, ed offrendosi in loro sostituzione in numero illimitato ed a costi tendenti a zero.&lt;br /&gt;Il mondo futuro si avvia quindi verso un nuovo apparente equilibrio caratterizzato dalla riproposizione di strutture che richiamano singolarmente grandi categorie politico-culturali del passato, rivisitate però in una sorta di delirio postmoderno: una costellazione di Santuari, gestori delle reti informatiche, sorta di grandi Castelli-deposito di sterminati repertori di immagini ed insieme Cancelli dell'Ade, ed una galassia polverizzata di punti di accesso al sistema: in mezzo il deserto di un Niente fatto di brevi incontri e scontri dei corpi, regolati da un principio meramente stocastico, privi di senso ai fini dello scambio d'informazioni, rarefatti quanto lo consentiranno le esigenze minimali di sopravvivenza, vissuti con paura o con rassegnazione da una popolazione sempre più attratta dal circo liberatorio dell'universo elettronico.&lt;br /&gt;Questa struttura lascia prevedere il passaggio di fatto di ampie quote di potere reale dai governi nazionali, o dalle eventuali strutture sovranazionali che nel tempo prendessero corpo, alla gestione diretta dei Santuari. I concetti stessi di Stato e di Governo si inaridiranno e perderanno di senso, venendo meno quella funzione di regolatori nella distribuzione e nell'uso delle Cose che è stata la loro originaria ragion d'essere. Cessata quindi ogni funzione regolatrice da parte dello stato, il Santuario svolgerà compiutamente la funzione di Oracolo: controllare e consentire l'accesso alla Verità, e nel contempo costituire al proprio interno uno spazio libero nel quale i congregati via rete possano elaborare singoli lacerti o spezzoni di verità stessa. Rinascerà allora dall'abisso dei tempi l'atto liturgico della investigazione attraverso il sogno, quel antico dormire presso gli dei per trarne notizia su ciò che è remoto, in una sua aggiornata versione domestica.&lt;br /&gt;Ma poiché la rete stessa funziona solo a patto che tutti i suoi nodi siano collegati con tutti, probabilmente i Santuari non riusciranno a realizzare su di essa un controllo realmente totalizzante, dovendo tollerare all'interno del sistema un’imprevedibile quantità di relazioni anarchiche e destrutturate. I Santuari saranno costretti, per autoaccreditarsi, a consentire all'interno dei propri recinti, la sopravvivenza di una certa quantità di sottosistemi autonomi e parassitari di quelli maggiori: così come ora il piccolo banco di santini si accampa indisturbato sulla porta della basilica, nutrendosi della sua ombra. E tutti saremo ombre, slegate in un universo reticolare tridimensionale, in cui l'attività intellettuale collettiva si dematerializzerà progressivamente in una sorta di Nous collettivo, un grande Pneuma planetario, diuturnamente impegnato nella produzione di forme dotate di senso, svincolate dal nostro controllo e quasi assetate di vita autonoma.&lt;br /&gt;Quali saranno allora le conseguenze sociali presumibili di questa straordinaria ricostruzione elettronica dell'universo? Abbiamo immaginato uno stato di cose in cui la struttura atomica delle cose sia sostituita nella nostra esperienza sensoriale da una replica virtuale che ripete però totalmente gli 'effetti' che la struttura originaria avre¬bbe sul nostro apparato sensoriale: nello spazio virtuale ricostruito all'interno del computer la differenza tra realtà e virtualità si annulla completamente, per il semplice motivo che la virtualità stessa è la realtà. E' probabile quindi che una delle prime conseguenze dell'uso esteso della VR sia da riconoscere nella caduta verticale della richiesta di beni materiali non immediatamente necessari per il puro sostentamento fisico della popolazione. Già adesso si sta affermando presso gli 'hackers' (che possiamo definire la prima ondata di abitanti del cyberspazio) uno stile di vita sobrio e quasi deprivato di ogni materialità superflua: tale stile viene generalmente ricondotto a presunte ascendenze zen o suggestioni in genere orientaleggianti: ma si tratta di un errore derivato dalla nostra debolezza storicistica di cercare comunque di ricondurre il nuovo a radici esistenti nel passato. In realtà la presunta sobrietà è ampiamente compensata dall'universo lussureggiante compresso nei monitor dei computer: se l'immaginazione è soddisfatta, la vita non ha bisogno di nulla.&lt;br /&gt;Le esigenze materiali della società, purificate di tutta la parte (enorme) che può essere sostituita da simulacri elettronici, verranno assolte da una ristretta percentuale della popolazione terrestre: si avvierà quindi la distinzione della popolazione nelle due grandi categorie (o classi) dei produttori di Cose e dei produttori di Forme, equamente suddivisi a loro volta tra consumatori di Forme e consumatori di Cose.&lt;br /&gt;In effetti, la quantità di beni materiali necessari al sostentamento di una struttura sociale moderna è incredibilmente esigua, a fronte dell'enorme qu¬antità di 'software' che noi consumiamo quotidianamente, nelle forme di immagini, informazioni e stati di relazione interpersonale: e tanto più aumenterà l'offerta di surrogati elettronici delle cose, tanto più declinerà la domanda delle cose stesse.&lt;br /&gt;Un altro dei singolari portati dello sviluppo della VR è l'inversione di tendenza in quella che è stata una tendenza caratterizzante della modernità: il trasferimento progressivo di quote crescenti di potere dall'aristocrazia del sapere e della forza a quella del denaro. La stessa struttura della moderna società capitalistica si è costruita come nucleo forte intorno al pilastro ideologico della distribuzione dei saperi: perché una moderna società industriale funziona soltanto se viene garantita l'assoluta intercambiabilità dei suoi operatori, e perché questo avvenga occorre naturalmente che la massa delle conoscenze si polverizzi in una galassia atomizzata in cui nessuno più detenga oligopolisticamente le chiavi del Sapere. La battaglia illuministica per una acculturazione di massa è in effetti la grande battaglia sostenuta e vinta dalla borghesia per giungere a padroneggiare il sapere attraverso la ricchezza. Ma l'universo elettronico ricostruito dalla VR si regola invece in senso totalmente opposto: la sua generazione nella Rete passa attraverso il meccanismo combinatorio dei Santuari che punta di nuovo verso una concentrazione del processo di creazione e di controllo dei saperi nelle mani di pochi. Nell'universo elettronico, essendo infatti il mercato delle cose sostituito da quello delle forme, cessa la necessità dell'intercambiabilità degli operatori per la loro realizzazione, e si rende invece necessaria la costituzione di una grande Corporazione di architetti virtuali, o disegnatore di mondi.&lt;br /&gt;E' intuibile la prossima nascita di una nuova casta sacerdotale a ridosso dei Santuari, come già oggi sta avvenendo nelle varie Silicon valley del mondo industrializzato: pontefici specializzati nella fornitura di immagini elettroniche ad una sterminata popolazione di fedeli sempre più allontanati dall'area della costruzione, e quindi sempre meno in grado di riconoscere ormai i diversi gradi di realtà diluiti nei simulacri. Occorreranno naturalmente anche la costituzione di Istituzioni virtuali per la gestione e il controllo dello spazio virtuale, per un approdo privo di traumi alla condizione finale: una sorta di magistratura immateriale che pattugli lo spazio cibernetico armata di algoritmi di controllo, eliminando ogni elemento di pericolo per la salute del sistema.