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lunedì 4 aprile 2011

Si parte! - 13


L'affezionato lettore avrà notato come da qualche tempo mancavano aggiornamenti in merito all'avventura spaziale. Questo è dovuto sia alla necessità di portare a compimento una nuova operetta che mi trovo ad avere tra le mani, sia ad un motivo ben più problematico.

Il fatto è che il reattore atomico recuperato dal sottomarino russo in disarmo ha mostrato qualche suo limite, derivante in buona misura dalla non perfettissima tecnologia che gli ha dato i natali, e molto poi dallo stato di abbandono in cui ha versato dopo la caduta dell'Unione sovietica.

In pratica ha cominciato da subito a sversare in giro una certa polluzione di cesio, stronzio e quant'altro, in misura non preoccupante ma tale comunque da suscitare l'occhiuta attenzione degli ispettori dell'Enea. I quali hanno preso a ronzare fastidiosamente in cerchi sempre più stretti intorno al fondo del maggiore Luceri, dove com'è noto era in costruzione il veicolo spaziale.

Per fortuna il provvidenziale arrivo nei nostri cieli della nube radioattiva di Fukushima ha confuso le acque, stornando i sospetti e consentendoci di proseguire il lavoro con relativa tranquillità. L'ingegner Fainthwater ha avuto anche modo di testare gli effetti del reattore su eventuali malcapitati che si trovassero nelle vicinanze al momento del decollo: a tale scopo sono stati utilizzati dei manichini, recuperati dalle esplosioni del '50 nel Nevada, che hanno superato la prova senza troppi danni (accludo a dimostrazione una foto degli stessi dopo il test).

Il razzo è ormai pronto. Gli ardimentosi stanno raccogliendo gli ultimi bagagli e nella prima notte di luna nuova il veicolo si avventerà verso gli spazi siderali, ruggente colonna di fuoco diretta verso l'ignoto!

sabato 5 febbraio 2011

Missione marziana - 12

Come presidente del comitato promotore della spedizione di soccorso, mi corre il gradito obbligo di aggiornare tutti i generosi simpatizzanti e sostenitori sui progressi dell'impresa.
L'arrivo della componentistica proveniente dalle più diverse regioni del globo è ormai completo. Sono state superate numerosissime difficoltà, soprattutto per quanto riguarda il passaggio della frontiera ucraina da parte del reattore nucleare russo, smontato a pezzi e nascosto all'occhiuta sorveglianza delle guardie di confine tra gli effetti personali di un gruppo di profughi uzbechi diretti in Italia.
Più semplice è stata la raccolta dei materiali ferrosi e dell'impiantistica elettronica, fatti passare per imitazioni cinesi.
Per quanto riguarda le barre di uranio necessarie ad attivare il motore, preziosissimo è stato il contibuto del maggiore Luceri, che grazie alle sue entrature nel campo dell'industria nucleare si è adoperato per dirottare sul porto di Civitavecchia un cargo di rifiuti radioattivi destinati alla Somalia.
Egli ha anche messo a disposizione un suo fondo rustico nell'orvietano, dove è in corso l'assemblaggio del veicolo spaziale.
Sotto la supervisione dell'instancabile Timoteo Fainthwater la costruzione del razzo sta procedendo alacremente, come dimostrato dal documento filmato che accludo al post.
A presto per ulteriori aggiornamenti!

giovedì 23 dicembre 2010

Missione marziana - 11



Mi accorgo solo ora di non aver ancora fornito a tutti gli appassionati lettori che con trepidazione stanno seguendo la vicenda un'idea delle fattezze fisiche dei nostri eroi.
Accludo pertanto un ritratto dei due, realizzato dal famoso MacRaboy in occasione del sessantesimo genetliaco di Montague J. Brady.
Dall'immagine di grande maestria sono immediatamente deducibili sia la maschia e inflessibile volontà del colonnello, sia l'ineffabile grazia della sua compagna Aurore.
Spero che questo ritratto, oltre a soddisfare le aspettative delle innumerevoli agenzie di stampa che ne facevano pressante richiesta, alimenti ulteriormente l'entusiasmo dei sostenitori dell'impresa.
A tal proposito ricordo che ogni contributo è prezioso e benvenuto: si accettano tutte le maggiori carte di credito, Paypal, Postepay e prepagate in genere, nonché bonifici bancari e postali, assegni e versamenti in contanti. Per chi volesse poi trasferire su Marte somme di denaro o altri beni mobili (ponendoli così a certissimo riparo dall'occhiuto sguardo del fisco) si comunica che questo potrà essere effettuato in occasione del prossimo lancio, con costi di intermediazione sicuramente interessanti.

