lunedì 10 maggio 2010

La potenza delle tenebre.


C'è una cosa che mi ha sempre colpito, riflettendo sulle vicende della storia umana: il grande potere fascinatorio delle convinzioni errate.

Colombo è convinto che il diametro della terra sia molto più corto della realtà, se ne va in cerca delle Isole Felici e dell'ancor più favoloso Cipango e per fortuna che c'è l'America di mezzo, altrimenti sarebbe finito tra gonnellini di banane e ukulele ad attendere il Bounty qualche secolo dopo.

Francisco de Coronado sente parlare delle sette magiche città di Cibola, si convince che esistano davvero e trascina una banda di desesperados per i peggiori deserti dell'America alla loro ricerca, perdendoseli per strada. Ponce de Leon, convinto che da qualche parte degli spaventosi acquitrini della Florida sgorghi la fontana della giovinezza, li percorre in lungo e in largo fino a rimediare una freccia fatale dai selvaggi locali, infastiditi da tanto scocciatore.

Francisco de Orellana, convinto che nella foresta amazzonica si celi la mitica El Dorado, ci si immerge senza ritegno, accoppando e torturando chiunque trovi per strada in cerca di dritte sulla mitica città lastricata d'oro. Braccato stretto da un altro pazzoide, tal Miguel de Aguirre, preso dalla stessa idea e che passerà alla storia soprattutto grazie allo splendido film di Herzog.

Tra tanti cercatori di meraviglie pare alla fine che i soli a cavare un ragno dal buco siano stati i soliti Nazi, col loro efficientismo teutonico: nel '45 un U-boat in fuga avrebbero perigliosamente risalito l'Orinoco, raggiungendo appunto l'El Dorado, almeno secondo quello che racconta un certo Karl Brugger, che disse di avere informazioni di prima mano al riguardo. Sto approfondendo la questione, e se scopro qualcosa di più preciso mi affretterò a relazionare.

4 commenti:

riccardo ha detto...

I nazi che trovano El Dorado... Sarà per quello che con il piano Odessa se ne sono andati tutti in America Latina?

Fabrizio Foni ha detto...

...beh, aggiungerei che a Siena si è cercato per secoli, invano, il fiume Diana (che qualcuno, allorché era immerso nel silenzio, giurava di sentir scorrere). E Dante, come suo solito, non è parco di frecciate:

"Tu li vedrai tra quella gente vana / che spera in Talamone, e perderagli / più di speranza ch'a trovar la Diana; / ma più vi perderanno li ammiragli"

Giulio ha detto...

@Riccardo: i Nazi avevano già predisposto il loro arrivo, con singolare lungimiranza, già alla fine dell'800: provvedette la sorella di Nietzsche a fondare in loco una prima colonia germanica, embrione del futuro Quarto Reich.
@Fabrizio: certo, con la differenza che mentre l'esistenza della Diana è dubbia (e giustamente il Poeta la ironizzava), quella dell'El Dorado è certissima e documentata! :-)

Fabrizio Foni ha detto...

Giustissimo... :)