&lt;br /&gt;La vita dell'uomo prenderà quindi a trasferirsi nella realtà virtuale per frammenti di tempo sempre più vasti, mentre in parallelo l'opera di soddisfazione dei beni verrà progressivamente trasferita a complessi produttivi completamente automatizzati e diretti direttamente dall'interno dello spazio virtuale: finché l'ultimo giorno dell'Umanità, con la solennità di un grande vascello che sprofonda finalmente nella vastità infinita dell'oceano, gli ultimi ponti con lo spazio pre-cibernetico verranno bruciati e l'ultimo uomo varcherà la soglia delle infinite possibilità dell'universo elettronico. Nella fase terminale del processo il sistema vivrà allora il suo stadio più critico: per sua natura l'universo elettronico, appunto perché affidato per la propria consistenza ad una rete di convenzioni, è fragile ed esposto al rischio di collasso totale a seguito di interferenze pesanti da parte del sistema reale, ancora più pericolose nella fase di ultimo passaggio. E' in quel momento infatti che potrebbe inserirsi nel processo una falla drammatica di 'inaccettazione' del tutto, che farebbe collassare rovinosamente tutta la struttura. Le conseguenze saranno allora quelle devastanti di un conflitto termonucleare, perché verrebbero colpite le basi stesse della percezione della realtà precipitando l'umanità in un limbo di incertezza totale. Il velo di Maya, lacerato, aprirebbe nel continuum esistenziale di ogni uomo terribili varchi di nulla. Il sogno elettronico e la realtà 'cosale' si impasterebbero in un ircocervo caotico e pre-razionale, da cui riemergerebbe poi solo a fatica un'umanità sbigottita e nuovamente primeva, incerta su tutto.&lt;br /&gt;E che il collasso del sistema sia possibile appare evidente se si considera come proprio la somma degli scomposti comportamenti individuali possa sconvolgere ogni previsione. Il problema nasce dal fatto che tutto il processo di organizzazione della VR è fortemente squilibrato sul piano planetario: mentre ristrette aree del globo sono pronte al balzo nel paradiso elettronico, il grosso del pianeta ancora arranca attardato dal peso della "materia". Il processo di divisione internazionale del lavoro sta freneticamente operando per redistribuire in maniera forte su base geografica le aree di disegno di Forme e quelle di produzione di Cose, che attualmente convivono stratificate, come nobili e lazzaroni in un palazzo della Napoli secentesca. Ma accetteranno i produttori di Cose di assumersi il compito di sostenere i bisogni materiali degli architetti di Forme, dalla cui opera trarranno presumibilmente solo vantaggi marginali? Non è forse pensabile che una nuova forma di lotta di classe si scateni, portando al crollo del più fragile e vulnerabile universo della VR, annientato dal sabotaggio quando non dalla semplice disaffezione dei nuovi reietti della terra, esclusi dal pane del colloquio con gli dei ?&lt;br /&gt;O invece la forza pervasiva della VR si rivelerà alla lunga più forte, così come negli ultimi due secoli la classe borghese, sulla carta minoritaria e più debole, si è saputa imporre al pianeta intero attraverso l'invasività del proprio 'software' ideologico, con scorno di tutti gli apocalittici che da altrettanti anni la disegnano sull'orlo della fossa della storia?&lt;br /&gt;Dal quadro geopolitico emergono segnali contradditori, che non consentono agevolmente atti previsionali certi: nuovo Israele in vista della Terra Promessa, col rischio di arrestarsi per sempre sul suo confine, l'umanità viene portata per mano dalla tecnologia occidentale verso un singolare nirvana orientale. E attende.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-5456565013405624582?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/5456565013405624582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=5456565013405624582' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5456565013405624582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5456565013405624582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/continuando-sul-futuro.html' title='Continuando sul futuro.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-8003343314707285163</id><published>2010-04-15T17:59:00.002+02:00</published><updated>2010-12-17T18:06:27.251+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sogni e chimere'/><title type='text'>Quando è finito il futuro?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S8c4GIXQxVI/AAAAAAAAACc/8vSGS96OOgQ/s1600/ttmoonrocket.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460394751185438034" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 217px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S8c4GIXQxVI/AAAAAAAAACc/8vSGS96OOgQ/s320/ttmoonrocket.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chiunque sia vicino o abbia superato il mezzo secolo non potrà non convenire con me: il futuro non è più quello di una volta, come già a suo tempo aveva notato Paul Valery.&lt;br /&gt;Quindi la sensazione che le meraviglie promesseci dalla scienza e la tecnologia non si siano realizzate non è cosa solo dei nostri giorni, martoriati da catastrofi ecologiche e crisi belliche. Però per quelli che sono nati negli anni '50 il trauma è ancor più evidente.&lt;br /&gt;Io per esempio avevo abboccato al fatto che prima o poi sarei andato sulla luna, grazie al &lt;em&gt;Moonliner &lt;/em&gt;della TWA (vedi foto).&lt;br /&gt;Solo più tardi ho scoperto che il razzo esisteva solo a Disneyland, e che il padrone della TWA, Howard Hughes, era matto. Ma gli voglio bene ugualmente, più che a tanti altri: per un breve intervallo ha saputo rendermi felice.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-8003343314707285163?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/8003343314707285163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=8003343314707285163' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8003343314707285163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8003343314707285163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/quando-e-finito-il-futuro_15.html' title='Quando è finito il futuro?'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S8c4GIXQxVI/AAAAAAAAACc/8vSGS96OOgQ/s72-c/ttmoonrocket.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-8337104756767803169</id><published>2010-04-11T17:04:00.003+02:00</published><updated>2010-12-22T20:39:23.211+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scorrettezza politica'/><title type='text'>Il demone della velocità.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S8w8DC5GeQI/AAAAAAAAACk/cIP-zY_RJ9g/s1600/lambretta_primato.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461806471107213570" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S8w8DC5GeQI/AAAAAAAAACk/cIP-zY_RJ9g/s320/lambretta_primato.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho sempre amato il Futurismo, da molto prima che l'avvicinarsi del centenario e un imprevisto sommovimento politico al comune di Roma lo richiamassero agli onori della cronaca. Qui non è però in questione la valenza estetica complessiva del movimento, quanto uno dei suoi tratti caratterizzanti: il culto della velocità. Come tutti i pigri, ne sono affascinato sin dalla più tenera età. Fu questo a portarmi, nell'estate del 1966, a dare man forte a uno dei più scervellati tentativi di record che la storia (non) ricordi.&lt;br /&gt;Tutto nacque nella mente del mio amico Mario, il "grande Meaulnes" della mia adolescenza. Da tempo la sua attenzione ruotava intorno a una vecchia lambretta del padre, rossa fiammante per una ritinteggiartura al minio con cui il bravuomo trattava le cancellate nella zona.&lt;br /&gt;Approfittando di una sua assenza per lavoro trascinammo il veicolo in garage. Lì smontammo il motore, tirammo via tutto il possibile del pistone con la smerigliatrice, fino a ridurlo una specie di frittella, in modo da aumentare allo spasimo la cubatura del piccolo 125 cc. Poi trapanammo l'ugello del carburatore, collegandolo con un tubo di gomma a un imbuto fissato al manubrio, per realizzare un'embrionale forma di sovralimentazione. Quindi Mario alterò i rapporti della scatola del cambio, con altri ingranaggi trovati chissà dove, e strappammo via la marmitta.