mercoledì 22 dicembre 2010

Missione marziana - 10


La notizia delle difficoltà in cui versa il nostro eroe ha suscitato in tutto il mondo un'ondata di commossa partecipazione. Immediatamente il nostro appello è stato raccolto, e già una prima schiera di volenterosi si è messa a disposizione per l'impresa di salvataggio, mentre altri si vanno aggiungendo in queste ore.

Da una casa di riposo statale del Vermont si è messo in contatto con il comitato l'ingegner Timoteo H. Fainthwater, colui che negli anni '50 mise a punto insieme con Werner von Braun un veicolo spaziale a propulsione nucleare, il cui prototipo fu esposto nel padiglione Tomorrowland della Disney. Il tecnico, ancora lucido e valido nonostante l'età ingrediente, ha messo a disposizione i piani di costruzione allora elaborati: un progetto senz'altro più avanzato dell'aeroproietto a metano di Monti.

Fainthwater è già in viaggio, accompagnato dalla sua fedele infermiera personale, alla volta dell'Italia, dove sovraintenderà personalmente all'opera di costruzione. Dalla Westfalia è in arrivo un carico di lamierati abbandonati nelle officine che costruivano le solidissime Trabant, mentre nella Russia ex sovietica si sta provvedendo al recupero del reattore dalla carcassa di un sommegibile nucleare in disarmo. Al momento è già stata identificata un'opportuna zona paludosa nella Maremma, ove verrà assemblata la nave cosmica al riparo degli oziosi e indiscreti sguardi della stampa.

Ma voglio intanto elencare i nomi di coloro che si sono già messi generosamente a disposizione dell'impresa come equipaggio: il maggiore Enrico Luceri, ufficiale della riserva nell'esercito clandestino borbonico, l'ingegner Massimo Pietroselli, romanista ed esperto a livello mondiale delle emissioni filateliche del Vaticano, il dott. Fabrizio Foni e la sua gentile consorte, clerici vagantes del sistema universitario europeo, particolarmente versati in tutti gli aspetti mostruosi della realtà contemporanea.

A questi di certo si uniranno molti altri: in attesa di ulteriori aggiornamenti il maggiore Luceri ci ha pregato di inserire in queste note un richiamo all'inno nazionale borbonico, che volentieri accludo in calce al post.

giovedì 16 dicembre 2010

Notizie dalla spazio - drammatiche! - 9


Dopo una lunga pausa dovuta alle difficoltà logistiche della spedizione, finalmente il colonnello Montague è riuscito a mettersi in contatto con la stazione di ascolto della Western Union ancora in grado di decrittare i suoi messaggi Morse.


Purtroppo la comunicazione è durata solo alcuni secondi, prima che una valvola dell'apparato si bruciasse, annegando la stentorea voce del nostro eroe nelle profondità dello spazio. Ma in quel breve tracciato di punti e linee è nascosto forse il più grande segreto della nostra epoca: dopo inenarrabili fatiche affrontate per superare la catena di monti innevati posti al limite della zona conosciuta di Marte, il colonnello Brady è riuscito a raggiungere le mura di una città, più antica di ogni altra conosciuta sulla faccia del pianeta rosso. Il nostro aveva appena cominciato a illustrare le meraviglie e le incredibili ricchezze che si schiudevano ai suoi occhi, quando il cedere del fortunoso collegamento ha precipitato tutti noi nell'incertezze e nell'angoscia. Perché proprio allora il collonnello stava accennando a una terribile minaccia che tra tanti splendori aveva scoperto, una minaccia che a suo dire metterà in pericolo la sopravvivenza del nostro stesso pianeta.


Le ultime frasi captate, non improntate al consueto ottimismo e virile baldanza del colonnello, bensì ombrate da un cupo senso di morte, hanno gettato in un comprensibile sconforto tutti gli ammiratori e sostenitori dell'impresa. Subito si è scatenata una caccia su eBay alla ricerca della valvola bruciata: ma quando questa è stata finalmente trovata in uno sfascio dell'Ohio, ogni tentativo di ripristinare il collegamento con il colonnello si è rivelato almeno al momento vano.