&lt;br /&gt;All'alba di una mattina di agosto, su un tratto deserto dell'autostrada Roma-Fiumicino, ebbe luogo il tentativo. Il serbatoio fu riempito di una mistura di fantasia, otto parti di benzina super, una di kerosene per riscaldamento e una di etere per aviomodelli. Cui si aggiunsero quattro pasticche di &lt;em&gt;STP&lt;/em&gt; che avranno portato gli ottani a 200. Per evitare il rischio di impennamenti il mezzo era stato zavorrato con due blocchetti di tufo legati al pianale, rubati in un cantiere edile lungo la strada.&lt;br /&gt;Con la sola protezione di un paio di occhiali da saldatore Mario avviò a spinta la Lambretta e si avventò, rombando come uno Stuka, verso di me che lo aspettavo tre chilometri più avanti, con in mano il cronografo di mio padre. Affermo qui che, prima che la fusione delle bronzine e il conseguente grippaggio interrompessero il generoso tentativo, Mario raggiunse i 147,6 chilometri orari.&lt;br /&gt;Considerati i danni irreparabili, smontata la targa e scalpellati via alla meglio i numeri del telaio, l'eroico mezzo fu abbandonato sul ciglio della strada, secondo gli usi incivili e pre-ecologici del tempo.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Fast &amp;amp; Furious&lt;/em&gt;? Ci fai un baffo, Vin Diesel!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-8337104756767803169?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/8337104756767803169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=8337104756767803169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8337104756767803169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/8337104756767803169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/il-demone-della-velocita.html' title='Il demone della velocità.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S8w8DC5GeQI/AAAAAAAAACk/cIP-zY_RJ9g/s72-c/lambretta_primato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-9085088548401806518</id><published>2010-04-11T17:03:00.003+02:00</published><updated>2010-12-17T18:08:29.953+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Delle donne il catalogo è questo.'/><title type='text'>Madamina, il catalogo è questo - 1</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S8H8SVdH_UI/AAAAAAAAACE/GNg_uleXPIw/s1600/veronica-lake.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458921615276899650" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 242px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S8H8SVdH_UI/AAAAAAAAACE/GNg_uleXPIw/s320/veronica-lake.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E' opinione diffusa presso gli psicoanalisti, in ispecie quelli da 150 a botta, che per gli esseri umani valga la stessa regola delle papere di Lorenz: ossia che ci si affezioni alle prime cose che vediamo allorché la mano di Dio ci strappa dal beato mondo delle idee e ci deietta nel mondo delle cose. Per cui la nostra donna ideale non sarebbe altro che il fantasma travestito dal tempo e dalla dimenticanza di nostra madre. Naturalmente fissata nell'aspetto glorioso che aveva al momento della nostra nascita.&lt;br /&gt;Sarà così. Però credo che anche altri fattori concorrano all'imprinting che poi ci trasciniamo dietro. Per esempio, nel mio caso, il cinema.&lt;br /&gt;All'epoca in questione, si era sul crinale dei '50, ero spesso affidato alle cure di una nonna, cinefila acritica, che mi trascinava ogni pomeriggio al Farnese, sala di terza visione nei pressi dell'omonima piazza. Non so se per meglio sopportare la guardiania impostale, o perché davvero interessata allo spettacolo, fatto è non ne uscivamo prima di aver visto almeno due volte ogni pellicola.&lt;br /&gt;Però, per il fatto della terza visione, la programmazione era retrodatata e di un bel po': per cui invece di appassionarmi alle curve di Sophia Loren o a quelle di Anitona, che certo sarebbe stato molto più sano, io andavo costruendo il mio immaginario erotico su Ginger Rogers, Greta Garbo e Dorothy Lamour. Creando una sfasatura che poi con gli anni si sarebbe rivelata drammatica: quando sarei stato in età per organizzare fan club delle mie dee, bersagliarle di missive, tentare un contatto diretto spacciandomi per collaboratore dei &lt;em&gt;Cahiers du Cimema&lt;/em&gt;, quelle si erano gà ritirate, se non passate addirittura nel Grande Altrove.&lt;br /&gt;Insomma mi ritrovai nell'incomoda posizione di un innamorato delle fanciulle morte.&lt;br /&gt;Voglio qui celebrare per prima l'attrice che forse ha più scavato nel profondo: l'indimenticabile Veronica Lake. Dalla carriera straordinariamente breve, come è di tutte le manifestazioni del numinoso: solo cinque o sei film, e poi alcol e schizofrenia la trascinarono nel nulla.&lt;br /&gt;Ma come disse un poeta "La mia candela brucia da entrambi i lati,&lt;br /&gt;non durerà tutta la notte. Ma amici miei, e miei nemici, com'è splendente la sua luce."&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-139f51d2c78e8a45" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v6.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D139f51d2c78e8a45%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D1BCE9A71E7D8DC7C22B8DB7584BA25DE73569EEE.4DF4A0E15A851FE56F88840EB1C8A3A3149A837D%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D139f51d2c78e8a45%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D-gj6w0j2WnZMc-2Gkt_v2bSh8HI&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v6.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D139f51d2c78e8a45%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D1BCE9A71E7D8DC7C22B8DB7584BA25DE73569EEE.4DF4A0E15A851FE56F88840EB1C8A3A3149A837D%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D139f51d2c78e8a45%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D-gj6w0j2WnZMc-2Gkt_v2bSh8HI&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-9085088548401806518?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/9085088548401806518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=9085088548401806518' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/9085088548401806518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/9085088548401806518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/madamina-il-catalogo-e-questo-1.html' title='Madamina, il catalogo è questo - 1'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S8H8SVdH_UI/AAAAAAAAACE/GNg_uleXPIw/s72-c/veronica-lake.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-14294827863423156</id><published>2010-04-10T15:44:00.001+02:00</published><updated>2010-12-17T18:10:22.067+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>Trivialliteratur?</title><content type='html'>Mi capita spesso, quando in compagnia di qualche amico la discussione ritorna sull'eterno e stucchevole dibattito narrazione di genere/narrazione &lt;em&gt;alta&lt;/em&gt;, di sostenere una tesi che potrebbe apparire paradossale.&lt;br /&gt;Ma nella quale, come spesso nei paradossi, mi sembra si celi una verità: che la narrazione &lt;em&gt;alta &lt;/em&gt;non esiste. Esiste soltanto il racconto di avventure.&lt;br /&gt;Ohibò, direte voi. Se però ci pensate un attimo, in tutte la culture la narrazione nasce per gli stessi motivi e nelle stesse forme: come celebrazione delle gesta degli eroi. Visti nel loro tratto qualificante, la capacità di avventurarsi in un territorio altro rispetto a quello normalmente praticato dai membri della comunità.&lt;br /&gt;Un'avventura continuamete ri-narrata, sia per rafforzare il sistema valoriale della comunità, sia nel profondo per attenuare il sentimento d’impotenza e di finitezza che si accompagna alla scoperta delle nostra mortalità.&lt;br /&gt;Non a caso la narrazione di gesta celebra sempre l’ascesa dell’eroe in un non-tempo mitico che lo pone al riparo dalla degradazione entropica dell’esistenza. Magari proprio attraverso la morte, che spesso è il vero happy end dell'eroe.&lt;br /&gt;E l’atto di assistere allo sviluppo della vicenda, che nelle comunità primitive assurge spesso al rango di vero e proprio rito, associa simbolicamente il celebrante alla sua apoteosi. Facendolo però salvo dal tragico destino che l'eroe esplora per lui.&lt;br /&gt;In questo senso ogni narrazione è narrazione di un'avventura. Che si svolge necessariamente lungo uno dei tre assi del nostro incardinamento al mondo: di lato nello spazio, avanti o indietro nel tempo, in alto verso lo Spirito o in basso verso gli abissi della Psiche nei romanzi psicologici.&lt;br /&gt;L'avventura è quindi la madre di tutte le narrazioni. Qualunque racconto ci venga in mente di scrivere, alla fine esso non risulterà altro che una cartografia precisa di come un personaggio transiti da uno stato del mondo all'altro, e degli ostacoli che esso incontrerà sul suo cammino.&lt;br /&gt;I generi nei quali tendiamo a segmentarla sono solo delle categorie funzionali, che fanno perno su aspetti tutto sommato marginali della loro struttura.&lt;br /&gt;Il punto cui voglio arrivare è che anche la narrazione &lt;em&gt;alta&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;mainstream&lt;/em&gt;,è alla fine un genere di avventura e, come tale, racconto fantastico.&lt;br /&gt;Perché l'altra diatriba insanabile è quella che oppone una narrazione pretesa mimetica della realtà, quindi seria e produttiva, a un altra che folleggia sotto le insegne della fantasia più sfrenata. E quindi minore, e rivolta a menti più rozze o infantili. E per di più disonorata ulteriormente come scrittura di "evasione", nel senso di una letteratura che prospettando mondi radicalmente alternativi, finisce con l'esercitare sulla mente del lettore una sorta di soporifero adattamento all’esistente.&lt;br /&gt;Nulla di meno vero. La narrativa di genere “diverte” sì, ma nel senso etimologico di “de-vertere” ossia volgersi altrove, percorrere altre strade. Dunque sviluppa nel lettore quelle categorie mentali attinenti la ricerca di alternative che meglio spingono ad assumere una posizione propositiva proprio nei confronti dell’esistente. Che è il contrario di quell’istigazione alla passività imputatale da una certa critica ortodossa e ostile.&lt;br /&gt;Di contro la letteratura &lt;em&gt;mainstream &lt;/em&gt;non è necessariamente più realista dell'altra, né una migliore interprete dei tempi: a noi “sembra” che il salotto di madame Bovary sia più vero della foresta incantata di Broceliande, semplicemente perché le nostre categorie di interpretazione della realtà sono ancora più simili a quelle di Flaubert che non a quelle di Geoffroy de Monmouth.&lt;br /&gt;La pretesa superiorità del racconto di impianto realistico su quello fantastico deriva in definitiva soltanto dal nostro angolo di prospettiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-14294827863423156?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/14294827863423156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=14294827863423156' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/14294827863423156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/14294827863423156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/trivialliteratur.html' title='Trivialliteratur?'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-5745395796998584142</id><published>2010-04-10T14:28:00.006+02:00</published><updated>2010-12-17T18:10:57.828+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mestiere di scrivere'/><title type='text'>A proposito di gialli storici.</title><content type='html'>Riposto qui per gli amici qualche osservazione sul giallo storico, che ho già sparpagliato per frammenti nell'evanescenza della rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da tempo ormai non ci si raccapezza più con il vecchio giallo. Fino a qualche anno fa era una griffe notissima e indiscussa: anzi dominava incontrastata, da scatenare l’antitrust. Bastava la parola, almeno qui da noi, e dall’edicola alla più raffinata delle librerie ci si capiva subito.&lt;br /&gt;All’estero era un’altra storia.Gli inglesi per esempio avevano cominciato presto a cincischiare, con i loro detective novel, crime novel, mystery novel, ma si sa gli inglesi sono sofisticati e gli piace strano, come la mania di guidare a sinistra. Gli americani non ne parliamo. Poi sono arrivati i cugini francesi con il loro noir, che alla fine è sempre giallo, come lo champagne sempre spumante è. Ma guai a dirglielo però, c’è da rompere le relazioni diplomatiche. E così di complicazione in complicazione e di sottogenere in sottogenere siamo arrivati al caos di oggi, che nemmeno alla stazione Termini in un’ora di punta.&lt;br /&gt;Tra tutti i sottogeneri ce n’è uno che sta godendo da qualche tempo un crescente favore da parte del pubblico, fino a ritagliarsi una solida nicchia nel panorama editoriale di tutto il mondo. Si tratta del giallo storico, l’historic mystery degli anglosassoni.&lt;br /&gt;Ma cos’è un giallo storico? A prima vista la risposta sembrerebbe facile: un’avventura a sfondo poliziesco che si svolge nel passato. Semplice.&lt;br /&gt;Eppure già questa prima affermazione aprirebbe al causidico una bella occasione di dibattito: e perché? Si può fare storia soltanto del passato? In un tranquillo universo positivista certamente sì: ma nei nostri tempi così inquieti e terremotati da una totale incertezza sul senso delle cose, e per di più resi ancor più incerti dalle teorie di Heisenberg e dalla meccanica quantistica, siamo davvero così sicuri che non si possa trattare il futuro con la stesa spigliata nonchalance con cui discettiamo di cose passate? Che insomma il nostro orizzonte degli eventi non ci esili, e nello stesso tempo avvicini, in modo eguale ai due coni d’ombra del non-è?&lt;br /&gt;Ma senza avvitarci ora in speciose argomentazioni, e prendendo atto che al momento non esiste ancora in nessuna università una bella cattedra di Storia del Domani, restiamo al tema. Dunque una storia di ammazzamenti e di solerti indagini in un’epoca passata.&lt;br /&gt;Ma allora, potrebbe e con ragione argomentare qualcuno, una storia di Sherlock Holmes è un giallo storico? Verrebbe da dire di sì: gli elementi ci sono. Un delitto, un’indagine, una soluzione. E il tutto tra hansom cab e lampioni a gas, il telegrafo come novità assoluta e le impronte digitali di là da venire.&lt;br /&gt;Eppure sentiamo d’istinto che qualcosa non va in questo ragionamento. Se lo accettassimo tutto diverrebbe giallo storico: anche il Falcone Maltese lo sarebbe a pieno titolo. Con i suoi telefoni candlestick, quelli di Paperino, i doppi petti gessati di Sam Spade e le Ford model A ronzanti su e giù per le colline di San Francisco. Alla stessa stregua sarebbero storici i gialli di Simenon, della Christie e il novanta per cento di tutti i gialli di ogni tempo.&lt;br /&gt;Il modo d’uscirne può essere quello di fissare la regola per cui è storico solo il giallo ambientato in un’epoca precedente rispetto a quella in cui è stato scritto. Questa definizione va benissimo per i grandi classici del genere, a cominciare dal Nome della rosa, che resta a mio avviso il capolavoro assoluto in questa accezione. Però così sarebbe storico anche L.A Confidential di Ellroy, ambientato nella Los Angeles degli anni ‘50 ma scritto nel 1990, e addirittura Romanzo Criminale, ben piantato nelle bassezze della Roma dei ‘70 ma scritto trenta anni dopo. E moltissimi altri romanzi, spostati all’indietro anche solo di qualche anno rispetto a quello della loro composizione, si ritroverebbero ope legis nel catalogo.&lt;br /&gt;In pratica qualsiasi mystery, che non riguardasse strettamente fatti cronaca letti questa mattina nelle pagine di nera del giornale, sarebbe un giallo storico. Non è possibile, specie se continuiamo ad assumere l’opera di Eco come parametro.