La coraggiosa Aurore Monti-Smith è già partita con un manipolo di volontari marziani alla sua ricerca. Ma prima ha lanciato una pressante richiesta d'aiuto al nostro pianeta, perché concorra in qualche modo al salvataggio. Si è subito costituito un comitato, che ho l'onore di presiedere, volto allo scopo di costruire un secondo aeroproietto e condurre una nuova spedizione di avventurosi sul pianeta rosso, per trarre in salvo il colonnello e approfondire i termini della sua scoperta. Invito pertanto tutti coloro che volessero collaborare a contribuire anche con piccole cifre alla raccolta, e insieme ad avanzare le proprie candidature a far parte dell'impresa.


Nell'attesa mi adopererò per comunicare tempestivamente qualsiasi notizia ulteriore potesse giungere dallo spazio profondo. Per aspera ad astra!

giovedì 24 giugno 2010

Notizie dallo spazio - 8


Dopo alcuni giorni di preoccupante silenzio, il centro d'ascolto della Western Union in Arizona ha ripreso a ticchettare, captando un nuovo messaggio dei nostri eroi.
Grandi nuove si annunciano! Mettendo a frutto la sua vasta esperienza di scienziato ed esploratore, il colonnello Brady sta redigendo un imponente rapporto sulla caratteristiche fisiche, politiche e sociali del pianeta Marte, che si preannuncia come l'opera definitiva che sgombrerà una volta per tutte il campo da decenni di artata disinformazione.
Sapremo così dei popoli che lo abitano, apprenderemo le meraviglie tecniche della sua enorme canalizzazione, potremo godere delle sue ricchezze artistiche e dei risultati del lavoro dei sui scienziati e filosofi: un intero scrigno di stupefacenti scoperte sta per schiudersi davanti ai nostro occhi!
Nelle more di tanta opera la bella Aurore si è subito impegnata nel terzo settore, aprendo tra l'entusiasmo delle signore marziane la prima sezione femminile transterrestre del KKK.
L'inaugurazione della sede, sita in una delle più eleganti avenue della città di Khandoria, è stata occasione per l'elezione di Miss Klanett, un concorso di bellezza che si avvia sin d'ora a cenfermarsi uno degli appuntamenti mondani più seguiti dell'anno.
Nella circostanza la Monti-Smith ha messo in luce le sue virtù di intrattenitrice, deliziando il numeroso pubblico con la sua grazie e bellezza incomparabili.

giovedì 27 maggio 2010

Ancora sul cover-up marziano -7


Ho appena ricevuto una straordinaria prova fotografica da parte di un anonimo lettore, che credo valga la pena di mettere subito a vostra disposizione.
L'immagine, anche se di scarsa qualità, mostra abbastanza chiaramente i resti del rover marziano, con la sua singolare struttura triciclomorfa che tanto inquietò il Wells, al punto da trasformarla nei suoi vaneggiamenti in una terribile macchina da guerra.
Le figure minuscole che vi compaiono sopra sono membri del Genio militare di Sua Maestà, intenti ad ispezionare le caretteristiche del veicolo, in modo forse da trarne qualche insegnamento attraverso un tentativo di retroingegneria dagli esiti incerti.
Non si hanno notizie del destino successivo della macchina, che scomparve repentinamente dal luogo dell'atterraggio. Non escluderei che negli anni successivi, dopo una serie di tentativi di analisi senza risultati, essa possa essere stata smontata in qualche base segreta dell'esercito e quindi avviata per nave in America, con destinazione gli stabilimenti della Holt Manufacturing Company. Azienda in quel momento più avanzata al mondo nella costruzione di grandi mezzi meccanici semoventi, e l'unica a disporre di tecnici in grado di analizzarne i complessi meccanismi.
Dove comunque non risulta mai arrivata: è quindi probabile che le parti smontate abbiano costituito il misterioso carico segreto del Titanic, che più studiosi sostengono ancor oggi essere all'origine del tragico affondamento.

mercoledì 26 maggio 2010

Altre straordinarie notizie dai nostri eroi! - 6


La contrale di ascolto nell'Arizona ha ricevuto un nuovo messaggio dal colonnello Montague J. Brady, insieme con alcune immagini del pianeta che gettano ulteriore discredito sul cover-up messo in atto da decenni sulla reale natura di Marte.
L'antiquato ma ancor valido sistema di telegrafia consente infatti di trasmettere anche foto, codificate in segnali Morse e poi pazientemente riassemblate a terra dall'operatore.
Quella che ho messo in apertura del post mostra uno scorcio della città di Khandoria, appena raggiunta dai nostri dopo tre giorni di marcia a dorso di mulo lungo la sponda del Gran Canale. Aurore Monti-Smith e il colonnnello Brady vi compaiono abbigliati nei pittoreschi costumi locali, in un momento di relax nella suite messa a loro disposizione dalle autorità della città.
Montague ha già avuto una serie di proficui incontri con l'elite scientifica e politica del luogo, da cui sono emersi una serie di sconcertanti particolari.
Sembra infatti che già nel 1898 i marziani compirono un primo tentativo di raggiungere la terra con un dispositivo per certi versi simile all'aeroproietto di Monti: una nave cosmica spinta non dal metano, gas inesistente sul pianeta, ma dal bombastenio, minerale ad alta concentrazione di zolfo e carbonio dalle caratteristiche esplosive molto marcate.
Quella prima spedizione prese terra nelle vicinanze della città di Londra, ma l'impresa venne frustrata da un penoso equivoco culturale intercorso tra l'equipaggio appena sbarcato e un indigeno casualmente presente sul posto.
Questi, un cazzone di inglese vittoriano, un certo H.G. Wells, fraintese in modo grottesco la natura del grosso rover triciclo che i marziani avevano portato con loro allo scopo di esplorare il terreno e in preda al panico si precipitò a dare l'allarme presso un reggimento d'artiglieria acquartierato nella zona per esercitazioni.
L'ufficiale comandante, già al suo settimo gin-tonic della mattinata, ordinò immediatamente di cannoneggiare gli pseudoaggressori. Purtroppo le coordinate di tiro, elaborate in fretta e furia tra i fumi dell'alcol e comunicate alle batterie per mezzo di sbandieratori egualmente avvinazzati, si rivelarono talmente imprecise da causare la distruzione di numerosi villaggi nella zona intorno, oltre all'affondamento di un'ignara corvetta di Sua Maestà che si trovava a transitare casualmente a poche miglia dalla costa.
Mentre la delegazione marziana riprendeva il volo, sdegnata da una sì incivile accoglienza, per giustificare in qualche modo i danni e le vittime causate da quella sconsiderata reazione le autorità militari non trovarono di meglio che stendere un fantasioso rapporto su una invasione aliena, in realtà mai avvenuta.
Rapporto che fu poi in seguito diffuso a bella posta dal Wells in forma di romanzo popolare, e che ha costituito da allora la base per un'insistita opera di disinformatzia che prosegue ancor oggi.
Amareggiato da quanto andava apprendendo, il colonnello Brady ha assicurato la propria personale solidarietà agli incolpevoli marziani, riconducendo la causa del tutto alla notoria arroganza delle plutocrazie, mai disposte ad ammettere i propri errori e pronte a qualunque sotterfugio pur di salvare la faccia.
Non contento di ciò ha poi messo a disposizione delle autorità della città la sua esperienza di trasvolatore e di combattente, per tentare di riscattare in qualche modo il buon nome terrestre e dimostrare come gli abitanti del nostro pianeta non siano assolutamente tutti uguali, anzi.
Ma su questo promette altri particolari in seguito.