&lt;br /&gt;Potremmo allora cavarcela adottando una formula estremamente ampia: sono gialli storici quelli in cui a qualsiasi titolo troviamo dei riferimenti a elementi storici. Ma così diventa un giallo storico anche Il codice Da Vinci. E poco importa che qui la storia sia un po’ alla buona, al punto che Dan Brown, il suo fortunato autore, sembra credere che Da Vinci sia il cognome di Leonardo: ci sono i Templari, c’è Leonardo, addirittura Gesù Cristo e quindi ci siamo, più storico di così!&lt;br /&gt;Così anche questa risposta alla fine sembra insufficiente: non resta che abbracciare un’istanza ancor più radicale. Un giallo storico è quello in cui il vero protagonista è appunto l’elemento storico stesso. Pensiamo ancora una volta al Nome della rosa: chi è il protagonista del romanzo? Il monaco indagatore Guglielmo? Jorge da Burgos? Quel fetente di Bernardo Gui l’inquisitore? No, il vero protagonista è lo scontro ideologico che si accese in Europa a cavallo dei secoli XIII e XIV, e il modo in cui esso penetra e scuote le coscienze individuali fino a generare, nel caso del romanzo, una catena di delitti.&lt;br /&gt;La prova è proprio nel ragionamento a contrariis: possiamo introdurre nell’intreccio qualsiasi variazione, giocare a invertire i ruoli, introdurre o togliere personaggi, modificare perfino lo sviluppo della trama e avremo ancora una narrazione coerente e consistente: ma se eliminiamo il tema di fondo, lo scontro tra due modelli culturali l’uno rivolto all’indietro verso gli albori della cristianità e l’altro proteso in avanti verso il nascente umanesimo, tutto si sfalda e diventa incoerente. La stessa trama criminale non avrebbe più alcun senso.&lt;br /&gt;D’accordo, allora? Ma adesso complichiamoci la vita introducendo un altro e ancor più dirimente problema: che storia ci deve essere in un buon giallo storico? E la domanda è di spessore, tanto da accendere tra i fans e gli specialisti un’accesa discussione.&lt;br /&gt;Bisogna scrupolosamente attenersi ai fatti accertati, oppure il narratore ha il diritto di colorare la storia secondo il suo estro e gli scopi che si prefigge? Manzoni, che fa morire Adelchi in battaglia invece di lasciarlo tranquillamente scappare, come pare che fece nei fatti, è un falsificatore? E se nei Promessi Sposi Lucia venisse assassinata, il romanzo avrebbe titolo per essere definito un giallo storico? Perché in definitiva il giallo storico non è altro che una sottoclasse del romanzo storico, di antiche e nobili tradizioni.&lt;br /&gt;Ma appunto, che storia deve essere quella dei gialli storici? Immaginate di trovare un romanzo così: luogo, la Roma del I secolo a.C. Sono le idi di marzo del 44 e Cesare è appena arrivato nel teatro di Pompeo. Di botto viene circondato dalla turba dei congiurati e ucciso con le famose ventitre pugnalate. Poiché la cosa ha fatto scalpore, praticamente ognuno dei ciarlieri cittadini romani ha sentito il bisogno di dire la sua e quindi sappiamo esattamente come è andata. Ci sono infatti un sacco di testimonianze. Marco Antonio accorre, e si china disperato sul cadavere dell’amico-protettore, mentre i congiurati si scatenano per la città inneggiando alla morte del tiranno.&lt;br /&gt;È o non è storia? Più storia di questa! Buona per Shakespeare e per noi all’esame di maturità. Ma ammettiamo adesso che Antonio, sempre chino sul cadavere, si accorga da qualche particolare a lui solo noto che quello non è il corpo di Cesare, bensì di un sosia, mandato al posto suo per timore dell’infausta profezia dell’augure Spurinna. È perplesso (del resto Marco Antonio è notoriamente un culturista, non certo una mente), non sa bene che fare. Cesare è scomparso, si nasconde, avrà allora un suo piano, magari vuole approfittare del fatto che tutti lo credano morto per qualche regolamento di conti con il Senato o chissà che altro avrà in testa.&lt;br /&gt;Decide allora di tacere, per vedere come piega. Intanto però tra il lusco e il brusco i cesariani stanno eleggendo proprio lui, Antonio, a capo del partito, con grosse prospettive nel prosieguo. Il nostro Antonio, che è sì un culturista ma mica proprio scemo, si fa vincere dall’ambizione. Immaginando che il sor Giulio sia nascosto nel suo buen retiro di Nemi, con la scusa di prepararlo per le esequie fa sparire il corpo del morto, raggiunge Cesare e non visto gli rifila le canoniche ventitre pugnalate. Poi sempre col favor delle tenebre riporta il Cesare vero a Roma. Di qui la storia prosegue come sappiamo, l’orazione strappalacrime e tutto il resto, mentre il romanzo è finito. E che nessuno provi a scriverlo perché l’ho già fatto io!&lt;br /&gt;Improbabile? Non scherziamo, e la fuga di Edmond Dantes dal castello d’If, allora? Nessuno ci ha mai trovato niente di strano. La domanda piuttosto è un’altra: quello che ho scritto è un giallo “storico”? Dipende. Per lo storico certamente no, mi diffiderebbe dall’uso dell’aggettivo. Per me che lo scrivo sì, e per questo vorrei sgombrare il campo una volta per tutte da un pericoloso equivoco: che il giallo storico debba muoversi rigorosamente all’interno del recinto dei fatti accertati.&lt;br /&gt;So bene che questa è un’istanza portata avanti in stretta alleanza tra cattedratici della materia e lettori di provincia: i primi perché sospettosi di ogni intrusione non professionale nel loro campo, i secondi perché affezionati all’idea di arricchire la propria cultura in maniera dilettevole e con poca spesa.&lt;br /&gt;Invece no, il giallo storico esplora proprio gli angoli non accertati del passato, ed è per questo che rivendico il diritto all’uso dell’aggettivo. Infatti il racconto in questione non è una pura ucronia: non vi si afferma che Cesare non sia morto nel 44 a.C., né che Napoleone abbia vinto a Waterloo. La trama della storia accertata non viene lacerata in nessun punto, le cose proseguono come sono, non aprono la porta su un universo parallelo. Soltanto, la storia viene interpretata in modo congetturale, come direbbe Borges.&lt;br /&gt;E posso chiamare a sostegno della mia tesi diversi illustri padri del genere, che certo hanno tenuto conto dei fatti, ma senza mai restarne prigionieri: da Walter Scott a Victor Hugo, da Dumas a John Ford la caccia agli svarioni e ai blooper riempirebbe il carniere anche di uno studentello di liceo.&lt;br /&gt;Ma c’è un ulteriore motivo, ancor più profondo, che spinge ad interpretare la storia in modo congetturale, oltre il piacere della narrazione. È che non si può fare altro! Già gli antichi se ne erano accorti, tanto da definire appunto la storia opus oratorium maxime, bello e sonante modo di dire che la storia è prima di tutto un molto organizzato sistema di chiacchiere, ben dette e formulate.&lt;br /&gt;Perché davvero la storia, per strano che possa sembrare è dopo la statistica la più umbratile delle scienze. Analizzare un episodio storico è come guardare lo schermo di un televisore: alla giusta distanza scorgiamo la più bella delle figure, ma se ci avviciniamo scopriamo che tutto si sgrana in un caos di pixel multicolori, che solo la nostra mente tiene insieme in un’immagine. I pixel sono i fatti, i documenti. L’immagine, ossia la narrazione storica che ne consegue, è soltanto interpretazione.&lt;br /&gt;Ma come, una disciplina ancorata ai “fatti” e che proprio nei fatti trova la sua ragion d’essere è invece il regno dell’incerto? Ahimè sì, e per ottimi motivi.&lt;br /&gt;Tutto nasce da quello che noi conosciamo del passato. Che in realtà è tanto e pochissimo. Se escludiamo l’interpretazione e pretendiamo di ancorarci ai documenti, si scopre che non sappiamo in realtà nulla di ciò che risale a prima del quarto-quinto secolo a.C. A parte qualche elenco di regnanti e il ricordo di qualche battaglia famosa, tutto il resto non è fatto ma interpretazione.