domenica 23 maggio 2010

Ultime notizie dallo spazio! - 5


Dopo alcuni giorni di silenzio, dovuti all'immensità dello spazio attraversato dall' aeroproietto, il telegrafo nel posto d'ascolto della Western Union nel deserto dell'Arizona ha ricominciato a ticchettare, comunicando al mondo la grande notizia: alle 12,15 del 22 maggio 2010, ora siderale, i nostri due ardimentosi hanno raggiunto Marte!
Dando fondo alle ultime riserve di metano, con una manovra spericolata appresa alla scuola delle Flying Tigers il colonnello Brady ha rivolto verso il pianeta i getti del propulsore, rallentando la velocità di caduta fino ad ammartare con perizia sulla sponda sinistra del Gran Canale, una meravigliosa opera di ingegneria che corre lungo tutta la superficie di Marte da nord a sud, convogliando verso le fertili ma aride praterie della zona equatoriale le fresche acque delle calotte polari.
Non appena i roventi gas di scarico si sono dissipati nella frizzante e leggera atmosfera marziana, aperto il portello e liberata la scaletta il colonnello ha cavallerescamente ceduto il passo alla sua compagna: Aurore Monti-Smith è stata quindi la prima terrestre a calcare le sabbie di Marte, imprimendo con grazia l'impronta del suo piedino calzato Prada alla base della scaletta. Un segno che, stante l'atmosfera rarefatta, resterà probailmente per secoli a rimarcare sia la memoria del glorioso evento che la superiorità del made in Italy in tutto il sistema solare.
Ha quindi preso possesso del pianeta in nome della Confederazione, piantandovi la bandiera con tanto di stars & bars ricamate dalle sue stesse mani, tra l'entusiamo di un gruppo di operai marziani di una vicina stazione di pompaggio, accorsi in massa attirati dal rombo dell'astronave. Dopo di lei è stato il turno del colonnello di pronunciare rapide ma solenni parole di circostanza, al cui termine Montague ha intonato con la sua voce possente Rawhide, canzone che contende a Dixie il titolo di inno della Confederazione, scatenando il delirio della piccola folla che lo ha subito acclamato come il miglior cantante country di ogni tempo.
Purtroppo il sistema di comunicazione ci impedisce di ricevere suoni da Marte: il mio amico americano mi ha comunque inviato una registrazione effettuata dal colonnello in occasione di uno dei numerosi rodei cui si dedicava nel tempo libero, che accludo al post per chi volesse farsi un'idea delle virtù canore dello stesso.
Dopo questa prima sobria cerimonia è subito partita una comunicazione dell'evento verso la città di Khandoria, la capitale del distretto che dista dalla stazione di pompaggio un centinaio di miglia marziane, e al momento i nostri si stanno muovendo in quella direzione, a dorso di una coppia di muli marziani messi a loro disposizione dalla generosità degli indigeni.
Prima però hanno smontato dall'aeroproietto il sistema telegrafico, che trasportano con loro allo scopo di inviare quanto prima alla terra ulteriori notizie della loro straordinaria avventura.

domenica 9 maggio 2010

Svelato il cover-up della Nasa! - 4


Il mio amico americano mi ha appena girato un'immagine ricevuta dall'ufficio della Western Union che si è assunto l'incarico di decrittare i messaggi dallo spazio. Pare che l'antiquato sistema radiotelegrafico stia facendo magnificamente il suo dovere, riuscendo anche a trasmettere immagini del pianeta in avvicinamento.
Per la prima volta abbiamo la possibilità di vedere Marte come è veramente, al di là della spessa cortina di disinformazione stesa dalle autorità federali.
Come individuato a suo tempo da Schiaparelli e da Lowell, la superficie del pianeta rosso sembra percorsa da una articolata serie di canali, troppo regolari per non essere opera di una qualche razza intelligente e operosa.
La rete di canali frammenta il territorio in numerose regioni, su cui compaiono apparentemente dei nomi armoniosi perfettamente leggibili anche a grande distanza.
E' opinione di Montague che tali scritte siano state realizzate dai Marziani con delle grandi fioriere, allo scopo di segnalare ad eventuali visitatori dallo spazio la situazione catastale del pianeta.
Questo probabilmente allo scopo di scoraggiare barbari tentativi coloniali, all'insegna del famigerato res nullius primo occupanti.
Gli strumenti ottici in dotazione all'aeroproietto non consentono ancora di poter entrare nei dettagli del pianeta, e tutti restano in trepida attesa di ulteriori comunicazioni dei nostri ardimentosi.