&lt;br /&gt;Ma poi arrivano i “documenti”, dirà qualcuno! Giusto, ma proprio i documenti sono spesso la più fallace delle fonti. Noi ci aggrappiamo a essi con la disperazione di un mitile allo scoglio solo perché, dall’epoca degli scribi egiziani, siamo condizionati da un mito suggestivo, alimentato ad arte proprio da quegli scribi per primi: ossia che ciò che è scritto sia vero.&lt;br /&gt;E che anzi nella parola scritta gli dèi abbiano insufflato una sorta di spirito magico, che dal Libro dei Morti giù fino alle costituzioni degli stati moderni valida ogni testo scritto con una sorta di sigillo supremo di intangibilità e di verità. Ma non è così: i documenti su cui facciamo tanto affidamento soffrono invece di una duplice potenziale fallacia.&lt;br /&gt;Anzitutto possono essere bellamente falsi: dal catalogo dei re egizi di Manetone alla donazione di Costantino, al passo dell’oscuro chierico che inventa di sana pianta tutta la legenda di re Artù spacciandola per autentica, l’elenco delle invenzioni e falsificazioni storiche sarebbe lunghissimo. Ma soprattutto i documenti sono sempre drammaticamente parziali: immaginate che tra migliaia d’anni, scomparsa ormai la vita dalla terra, una spedizione di Marziani cerchi di ricostruire la nostra storia. E che casualmente i loro archeologi si imbattano in un pacco di lettere alle famiglie dei custodi dei campi di sterminio, qualche annata del Völkischer Beobachter e una pizza dei filmini propagandistici girati per darla a bere a quei curiosoni della Croce rossa internazionale.&lt;br /&gt;Sicuramente nei testi di storia marziana troveremmo scritto che verso la metà del secolo XX si sviluppò sulla Terra un’associazione benefica, chiamata SS, dedita all’assistenza dei membri della società afflitti da un’indefinita tara ereditaria, cui si occupava di fornire alloggio e cibo gratuiti, vestiario, lavoro, in appositi campi eretti in località amene nell’attesa che lo stato fosse in grado di fornire una soluzione finale al loro disagio.&lt;br /&gt;Campi dotati di docce e impianti sportivi, e in cui veniva prestata un’efficiente assistenza medica agli occupanti, tanto più rimarchevole in quanto dedica anche a ricerche scientifiche avanzate in materia di genetica. Così attraenti da dover organizzare un’intera rete di trasporti gratuiti per potervi condurre le folle che da tutta Europa si affollavano per accorrervi. E questo sulla base di documenti inoppugnabili.&lt;br /&gt;Esagerato? Mica tanto, se si pensa che è più o meno quello che facciamo noi quando ricostruiamo la congiura di Catilina sulla base delle testimonianze di Cicerone o di Sallustio, o crediamo davvero che Caligola fosse il pazzoide descritto da quella linguaccia di Svetonio. Il problema è che gli uomini non mentono mediamente ogni tre minuti, come affermano molte ricerche psicologiche e il bel telefilm Lie to me con Tim Roth: gli uomini mentono sempre, anche quando non sanno di farlo. Nel senso che lavorano continuamente per chiudere quelle fonti di angoscia che sono gli spazi vuoti nella conoscenza delle cose, che vanno comunque riempiti in qualche modo. Ora quello che è fonte di angoscia per lo storico, queste lacerazioni nella trama dei fatti, diventa invece felice terreno di pascolo per il romanziere, che vi si scatena senza pudori.&lt;br /&gt;Lo scrittore di romanzi e gialli storici diventa così una sorta di solerte rammendatrice della trama lacerata dei fatti. Chiude i buchi con materiale che crea lui stesso, come il ragno che fila la sua tela, cercando di raggiungere un risultato il più possibile simile al tessuto intorno. Ovvio che uno strappo resta uno strappo, anche sotto le mani più abili, e il concetto di rammendo invisibile è alla fine solo pubblicità.&lt;br /&gt;Ma per quanto simile a quello di un umile artigiano, pure la sua opera ha una certa grandezza. Ci scampa dal terribile peso dell’ineluttabilità del passato, come quella ci salva il paio di pantaloni. Va a smuovere le nostre conoscenze cristallizzate, ci suggerisce all’orecchio che no, non è vero che “ciò che è stato è stato” e non c’è nulla da fare. Conforta le nostre inquietudini con l’idea che un altro mondo e un’altra storia sono sempre possibili.&lt;br /&gt;È questo il lavoro di ogni buon giallo storico: intessere nella catena degli avvenimenti una miriade di fili colorati raccattati in giro, in modo da colmare gli spazi vuoti tra gli anelli di ferro dei fatti. E alla fine, quando l’opera è compiuta, lo scrittore come il più abile dei tessitori rovescia sul tavolo il suo lavoro, e mostra un’immagine inattesa. E come in ogni arazzo, l’ordito aspro e rozzo è scomparso e trionfano i colori del sogno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-5745395796998584142?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/5745395796998584142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=5745395796998584142' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5745395796998584142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5745395796998584142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/proposito-di-gialli-storici.html' title='A proposito di gialli storici.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-5950641670229203018</id><published>2010-04-09T17:41:00.001+02:00</published><updated>2010-12-17T18:11:55.924+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Trash e sublime'/><title type='text'>Trash e sublime</title><content type='html'>Per la narrativa, e soprattutto per quella di genere, credo che valga lo stesso principio che governa il muro romano: è splendido e solido nella sua apparenza esterna, ma dentro è tenuto in piedi da un ammasso indistinto di pozzolana, pietrisco e cocci impastati insieme alla meglio.&lt;br /&gt;Rivangarci con le dita fa la gioia di ogni archeologo, esattamente come per il narratore è un piacere sottile imbattersi in qualche lacerto di trash monumentale, più utile di qualsiasi droga a mettergli in moto il cervello. Recentemente ho scoperto un film degli anni '60 che mi ha estasiato. Ve ne sottopongo la scena clou, sicuro che incontrerà l'approvazione di ogni sincero appassionato di stravaganze.&lt;br /&gt;Si tratta di &lt;em&gt;They saved Hitler's brain&lt;/em&gt;, purtroppo mai circolato in Italia. Se a suo tempo fosse stato doppiato, sicuramente la storia della nostra cinematografia sarebbe stata diversa.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-70e5a76f0ef841bc" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v23.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D70e5a76f0ef841bc%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DE8625F16B3ED6E7D30DCBF4D6B28688075D651D.517761C206BF89BD208972205A4CD91F5BF92803%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D70e5a76f0ef841bc%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Ddv4eB0wbthZX_RuJmI_6TvSGehM&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v23.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D70e5a76f0ef841bc%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DE8625F16B3ED6E7D30DCBF4D6B28688075D651D.517761C206BF89BD208972205A4CD91F5BF92803%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D70e5a76f0ef841bc%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Ddv4eB0wbthZX_RuJmI_6TvSGehM&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-5950641670229203018?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/5950641670229203018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=5950641670229203018' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5950641670229203018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5950641670229203018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/trash-e-sublime.html' title='Trash e sublime'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-5931864336410503569</id><published>2010-04-07T13:11:00.001+02:00</published><updated>2010-12-17T18:12:22.096+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scorrettezza politica'/><title type='text'>No. Non comprerò un i-Pad.</title><content type='html'>Non ho intenzione di comperare un iPad. Nonostante la mia stima e ammirazione per Steve Jobs (ho ancora per casa il mitico Apple II e l'ancor più straordinario Macintosh a bussolotto) questa volta non abboccherò. Come non ho comparato un iPhone. E nemmeno un qualunque e-reader, del resto. I libri mi piacciono di carta, e se devo parlare con qualcuno preferisco il vecchio telefono, con tanto di squillo annunciatore: mi serve il tempo per pensare a quello che dirò, preferico i mezzi che alla fine rallentano lo scambio di informazioni, invece di accelerarlo all'esasperazione. Ritengo che Corrado Guzzanti abbia colto un tratto essenziale della attuale frenesia comunicativa, nel filmino che vi accludo.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-2aa793035a8fbe3c" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v14.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D2aa793035a8fbe3c%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D34ED9B3632B54251C55A155185ABD11D2D9E7AD5.6DCDEFFED332D1839B000CD029E7C3EF24590C64%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D2aa793035a8fbe3c%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DQEUPDQgLsTp8CRfUXv28N1pOf0w&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v14.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D2aa793035a8fbe3c%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D34ED9B3632B54251C55A155185ABD11D2D9E7AD5.6DCDEFFED332D1839B000CD029E7C3EF24590C64%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D2aa793035a8fbe3c%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DQEUPDQgLsTp8CRfUXv28N1pOf0w&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-5931864336410503569?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/5931864336410503569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=5931864336410503569' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5931864336410503569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/5931864336410503569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/no-non-comprero-un-i-pad_8899.html' title='No. Non comprerò un i-Pad.'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-7608213655445054774</id><published>2010-04-06T17:50:00.001+02:00</published><updated>2010-12-17T18:12:54.211+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='armeria'/><title type='text'>A proposito</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S7tmSc8cLXI/AAAAAAAAAB8/-SDvkuIzF-c/s1600/888.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5457067840682863986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 269px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S7tmSc8cLXI/AAAAAAAAAB8/-SDvkuIzF-c/s320/888.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E' vero che ho sostenuto che lo scrittore deve parlare di sé solo nei libri. Però non posso mica scrivere un libro alla settimana! Per cui negli intervalli parlerò anche d'altro.&lt;br /&gt;Per esempio della mia collezione di giocattoli spaziali. Questa è una passione che nasce da una profonda frustrazione: quando ero piccolo, alle prese con le prime lezioni di inglese, pensai che un buon modo per rendere meno sgradevole lo studio fosse quello di esercitarmi sui fumetti americani: allora si trovavano soltanto in un'edicola di via Veneto (proprio quella del signor Max, se avete presente il film): erano quei magnifici comic book della Gold Key, con i paperi di Barks e gli episodi originali di Ai confini della realtà, tra gli altri. Io li trovavo meravigliosi: ma quello che mi rovinava il gaudio erano le pagine di pubblicità inserite tra i fumetti. Giocattoli, ovviamente.&lt;br /&gt;C'era per esempio la carabina Daysy a ripetizione, con cui i miei coetanei americani erano liberi di sparacchiare a parenti e amici, mentre io a Natale avevo ricevuto un fuciletto a tappo vagamente ispirato al 91 di mio nonno ardito della Grande Guerra. E poi c'erano le armi spaziali! Straordinari congegni multicolori, che si intuivano ruggenti di raggi fotonici e di altre diavolerie.&lt;br /&gt;La loro visione deve aver aperto uno lacerazione incolmabile nel mio animo, non più richiusa fino a quando, qualche decennio dopo, in un negozio di rigattiere mi capitò di trovare un esmplare abbastanza malridotto dell'&lt;em&gt;Atomic Disentegrator&lt;/em&gt; di Buck Rogers, finito lì chissà per quali vie. Il suo acquisto fu la pietra d'angolo di una raccolta che continua tuttora, combattuta a colpi di sfide su eBay.&lt;br /&gt;Appunto l'altra notte sono riucito a strappare al mio arcinemico RayGunMan un esemplare del segretissimo congegno giapponese 888 (vedi foto), gabbandolo con un rilancio a tradimento negli ultimi secondi. La felicità, come diceva Trilussa, è davvero una piccola cosa.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-875d0a3428b005bc" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v14.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3D875d0a3428b005bc%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D142505971A7311D3719BD11BADBCE1AB7459C91B.5C910DFBA81DD1FAD2357E04949DFF6E2127550F%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D875d0a3428b005bc%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DZAFzPh9aJMi9zdQlxXiS1Wd0xp8&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v14.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3D875d0a3428b005bc%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D142505971A7311D3719BD11BADBCE1AB7459C91B.5C910DFBA81DD1FAD2357E04949DFF6E2127550F%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D875d0a3428b005bc%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DZAFzPh9aJMi9zdQlxXiS1Wd0xp8&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-7608213655445054774?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/7608213655445054774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=7608213655445054774' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/7608213655445054774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/7608213655445054774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/proposito.html' title='A proposito'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S7tmSc8cLXI/AAAAAAAAAB8/-SDvkuIzF-c/s72-c/888.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-9200286696610234338</id><published>2010-04-06T09:43:00.000+02:00</published><updated>2010-04-06T09:50:57.333+02:00</updated><title type='text'>Presentazione a Roma</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S7rnyPfCECI/AAAAAAAAAB0/jb-w5L2GMiU/s1600/Copertina+Book+Ombre.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 221px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S7rnyPfCECI/AAAAAAAAAB0/jb-w5L2GMiU/s320/Copertina+Book+Ombre.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456928748848943138" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 8, alle 17, presenterò alla biblioteca Grazioli (sì, proprio davanti al famoso palazzo!) la Regola delle Ombre. E insieme con Paola Mastrodonato parleremo del suo ultimo libro su Bianca Cappello. Misteri rinascimentali dunque, della migliore qualità. Se qualche amico romano ha voglia di passare un'ora in compagnia di due gagliardi chiacchieroni è come sempre il benvenuto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-9200286696610234338?