giovedì 6 maggio 2010

Verso l'orbita lunare. - 3










Cominciano ad arrivare notizie da parte dei due eroici trasvolatori siderali. Purtroppo il sistema di trasmissione dell'aeroproietto, disegnato anch'esso da Monti, è molto vintage, e trasmette in telegrafia Morse. Per cui i messaggi richiedono un po' di tempo per essere decrittati da parte del pensionato della Western Union che si è offerto volontario per lo scopo.
Intanto sono venuto a conoscenza di qualche altro particolare biografico dei due, tra cui un'immagine giovanile di Montague J. Brady, ritratto durante la sua partecipazione a un convegno tenutosi nell'87 a Memphis: il nostro è il terzo in alto da sinistra, riconoscibilissimo per lo sguardo magnetico che emana da sotto il costume sociale.
Il mio corrispondente americano mi ha inviato anche un poster per il quale posò a suo tempo la nonna di Aurore Monti-Smith, la signora Adelina Monti, a sostegno della campagna di arruolamento di piloti freelance per il Flying Tigers Group del colonnello Chennault sul fronte del Pacifico. Questo a riprova dello storico coinvolgimento della famiglia Monti nelle vicende americane, e del suo comprovato patriottismo nonostante la non proprio lineare discendenza WASP.

venerdì 30 aprile 2010

Partiti! - 2




Il mio amico americano mi segnala l'inizio dell'ardita impresa!

In un clima di festa popolare, arricchita da grandi barbeque e musica country, ieri notte alle 23,45 ora dell'Arizona la navicella si è avviata ruggendo verso gli spazi siderali.
Ai suoi comandi il texano Montague J. Brady, colonnello pilota dell'Aviazione Confederata (chi volesse notizie ulteriori su questa meritoria istituzione può trovarle qui: http://en.wikipedia.org/wiki/Commemorative_Air_Force )

Eroe delle due guerre del Golfo, e già vice Gran Dragone del Ku Klux Klan della città di Dallas, Montague ha messo a disposizione con entusiasmo la sua esperienza di trasvolatore e di recordman, acquisita in innumerevoli sfide nei cinque continenti.

L'accompagna l'affascinante Aurore Monti-Smith, sua compagna di vita e d'avventure, nonché discendente diretta del geniale progettista. Campionessa mondiale di canasta, sempre in prima fila in mille iniziative benefiche, Aurore si è assunta il compito di documentare fotograficamente tutte le fasi del periglioso volo.

Nonostante i ripetuti tentativi di sabotaggio del governo federale che, ricorrendo a una cavillosa interpretazione del Patriot Act, ha impedito ai network nazionali di coprire l'avvenimento, un breve filmato è riuscito a filtrare attraverso le strettissime maglie della censura.

Lo accludo al post scusandomi della cattiva qualità delle immagini, girate con mezzi di fortuna proprio mentre la Guardia Nazionale faceva irruzione nella base, nel vano tentativo di fermare la partenza.

martedì 27 aprile 2010

Finalmente! - 1



L'immagine che vi presento, inviatami da un amico scrittore americano, mostra come la corsa allo spazio stia finalmente riprendendo, e sui binari giusti!
In una località del deserto dell'Arizona, tenuta rigorosamente segreta per evitare l'intervento del governo federale, un gruppo di arditi imprenditori dixies ha ripreso un vecchio progetto dell'esercito confederato, rimasto sepolto per quasi un secolo e mezzo negli archivi di stato di Atlanta.
L'idea pare sia stata sviluppata dall'italiano Ubaldo Monti, un ufficiale d'artiglieria dell'esercito sabaudo aggregato come osservatore presso lo stato maggiore di Lee. Appassionatosi  alla causa sudista, e in odio a Garibaldi che aveva messo la sua spada a disposizione del Nord, studiò per loro il modo di bombardare la città di Washington per mezzo di un aeroproietto spinto da un propulsore a metano.
Il razzo attuale è stato modificato rispetto al progetto originario, riconvertendo l'ogiva esplosiva in una cabina atta al trasporto di due avventurosi astronauti, insieme con un carico utile di tre tonnellate di strumenti.
Le intenzioni dei costruttori sono di raggiungere l'orbita lunare, e di lì sfruttando l'effetto fionda della gravità puntare verso il pianeta Marte, con un volo inerziale di tre settimane. 
Il fatto che le linee generali del proietto ricordino singolarmente quelle della V-2 apre un interessante interrogativo sulla possibilità che lo stesso von Braun abbia avuto accesso ai disegni originali, magari per tramite di suo padre, il barone Magnus, ben inserito nei circoli diplomatici e in contatto con gli ambienti dell'emigrazione germanica negli Stati Uniti. 
Ma questo e altro non appena il mio corrispondente mi avrà inviato ulteriori particolari. Compresa anche la data esatta del lancio, che potremo seguire direttamente in rete.