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/9200286696610234338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=9200286696610234338' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/9200286696610234338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/9200286696610234338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/presentazione-roma.html' title='Presentazione a Roma'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S7rnyPfCECI/AAAAAAAAAB0/jb-w5L2GMiU/s72-c/Copertina+Book+Ombre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-6357374787422179728</id><published>2010-04-04T14:32:00.000+02:00</published><updated>2010-04-04T14:48:07.659+02:00</updated><title type='text'>Per i più giovincelli</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S7iKMbsDlkI/AAAAAAAAABo/qEfmrYtYlms/s1600/cagliostro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456262894754960962" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 208px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S7iKMbsDlkI/AAAAAAAAABo/qEfmrYtYlms/s320/cagliostro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da qualche giorno è uscito nelle librerie un nuovo racconto della serie per ragazzi (adesso si dice&lt;em&gt; young adult,&lt;/em&gt; ma insomma avete capito). Una tenebrosa storia che vede all'opera il misterioso conte di Cagliostro, e una non troppo ingenua orfanella veneziana nel ruolo di sua assistente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel descrivere il conte mi sono preso qualche libertà, il libro non è troppo indicato per chi cerca nella lettura particolari approfondimenti storico-culturali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma se avete figli o nipoti fantasiosi, ecco qualche indicazione dalla quarta:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Nella foschia dell'alba il Conte di Cagliostro approda a Venezia, la città in cui le maschere del Carnevale e la cipria dei consiglieri non bastano più a celare intrighi e tradimenti. E dalle calli più oscure alle umide stanze nobiliari si diffonde la fama di uno stravagante guaritore venuto dall'Est. È un mago? O attinge alla sapienza di civiltà sepolte nella sabbia del Sahara? Per Serafina, il Conte è solo un simpatico truffatore. Lei lo fiuta lontano un miglio, e non solo perché è orfana e Principessa dei ladri. Lui la sceglie come assistente e le insegna che la vita è illusione, burla, magia. Polverosa come le acque del Canal Grande e liquida come gli ori di San Marco. C'è anche chi è disposto a pagare il Conte in pietre preziose in cambio dell'eterna giovinezza. O a uccidere. Ma Serafina ha negli occhi le fiamme della sfida. E chissà se la sfida più grande è vivere per sempre o morire infinite volte...&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-6357374787422179728?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/6357374787422179728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=6357374787422179728' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6357374787422179728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/6357374787422179728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/per-i-piu-giovincelli.html' title='Per i più giovincelli'/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/S7iKMbsDlkI/AAAAAAAAABo/qEfmrYtYlms/s72-c/cagliostro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5969237490536246287.post-2550533591630133214</id><published>2010-04-03T18:02:00.003+02:00</published><updated>2010-12-17T18:15:45.101+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='AAA: Dichiarazione programmatica'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Per molto tempo ho evitato di dar vita a un blog. Mi ha sempre trattenuto una decisa ripugnanza a infoltire lo straripante numero di chiacchieroni nulladicenti che già affollano la rete. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Faticando già molto a riempire le pagine di qualche libro, non mi è mai sembrato di avere tanto altro da comunicare che giustificasse l’impresa. Né mi è capitato di riscontrare che i fatterelli di uno scrittore, al netto naturalmente dei Grandi, fossero poi così ammalianti da giustificare un surplus di attenzione nei suoi confronti. Ho notato anzi che, &lt;em&gt;invita Minerva&lt;/em&gt;, scritti e parole di quanti attentano alle patrie lettere propendono spesso per il vacuo e l’autocelebrativo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;D’altro canto mi trovo da un po’ di tempo in imbarazzo, quanto all’aggiornamento del mio sito: da un lato non voglio gravare più di tanto sulla cortesia degli amici che lo gestiscono con continue sollecitazioni, dall’altro non ho alcuna intenzione di penetrare nelle oscure procedure dei vari HTML, Flash, &lt;a name="OLE_LINK6"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="OLE_LINK5"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Mpeg&lt;/span&gt; &lt;/a&gt;e compagnia bella, per cavarmela da me. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Spero quindi che queste note assolvano insieme una funzione di più puntuale aggiornamento, e insieme di occasione per qualche rapida considerazione tra amici. Vi prometto che non vi comparirà altro: se uscirà qualche novità ve ne darò discretamente gli estremi, ed egualmente se mi imbattessi in un libro o un film particolari mi permetterò di consigliarvelo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Se poi mi capiterà di partecipare a qualche incontro pubblico ve lo segnalerò, con il tacito sottinteso che tale notizia non valga assolutamente da ricattatoria pressione a intervenire.&lt;br /&gt;Non vi sottoporrò buone cause da sostenere, movimenti cui aderire o nemici da combattere. Lo scioglimento dei ghiacci polari o l’estinzione del &lt;a name="OLE_LINK8"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="OLE_LINK7"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;babirussa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; mi rattristano, ma non solleciterò alcuna raccolta di fondi volta a evitarli. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Prendete dunque queste note come la Dichiarazione di Intenti di &lt;em&gt;Citizen Kane&lt;/em&gt;. Con Charles Foster Kane si sa come è andata a finire. Nulla vieta che anche questa pagina venga prima o poi risucchiata nel vortice della vanagloria. Ma in quel caso la difesa sarà facilissima: lasciatela sepolta tra i milioni e milioni di pagine similari che dormono in quell’enorme Spoon River che è la rete, e dimenticatevene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-c15f3ba59d5636d7" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v7.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc15f3ba59d5636d7%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D81500E801BDDB39DEA3B1DA57F8D307F6BB33176.2025B9968757A7143496CA04DA31C48E74697E5F%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc15f3ba59d5636d7%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DFjCm9wtD2zIzAf32FpwKgaSxlMI&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v7.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3Dc15f3ba59d5636d7%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1331060545%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D81500E801BDDB39DEA3B1DA57F8D307F6BB33176.2025B9968757A7143496CA04DA31C48E74697E5F%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Dc15f3ba59d5636d7%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DFjCm9wtD2zIzAf32FpwKgaSxlMI&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5969237490536246287-2550533591630133214?l=giulioleoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giulioleoni.blogspot.com/feeds/2550533591630133214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5969237490536246287&amp;postID=2550533591630133214' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2550533591630133214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5969237490536246287/posts/default/2550533591630133214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giulioleoni.blogspot.com/2010/04/per-molto-tempo-ho-evitato-di-dar-vita.html' title=''/><author><name>l'amministratore</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_njueY3_2T_g/SgbqM0tdllI/AAAAAAAAABA/utQOgJRoCrk/S220/giulioleoni+bella.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry></feed>
